Al via la campagna per il NO alla riforma sulla giustizia

Anche a Savona prende il via la campagna per il NO al referendum sulla Riforma Nordio. La riforma del governo Meloni sulla giustizia è parte di un disegno molto più ampio della sola (si fa per dire…) ristrutturazione di uno dei poteri dello Stato.
Fa parte di un ampio disegno del governo che vuole assoggettare i giudici al volere dell’esecutivo, riscrivendo così la storia del diritto italiano e della sua applicazione magistratuale andando ben oltre quella che viene spacciata, anche a sinistra e anche al centro, come una semplice bega tra i due poteri dello Stato.
C’è di più di tutto questo. In gioco vi è la tenuta della democrazia repubblicana: minare l’autonomia della Magistratura è qualcosa di più dello stabilire una sorta di precedente nella possibilità che a Palazzo Chigi sia permesso di intervenire in ogni direzione istituzionale comportandosi come un decisore al posto di chiunque e comunque.
La questione della separazione delle carriere è un pretesto – come rivelato anche dai numeri che ci dicono dell’estrema esiguità di chi sceglie di passare dalle funzioni di magistrato inquirente a quelle di magistrato giudicante – e lo sanno anche i sassi.
Firma online per chiedere il referendum
La Riforma Nordio ha come obiettivo questo: l’indebolimento della Magistratura di fronte al potere esecutivo. Laddove è venuta meno questa prerogativa di indipendenza di giudizio e di interpretazione della Legge, le democrazie sono divenute dei regimi autoritari.
Si intende quindi mettere in discussione l’articolo 104 della Costituzione: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere». Sostenere il NO alla Riforma di Nordio oggi vuol dire difendere in tutto e per tutto quel comma, quella autonomia e indipendenza del potere giudiziario dagli altri poteri dello Stato.
L’attacco al CSM, il suo smembramento in tre distinte assemblee, è un attacco al potere che oggi i magistrati hanno di regolare da sé stessi, senza alcuna interferenza del governo, le promozioni, le nomine, i trasferimenti e la disciplina che regolano l’insieme del comparto giustizia della Repubblica.
Il punto in questione, per le/i Costituenti era mantenere l’ordinamento giudiziario un corpo compatto, capace di autogestirsi, sotto l’egida soltanto della Legge e della garanzia conferita dalla presidenza da parte del Capo dello Stato del CSM medesimo.
Visita il sito nazionale del Comitato
Rifondazione Comunista partecipa al “Comitato Società Civile per il NO al referendum costituzionale” e sarà attiva nel partecipare e promuovere iniziative in tal senso. A questo proposito segnaliamo la presentazione del Comitato stesso e la sua costituzione in questi giorni con l’incontro che si terrà presso la Camera del Lavoro di Savona LUNEDÌ 19 GENNAIO alle ore 17.30 (via Boito 9 R.) e che vedrà la partecipazione dell’avvocato Sergio Acquilino e della magistrata in pensione Donatella Aschero.
Invitiamo alla condivisione dell’evento e alla partecipazione per ampliare il più possibile la conoscenza tanto tecnica quanto politica della riforma proposta da Nordio e delle ragioni del NO: a tutela della democrazia repubblicana, della separazione, dell’autonomia e dell’indipendenza dei poteri dello Stato.
RED.
Savona, 10 gennaio 2026
Speciale NO referendum sulla giustizia

