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Fragilità del sistema e consenso elettorale

Si pone un interrogativo di fondo: quanto varrà davvero in termini di aggregazione di consenso l’eventuale 42% raggiunto da una coalizione? Quanto quel risultato, frutto di una evidente torsione anti – democratica (70 seggi in regalo ad una minoranza) sarà oggetto di contesa tra diversi populismi, tentativi di evadere la Costituzione Repubblicana nei suoi cardini fondamentali e in ispecie la rappresentatività delle istituzioni elettive, pressione di lobbies varie legate anche alla complicata congiuntura internazionale in tempo di guerra?

Alla Camera dei Deputati si sta discutendo l’ennesima “deforma” elettorale approntata esclusivamente sui desiderata di una precisa parte politica (quella attualmente al governo) nel segno dell’ulteriore restringimento nel rapporto società/sistema politico.

In questo quadro torniamo all’analisi sulla fragilità del sistema contenuta nel rapporto Demos-P.I. del 2025 sintetizzandone il senso in questo modo: vi era “un quadro di crescente fragilità sociale ed economica, con una polarizzazione delle opinioni che spinge una minoranza significativa verso soluzioni antidemocratiche, segnando una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni e nella democrazia liberale”.

Si confermavano così le analisi che stiamo cercando di portare avanti da tempo con al centro la modifica del sistema dei partiti e la crescita esponenziale dell’astensionismo nella diverse tornate elettorali: elementi che ci paiono una delle cause più significative di questa caduta complessiva di consenso e di conseguente estrema fragilità del sistema (ormai sottoposto facilmente a “incursioni anticostituzionali” il cui destino rimane pericolosamente tutto da scoprire, inclusi gli interventi “esterni” attuati – per di più – in tempi di guerra e proprio dai protagonisti di questi eventi bellici).

Come si è ridotto nel corso degli anni il margine di consenso accumulato dal sistema politico nel suo insieme e dai maggiori partiti?

Partiamo da alcuni dati riferendoci agli esiti elettorali del periodo in cui era vigente una formula elettorale imperniata sul sistema “Hare” corretto (per accedere alla ripartizione dei seggi era necessario raccogliere almeno 300.000 voti sul piano nazionale e aver ottenuto almeno un quoziente pieno in una delle 32 circoscrizioni: questo per la Camera dei Deputati, diverso il Senato ma era diversa per il Senato anche la platea degli aventi diritto essendo necessario aver raggiunto i 25 anni d’età (per la Camera l’età corrispondeva ai 21 anni e poi, dal 1976, ai 18).

Dunque analizziamo alcune cifre riguardanti i turni elettorali poi giudicati “critici”: ovverosia il cui esito è stato foriero di svolte significative nell’andamento sistemico:

Elezioni 18 aprile 1948

Aventi diritto: 29.117.270

Voti validi: 26.464.258  90,88%

Percentuali ottenute dalle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non dei voti validi

DC 12,740.042  43,75%
Fronte Popolare (PCI-PSI) 8.136.637  27,94%
Unità Socialista (Socialdemocratici) 1,885,116  6,47%
Blocco Nazionale (liberali) 1.003.727  3,44%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 81,60%


Elezioni 7 giugno 1953

Aventi diritto 30.272.236

Voti Validi 27.087.701  89,48%

Percentuali ottenute dalle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non dei voti validi

DC 10.862.073  35,88%
PCI 6.820.069  22,52%
PSI 3.441.014  11,36%
Partito Nazionale Monarchico 1.854.850  6.12%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 75,88%


Elezioni 19 maggio 1968

Aventi diritto 35.556.493

Voti Validi 31.790.428  89,40%

Percentuali ottenute dalle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non sui voti validi

DC 12.437.848  34,98%
PCI 8.551.347  24,05%
PSU 4.603.192  12,94%
PLI 1.850.650  5,19%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 77,16%


Elezioni 20 giugno 1976

Aventi diritto 40.426.658

Voti Validi 36.507.578  90.30%

Percentuali ottenute dalle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non sui voti validi

DC 14.209.519  35,89%
PCI 12.614.650  31,20%
PSI 3.540.309  8,75%
MSI 2.338.339  5,78%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 81,62% (massimo storico)


Elezioni 3 giugno 1979

Aventi diritto 42.203.354

Voti Validi 36.671.308  86,89%

Percentuali ottenute dalle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non sui voti validi

DC 14.246.090  33,75%
PCI 11.139.231  26,39%
PSI 3.596. 802  8,52%
MSI 1.930.639  4,57%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 73,23%


Elezioni 26 giugno 1983

Aventi diritto 44.526.357

Voti Validi 36.906.995  82,88%

Percentuali ottenute dalle prime 4 liste sul totale degli aventi diretto e non dei voti validi

DC 12.153.081  27,29%
PCI 11.032.318  24,77%
PSI 4.223.362  9,48%
MSI 2.511.487  5,64%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 67,18%


Elezioni 5 aprile 1992

Aventi diritto 47.486. 964

Voti Validi 39.247.745  82,64%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non dei voti validi

DC 11.640.265  24,51%
PDS 6.321. 084  13,31%
PSI 5.343.930  11,25%
LEGA 3.396.012  7,15%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 56,32%


Esaminiamo ora il grado di rappresentatività complessiva del sistema nelle prime elezioni svolte con la nuova formula elettorale mista maggioritario (75%) proporzionale (25%)

Elezioni 27 marzo 1994

Aventi diritto 48.135.041

Voti Validi 38.720.893  80,44%
Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non dei voti validi

FORZA ITALIA 8.136.135  16,90%
PDS 7.881. 646  16,37%
AN 5.214.133  10,83%
PPI 4.287. 172  8,92%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto: 53,92%


Verifichiamo la situazione all’ultima tornata elettorale legislativa generale svoltasi il 25 settembre 2022 (sistema misto proporzionale/maggioritario: la Camera dei Deputati ridotta a 400 membri a seguito del referendum del 2020)

Aventi diritto (territorio nazionale) 46.021.956

Voti validi 28.098.196  61,05%

Percentuale delle prime 4 liste sul totale degli aventi diritto e non sul totale dei voti validi

FdI 7.301.303  15,86%
PD 5.348.676  11,62%
M5S 4.335.494  9,42%
LEGA 2.370.318  5,15%

Percentuale di rappresentatività delle prime 4 liste sul totale degli avanti diritto: 42,05%

I numeri parlano da soli e ci sono pochi commenti da fare: ormai da decenni, almeno dal picco raggiunto nel 1976 al momento culminante del “bipartitismo imperfetto” il calo di rappresentatività sistemica è stato costante ed inesorabile.

Siano consentite due annotazioni conclusive: appaiono del tutte preoccupanti i due dati, quello della rappresentatività delle prime 4 liste in termini di voti. L’esito delle elezioni 2022 ci indica come si sia ben lontani dal 50% sul totale degli aventi diritto, anzi appena appena sopra il 40% (42,05%). Un segnale questo che ci porterebbe a ragionare non solo sulla scarsità della rappresentanza ma anche su di una frammentazione che rappresenta un altro elemento di fragilità.

L’altra annotazione riguarda la scarsità di consensi rivolti al partito di maggioranza relativa: non azzardiamo comparazioni con la DC ma un 15,68% sul totale degli aventi diritto (tra l’altro in costante calo nelle successive tornate europee, regionali, amministrative) è veramente poca cosa pretendere di egemonizzare una eventuale coalizione vincente e pretendere in più di considerare l’eventuale leadership uscita dalle urne come investitura popolare (il senso profondo dell’indicazione del candidato-premier con il nome depositato assieme al programma).

In conclusione vale l’interrogativo che abbiamo posto in epigrafe: quanto potrà valere in termini di consenso un eventuale raggiungimento del quorum necessario per ottenere il premio di maggioranza (42%)? Quanto potrà reggere, in queste condizioni, un sistema democratico rappresentativo senza subire l’attacco al ruolo dei consessi elettivi?

FRANCO ASTENGO

3 ottobre 2026