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Simona Simonetti (Scelgo Finale): «Diversi dal PD che fa accordi con le destre»

Non solo elezioni europee. La primavera del 2024 è, un po’ del resto come tutti gli anni, un appuntamento anche per competizioni locali e comunali. Iniziamo un viaggio nelle realtà savonesi che vanno al voto e, nello specifico, in quelle in cui anche Rifondazione Comunista è presente in liste civiche e di coalizione, e lo facciamo andando nel ponente della nostra riviera, precisamente a Finale Ligure.

In lista, in rappresentanza del PRC, è presente Gianluigi Caviglia, pensionato, già operaio dell’azienda “Finale Ambiente” e rappresentante sindacale nelle RSU della CGIL.

Cinque anni fa con “Per Finale” di Tiziana Cileto, oggi senza soluzione di continuità, vantando una certa coerenza reciproca, nuovamente a sostegno di Simona Simonetti, esponente di Europa Verde, dal lungo corso amministrativo (consigliera comunale di minoranza e poi assessore a Vado Ligure, candidata a sindaco a Finale Ligure due legislature fa) e comunque da sempre impegnata sul fronte dell’ambientalismo, dei beni comuni, di un convincente legame tra giustizia sociale e giustizia ecologica.

A Simona, che ha riunito nella lista “Scelgo Finale” movimenti e partiti di centro-sinistra (rigorosamente col trattino tra i due luoghi della politica italiana ed anche locale), rivolgiamo alcune domande per saperne un po’ di più su quello che sta avvenendo in questo pre-campagna elettorale.

Dal progetto civico “Per Finale” a “Scelgo Finale” in cui tornano i simboli dei partiti a fare da cornice al progetto. Cosa è cambiato da allora e, nello specifico, in questi ultimi cinque anni come è cambiato, se è cambiato, il ruolo dell’opposizione nel Comune di Finale Ligure?

Il Covid ha contribuito a aumentare la distanza fra palazzo e cittadini. il ruolo dell’opposizione è stato ancora più compresso. La legge elettorale delle amministrative che consegna al primo classificato i 2/3 dei seggi (ossia il 75%) mentre tutte le altre forze di dividono un 25% indebolisce fortemente l’opposizione.

Di fatto all’opposizione resta il potere ispettivo: la legge riconosce ai consiglieri il diritto d’accesso agli atti comunali. 
Uno dei primi impegni se vinceremo sarà proprio rendere di nuovo i cittadini protagonisti. Lavorando sulla trasparenza (vero antidoto alle politica degli affari) e sulla partecipazione.

Noi che siamo nati come lista civica, (Per Finale)  siamo rimasti profondamente colpiti dal trasformismo delle altre liste che pur essendo sostenute apertamente dai partiti si dichiaravano civiche. Abbiamo scelto di mettere i simboli per infrangere questa ambiguità. Siamo una lista con componenti civiche e partiti e li dichiariamo. Apertamente. 

C’è una parvenza di un tentato “campo largo” anche nel progetto di “Scelgo Finale”, oppure, prescindendo anche dalle scelte fatte dal Partito Democratico, si tratta invece di una alternativa più progressista, ecologista e antifascista e quindi di una netta alternativa a tutte le altre tre liste in competizione per la guida di Palazzo Buraggi?

Quando la dirigenza del PD locale ha scelto di sostenere una lista con esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, abbiamo deciso di creare la casa di tutto il centro sinistra. E’ soprattutto una proposta chiara sicuramente progressista, ecologista e antifascista. Ma anche un pò centrista e civico. Per usare un termine antico una proposta di centro sinistra, ma senza ammiccamenti a destra.

Quando è stata ufficializzata la nostra proposta molti simpatizzanti e iscritti del PD ci hanno cercato per manifestare il loro sostegno. Tanti ci hanno raccontato che pensavano di non votare, perché ritenevano inaccettabile votare la destra.

Simona Simonetti

Parliamo di prossimità dei problemi. Il profilo della lista sembra quello di una valoraizzazione del patrimonio tanto storico, culturale e turistico quanto quello di dare maggiori tutele alle fasce più deboli e disagiate degli abitanti di Finale Ligure. Se dovessi quali sono le vere discriminanti che separano “Scelgo Finale” dall’amministrazione uscente, quindi quali sono i punti fermi di un nuovo governo del Comune, quali metteresti per primi?

Vogliamo una città gestita in modo sobrio. Amministriamo con i soldi dei cittadini: lo spreco è imperdonabile. L’amministrazione uscente si è contraddistinta per una serie di lavori elettorali, malfatti ma ostentati. Dobbiamo lavorare al contrario senza trionfalismi e bene.

Non vogliamo assumere manager (come l’attuale vicesindaco) ma operai giardinieri e assistenti sociali. Dipendenti pubblici stabili che possano occuparsi della manutenzione, del verde delle persone. Vogliamo vivere in una città che si cura di sé e dei suoi abitanti.

Nelle prime uscite pubbliche, hai insistito su una Finale Ligure a misura d’uomo e di bambino. Com’è una città che riesce davvero a mettere insieme anziani, adulti e giovanissimi?

E’ una città in cui è bello vivere ed è desiderabile ritornare

Le liste che si contenderanno la guida del Comune saranno quattro, almeno al momento. Qualcuno tenterà la carta del “non far vincere le destre” e magari richiamare al consueto appello al “voto utile”. Premesso che un voto per “Scelgo Finale” è più che utile, pensi che si potrà lavorare una volta alla guida della Città con altre forze di opposizioni meno distanti rispetto alle destre o che, qualora non si vincesse, si riuscirebbe a costruire una opposizione fattivamente collaborativa?

La destra che governa la nazione è molto aggressiva nei toni e nei contenuti. Ci aspettano anni difficili con la sanità in ginocchio e le risorse pubbliche spese in armi. Credo che unire il centro sinistra per cambiare politica sia necessario e urgente. Però la collaborazione richiede l’impegno di tutte le parti. Noi non ci sottrarremo.

Gianluigi Caviglia

Tu sei una ambientalista storica nel savonese. Quindi, l’ultima domanda è proprio sulla ricchezza da polmone verde che Finale Ligure ha intorno, alle sue spalle. Le Manie, Finalpia, Verzi, Finalborgo, Perti, il borgo dei pescatori di Varigotti, le spiagge come le colline, il mare come i boschi, i preziosi siti archeologici ad Orco Feglino. E’ un territorio splendido che va preservato da interventi speculativi, dal cemento, dalla caccia, dalla depredazione umana. E’ possibile un deciso impegno in questo senso?

In Italia diminuisce la popolazione e aumenta il cemento, a discapito di un patrimonio ambientale e naturale notevole, anche nel Finalese. Bisogna fermare questa tendenza e favorire il recupero delle aree industriali dismesse come Piaggio e Ghigliazza e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente.

Senza andare così ad intaccare ulteriori porzioni di polmoni verdi, di riserve naturali che sono un elemento prezioso per tutta la comunità. Incluso l’ambito turistico che può essere incluso nei progetti di valorizzazione complessiva del territorio e non trattato come un settore invece “esclusivo“.

Grazie Simona, per il tuo impegno, per il tuo tempo.

REDAZIONALE

 13 maggio 2024

foto tratte dalla pagina Facebook di “Scelgo Finale”


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