Rifondazione Comunista Savona

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Savona, Vado e Quiliano nella morsa dei cantieri stradali

Se fosse il titolo di un film, potrebbe essere grosso modo questo: «Nella morsa dei cantieri». Lasciando alla fantasia dello spettatore a chi applicare questa infelice situazione: Savona, Vado Ligure, Quiliano? Tutti e tre i comuni del comprensorio, sul lato di ponente ma non di meno su quello del Levante con Albissola Marina sempre in sofferenza per il traffico giorno e sera, hanno inviato una lettera aperta alle autorità preposte (prima fra tutte la Provincia) per stigmatizzare l’attuale stato comatoso della viabilità. 

Per chi percorre con quotidiana abitudinarietà la via Aurelia verso Vado, la Superstrada verso Vado e Quiliano o corso Svizzera sempre verso ponente, magari cercando libero sfogo in una autostrada non di meno prigioniera dei lavori di rifacimento delle gallerie o di manutenzione più generale, la situazione attuale è piuttosto chiara e non c’è bisogno delle cronache dei giornali per definirla meglio. Andiamo con ordine: i lavori sulla strada di scorrimento veloce (un nome che suona come una tirata ironica oggi…) tra Savona e Vado Ligure si stanno protraendo oltre il dovuto. 

Marco Russo, Nicola Isetta e Fabio Gilardi, rispettivamente sindaci di Savona, Quiliano e appunto Vado, hanno denunciato una situazione oramai insostenibile: lavori che dovevano essere terminati da mesi e mesi, non solo non sono finiti seppure tardivamente, ma prevedono ulteriore tempo sovrapponendosi a cantieri che sono stati aperti in corso Svizzera e sul tratto di Aurelia che interessa il confine tra Savona e Vado, dove appunto si situa il ponte sul torrente Quiliano.

Un tratto di strada di pertinenza dell’ANAS, un completo rifacimento della struttura che, leggendo con calma il cartello che descrive l’opera nell’attesa scatti il verde del semaforo appena installato, ha un costo di oltre sei milioni di euro. Cantiere su cantiere, queste tre direttrici verso ponente sono in pratica tutte interessate da lavori che ogni giorno, e soprattutto ogni sera, vedono formarsi lunghissime fila di tir, camion, macchine e moto. Quelle più imponenti si registrano sulla Superstrada e sulla via Aurelia, più o meno alla stessa altezza: tra Porto Vado e il confine con il capoluogo. 

L’unica via alternativa rimane l’autostrada (o la ferrovia che, ricordiamolo, nel ponente è a binario unico per un lungo, lungo tratto…). C’è poi il nodo, pare in risoluzione, dell’Aurelia Bis, un progetto dall’impatto di non poco conto sull’ambiente circostante, arenatosi per lustri e lustri e che ora dovrebbe ripartire facilitando i collegamenti tra le Albissole e Savona. Anche qui, sempre nel tardo pomeriggio e sera si formano costantemente lunghissime colonne di veicoli ormai già dalla galleria del Valloria e fin dentro Marina: con l’aggravante (se così si può dire) dell’installazione del semaforo all’altezza del Prana che non facilita lo scorrimento del traffico. 

Insomma, se la situazione della viabilità comprensoriale savonese era già endemicamente critica, oggi diviene cronicamente tale. Bene hanno fatto, quindi, i tre sindaci a scrivere a tutte le autorità del caso per smuovere delle acque che sono stagnantissime. Auguriamoci che qualche lavoro sia portato a compimento prima dei mesi centrali dell’estate: periodo in cui – lo sappiamo tutte e tutti – il problema, se così permarranno le cose, si esponenzializzerà e manderà in tilt non solo i comuni qui citati ma anche quelli più vicini come Celle Ligure, Bergeggi e Spotorno. 

RED.

13 maggio 2026