L’emergenza Covid-19, ancora presente nel nostro paese, è entrata in una fase di coesistenza con la vita di tutti i giorni, soprattutto in vista del periodo estivo e della stagione balneare.

Inutile far finta di nulla, come tendono certi amministratori della Regione Liguria, l’estate 2020 non sarà come quelle passate nella sua semplicità.

I cittadini liguri saranno costretti, giocoforza, a rispettare le norme sanitarie, a cominciare dal distanziamento sociale, per evitare una eventuale nuova diffusione del virus. La stagione balnerare, almeno per quest’anno, risentirà di tali regole e ognuno dovrà fare la sua parte.

Ma se gli stabilimenti si stanno attrezzando per poter quanto meno limitare le perdite economiche, altrettanta attenzione da parte degli amministratori deve essere rivolta al tema delle spiagge libere.

Per quanto poco numerose in Liguria e nella nostra provincia, esse rappresentano per diverse migliaia di cittadini – che non vogliono e non possono permettersi le entrate negli stabilimenti – la possibilità di potersi rilassare a contatto con il mare.

Se ne sono sentite di tutti i colori nelle ultime settimane, dall’affidamento dei litorali agli stabilimenti per allargare lo spazio (di profitto) utilizzabile fino all’entrate a pagamento sotto la sorveglianza di cooperative selezionate per il controllo dello area pubblica.

Una spiaggia libera, per definizione, o è libera o non lo è. Per questo siamo contrari all’introduzione di pagamenti di entrata, e siamo ancora più contrari all’idea di consegnarle agli stabilimenti, perché così si impedirebbe a tantissimi di poterne usufruire a vantaggio di pochi.

Si è parlato anche di applicazioni per prenotare un posto all’interno della spiaggia libera tenendo conto della capienza massima individuata; idea che rappresenta sicuramente un passo avanti sul tema, ma che rischia di lasciar fuori comunque tante persone che avrebbero a disposizione solo il fine settimana per andare al mare.

E’ necessario che le amministrazioni comunali interessate, la Regione Liguria e l’Autorità di sistema portuale trovino una quadra per rendere agibili le spiagge libere, senza che tutto ciò ricada economicamente sulle spalle della cittadinanza in primis, e in secondo luogo dei Comuni.

Perché dopo due mesi di quarantena forzata, la mancanza per molti di un reddito per poter sopravvivere e la gestione dello stress accumulato per questo periodo eccezionale, i cittadini devono poter usufruire, nel limite del possibile, delle spiagge del nostro territorio senza trucchetti di sorta.

Per non consegnare in maniera semplicistica il controllo ai privati, riteniamo sia opportuno che i Comuni preparino un piano di assunzioni mirate all’intero periodo estivo e finanziato con fondi della Regione.

Invece di fare una campagna elettorale perpetua intestandosi la qualsiasi a fronte di una situazione reale tutt’altro che entusiasmante, la giunta Toti dovrebbe, per una volta, impegnarsi seriamente a erogare risorse consistenti che permettano ai Comuni di mantenere l’utilizzo delle spiagge libere ai cittadini già provati da questi mesi difficili.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

MARCO RAVERA
Consigliere comunale “Rete a Sinistra – Savona che vorrei”

Savona, 15 maggio 2020