Iniziamo la pubblicazione di alcune prese di posizione sul Disegno di Legge di Roberto Calderoli sull’Autonomia differenziata in previsione della campagna di raccolta delle firme per la richiesta del referendum abrogativo. Al tema, così come a quello del premierato, dedichiamo una pagina ad acta in cui verranno inseriti tutti i contenuti utili a conoscere la controriforma calderoliana e a sostenere ogni forma di organizzazione del dissenso.

Iniziamo qui, con le dichiarazioni della Segreteria nazionale di Rifondazione Comunista e del Tavolo NO autonomia differenziata:

TRADITORI DELLA PATRIA, SPACCANO L’ITALIA E STRACCIANO LA COSTITUZIONE

Dopo tanta retorica sulla patria e il tricolore il governo di Giorgia Meloni ha dato il via libera alla frantumazione leghista dell’unità nazionale. Traditori della patria spaccano l’Italia e stracciano la Costituzione.

Un giorno e una notte per stravolgere l’assetto del Paese: ieri il Senato ha licenziato in prima lettura la legge sul premierato, stanotte la Camera ha votato il DDL

Calderoli sull’autonomia differenziata.

Due misfatti in poche ore: la torsione autoritaria e lo spacchettamento della Repubblica. La democrazia parlamentare e l’uguaglianza dei diritti trattati come oggetti di scambio da un governo che tradisce la Costituzione sulla quale ha giurato.

Hanno portato a compimento il regionalismo predatorio, insensibili ai moniti di Banca d’Italia, della CEI, dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, in spregio delle opposizioni dentro e fuori il Parlamento, di un vasto movimento sociale che in questi anni ha tenuto alta la mobilitazione.

Ora chi ha indegnamente sventolato in Aula i vessilli secessionisti si prepara a passare all’incasso.

Non sarà così facile: ci opporremo con i ricorsi alla Corte Costituzionale, il blocco delle intese, i referendum per impedire di realizzare questo scempio.

Ora le opposizioni parlamentari, in primis il PD, sono tenute a comportamenti coerenti con quanto affermato ieri in piazza a partire dal ritiro delle intese firmate a suo tempo da Bonaccini per la Regione Emilia Romagna e dalla presentazione dei ricorsi da parte dei presidenti delle regioni. Ricordiamo che l’autonomia differenziata è stata resa possibile dalla modifica della Costituzione nel 2001 da parte del centrosinistra a cui solo noi ci opponemmo.

Ancora una volta la destra avanza sull’autostrada aperta dal centrosinistra.

Rifondazione Comunista lavora da anni con i comitati per la crescita di un largo movimento unitario e per questo ieri eravamo in piazza a Roma. Unità per salvare la Costituzione e scongiurare la disgregazione del nostro paese.

MAURIZIO ACERBO
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

TONIA GUERRA
Responsabile campagna contro l’autonomia differenziata di Rifondazione Comunista

Roma, 19 giugno 2024



LA LOTTA CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA È APPENA INIZIATA

I Comitati e il Tavolo contro l’autonomia differenziata hanno già proposto, nella manifestazione del 18 giugno a piazza Santi Apostoli a Roma, una serie di iniziative finalizzate a contrastare e cancellare il DDL Calderoli. La Lega, sventolando le bandiere della secessione, ha festeggiato alla Camera quella che possiamo – insieme – trasformare in una ‘vittoria di Pirro’.

Finalmente, dopo anni di mobilitazione nel Paese, di cui i Comitati e il Tavolo No Autonomia differenziata sono stati parte attiva, forze politiche, sindacali e associative sono unite per impedire che si realizzi il disegno della Lega: la secessione dei ricchi che, ‘spaccando l’Italia’, aggraverà disuguaglianze sociali e divari territoriali.

La legge sull’Autonomia differenziata non è stata ancora promulgata e da giorni il “governatore” Zaia va affermando che su di essa non ci sarebbe il parere contrario del Presidente della Repubblica, confondendo l’atto di autorizzazione alla presentazione di una legge – quasi dovuto – con l’atto di promulgazione, quando cioè il Presidente della Repubblica è chiamato a valutare se sussistono ictu oculi profili di incostituzionalità. Vedremo quello che il Presidente Mattarella deciderà.

Sempre più forte cresce l’opposizione contro il DDL Calderoli e contro il patto scellerato tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, tra autonomia differenziata e premierato. Ora, infatti, alcuni presidenti di Regione di area PD esprimono apertamente le loro critiche radicali, anche se alcuni di essi avevano intrapreso la via delle Intese, e il presidente Giani ha assunto un pubblico impegno affermando che ‘la Toscana sarà fra le cinque regioni che promuoverà la richiesta di referendum sull’autonomia differenziata’.

La stessa scelta è stata annunciata da La Via Maestra, oltre che da importanti forze sindacali.

Il ministro Calderoli e i suoi predecessori hanno sempre istituito nei DEF un collegamento tra Legge di Bilancio e DDL sull’Autonomia differenziata: è palesemente una furbizia, perché si intende sfruttare la disposizione del c. 2 dell’art. 75 della Costituzione per cui ‘non è ammesso referendum per le leggi tributarie e di bilancio’.

È una furbizia perché non basta dichiararlo nel DEF: il collegamento va motivato e, se si attiva il referendum, va dimostrato davanti alla Corte costituzionale, dato che un Governo non può, a suo libero arbitrio, indicare collegamenti alla legge di bilancio senza valide ragioni.

E queste ragioni non sono dalla parte del ministro Calderoli; infatti, la sua legge è di natura procedimentale e non finanziaria. Il ministro Calderoli si è servito di un’altra furbizia: quella di non ricorrere a una legge di rango costituzionale per definire le norme quadro sull’autonomia differenziata, proprio per evitare che cinque Regioni – o un quinto dei membri di una Camera – potessero attivare il referendum popolare.

C’è un ampio schieramento di forze politiche e sociali che possono raccogliere nei prossimi due mesi le firme necessarie per far svolgere il prossimo anno il referendum per cancellare il DDL Calderoli, e siamo convinti/e che la Corte costituzionale sottoporrà a severo scrutinio il presunto collegamento’ tra la legge sull’autonomia differenziata e quella di Bilancio.

Se si giungerà al referendum, saranno i cittadini e le cittadine a cantare vittoria per aver difeso, abrogando la legge Calderoli, la Repubblica ‘una e indivisibile.

Vogliamo ricordare ai Presidenti delle cinque Regioni guidate da esponenti del PD e 5S che, se mai il Presidente della Repubblica dovesse promulgarla, possono contro la legge Calderoli ‘promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge’ (secondo l’art. 127 della Costituzione).

Ci aspettiamo che lo facciano, dando subito alla Corte costituzionale l’occasione di sindacare i profili di (in)costituzionalità della legge Calderoli messi in luce da decine e decine di costituzionalisti.

TAVOLO NO AUTONOMIA DIFFERENZIATA

COMITATO NAZIONALE PER IL RITIRO DI QUALUNQUE AUTONOMIA DIFFERENZIATA, L’UGUAGLIANZA DEI DIRITTI E L’UNITA’ DELLA REPUBBLICA

Roma, 19 giugno 2024