Nelle ultime settimane si è tornato a parlare con insistenza del nuovo carcere. Dalla chiusura del Sant’Agostino, infatti, la provincia di Savona è rimasta senza casa circondariale.

Un’assenza pesante, che ha causato problemi di sovraffollamento delle strutture degli altri circondari, incrementato i tempi di spostamento dei detenuti in vista delle udienze, aggravato il lavoro della polizia penitenziaria e generato disagi per i familiari dei detenuti stessi.

Per tutte queste ragioni riteniamo importante la realizzazione del nuovo carcere della nostra provincia, peraltro prevista per legge; non condividiamo tuttavia la possibile scelta della Val Bormida, e quella di Cengio in particolare.

Ci sembrerebbe irragionevole per la distanza dalla città capoluogo e dal Tribunale, con difficoltà per agenti e parenti dei detenuti, e renderebbe molto più difficile il rapporto con il volontariato e con i servizi.

Sarebbe, infine, inopportuno costruirlo nelle aree dell’ex-ACNA di Cengio, al centro di un disastro ambientale di grandi proporzioni nei passati decenni, e solo di recente bonificata (ma sul completamento della bonifica e sulla possibilità di edificarvi esistono pareri anche molto critici).

Per questo rilanciamo l’idea di trovare una collocazione consona e sicura nella città di Savona e sollecitiamo la Giunta comunale ad attivarsi in tal senso. Non vi è nulla di sbagliato o di punitivo ad ospitare il carcere, ed è necessario tutelare i diritti sia dei detenuti con le loro famiglie, sia degli agenti di polizia penitenziaria.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

MARCO RAVERA
Consigliere comunale “Rete a Sinistra – Savona che vorrei”

Savona, 28 dicembre 2020