Ricordando Marco Marras Casu, ricordando la grande Penelope Please, il 1° giugno prossimo anche Savona avrà finalmente il suo Pride. Grazie all’impegno di Arcigay e dell’Associazione Please Savona Rainbow.

Una novità che è una occasione per la Città della Torretta e per la provincia di Savona di uscire dal grigiore del primato negativo di essere l’ultimo capoluogo ligure ad organizzare un evento iconico come quello coloratissimo, irriverente e provocante, gioioso e festaiolo, rivendicativo e non vendicativo quale è l’orgoglio delle persone LGBTQIA+.

La discriminazione non è mai poca. Se qualcuno, ad esempio, ora, leggendo queste righe storce il naso, aggrotta le sopracciglia o fa spallucce perché gli riesce troppo complicato leggere e magari pure capire cosa significa l’acronimo di cui sopra, il problema sta tutto nello stimolo della volontà che ancora manca.

Per questo il Pride è importante. Perché è proprio un indirizzo in questa direzione: costringe a confrontarsi con sé stessi, con i propri limiti preventivi, con le proprie quotidiane paturnie ereditate da generazioni e scambiate per “normalità”, piuttosto che per tradizionalismo.

L’allegoria deve avere un tasso di provocazione, deve essere una sorta di vignetta satirica che cammina, che si espone non al giudizio ma direttamente al pregiudizio di chi guarda: per farlo indignare, per farlo riflettere, per fare capire che l’amore e il desiderio non hanno nessun confine se non quello della libertà altrui.

Il pieno rispetto dei sentimenti è la premessa per il pieno rispetto dei corpi. Qualcuno pensa di poter dire che oggi in Italia non esistono questioni riguardanti un “problema omolesbotransfobia“. Troppo lungo da pronunciare, eh…? Pazienza, ripetuto due o tre volte, ci si fa il callo e poi viene sempre meglio.

Le aggressioni sono all’ordine del giorno. Come le donne uccise dagli uomini. Come i lavoratori che muiono nei cantieri e nelle fabbriche, nei campi agricoli… C’è una parte di società che si fa sedurre non dai bei lineamenti di una ragazza o di un ragazzo, di una donna o di un uomo, ma dalle pagine di libri al contrario, di generalissimi che si credono dei profeti del Giusto.

Il Pride è un cuneo piantato nei crani vuoti, per aprirli e fare entrare un po’ di anomalia, di stranezza, di eccentricità e farvi uscire quella mediocre attitudine alla normalità che è il caro buon senso comune, l’etica dominante, ciò che tutti devono fare per non sembrare “diversi“.

Penelope Please era così: debordante, ironicissima, capace di farti sorridere senza soluzione di continuità. E quindi, molto profonda nel suo rapporto con una umanità che riconosceva a tutte e tutti. Senza distinzione. Soprattutto ai più omolesbotransfobici. Perché ne hanno bisogno.

L’allegria del Pride dovrebbe essere quella naturale di chiunque. A Napoli si dice «Sta’ senza pensier». Che non vuol dire, privati del pensiero, ma vivi con leggerezza, lasciaci vivere senza doverci preoccupare del tuo giudizio, ma permetterci di dirti che se ci chiami froci, finocchi, rottinculo o pigliacazzi, può essere che il tuo passo di successivo disprezzo sia la violenza.

Soprattutto se sei in gruppo. Se ti abitui a pensare che altri, rispetto a te, siano diversi perché anormali. Come dice qualcuno che va in televisione a dire che gli omosessuali non sono normali e che devono farsene una ragione.

Il Pride a Savona servirà ad avvicinarla al resto del mondo, facendola incontrare con una realtà che conosce in larga parte, ma che non è evidente come lo è ogni giugno di ogni anno in tante altre città d’Italia. Un applauso, quindi alle associazioni che lo promuovono.

Un applauso a tutte/i quelle/i che parteciperanno e un applauso a Penelope Please che, certamente, avrebbe sfilato rumorosamente e irreverentemente come solo lei sapeva fare.

MARCO SFERINI

20 marzo 2024


Il comunicato di Arcigay e Please Savona Rainbow

Le associazioni Please Savona Rainbow e Arcigay Savona, in collaborazione con il Comune e con molte realtà savonesi, sono liete di annunciare che sabato 1º Giugno 2024 si terrà il primo Pride di Savona. Uno degli scopi di questo evento sarà quello di commemorare Penelope Please

Sarà anche un passaggio importante per la cittadinanza, un momento di confronto, di conoscenza, di crescita, di inclusione e un’occasione importante per parlare di diritti civili essenziali per tutte le persone in quanto tali.

La città di Savona è l’ultimo capoluogo di provincia della nostra regione ad aderire ed  organizzare la marcia e la manifestazione dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+ contro l’omolesbotransfobia.

Anche se viviamo in uno Stato di apparente eguaglianza la realtà è ben diversa: appartenere alla comunità Queer è ancora oggi motivo di discriminazione in molti ambiti come il lavoro, la famiglia, i contesti sportivi o la scuola solo per menzionarne alcuni.

Il Pride non sarà solo un momento di manifestazione pacifica per accendere l’attenzione pubblica sui Diritti ma permetterà alle cittadine e ai cittadini di entrare in contatto con la comunità che si sta attivando per portare il Pride anche a Savona e per diventare un punto di riferimento per la collettività.

Ringraziamo l’amministrazione per il supporto e la vicinanza alla causa dimostrato già negli scorsi mesi sia indirettamente, con le prese di posizione del nostro Sindaco in merito ad alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore, sia direttamente per questa attività in particolare le Assessori Pasquali, Branca e Negro, nonché tutte le impiegate e gli impiegati comunali che costantemente ci supportano.

Nelle prossime settimane usciranno maggiori dettagli inerenti la manifestazione (percorso, orari, programma della manifestazione, esposizione in ricordo di Penelope Please, solo per citarne alcuni); per rimanere costantemente aggiornati consigliamo di seguire le nostre pagine social.

Abbiamo già il sentore che sarete tante e tanti a voler partecipare e non aspettiamo altro che vedervi al Pride

ARCIGAY
PLEASE SAVONA RAINBOW

Savona, 19 marzo 2024

foto: screenshot ed elaborazione propria