La Conferenza nazionale di Rifondazione Comunista, dopo ampia discussione sulla fase politica, sullo stato e sui compiti del partito, che ha coinvolto il “corpo” e le strutture territoriali (regionali, provinciali, i circoli) della nostra organizzazione politica, udita la relazione del responsabile nazionale organizzazione, ritiene fondamentale agire e impegnarsi per un’azione di riorganizzazione e rinnovamento del Partito nonché di costruzione e rilancio di un movimento politico di massa di opposizione al governo Meloni e all’attuale sistema di potere.

In tale prospettiva, non possiamo semplicemente pensare di “conservare” Rifondazione Comunista, occorre rilanciarla sul piano organizzativo e della progettualità politica. Affermare che “ci saremo per l’oggi e per il domani” non basta più: il tema centrale e vitale diventa “come esserci”, come inverare il nostro progetto politico, come rafforzare e rinnovare, con spirito di ricerca, i nostri strumenti organizzativi.

Per questo, riteniamo centrale il nodo del rinnovamento e della rigenerazione della nostra organizzazione, a partire da quanto già contenuto nelle linee di indirizzo alla base della Conferenza Nazionale di Organizzazione, laddove viene affermato che “il balzo in avanti da compiere deve sostanziarsi innanzitutto, per quanto ci riguarda più direttamente, nella fuoriuscita dallo stato di debolezza e di minorità in cui si trova il nostro partito analogamente allo stato di debolezza di tutte le forze di sinistra e di movimento.

Se è vero che siamo stati artefici in non poche situazioni di positivi fatti di resistenza, di partecipazione, di lotta, è pur vero che questi fatti non sono riusciti ad andare oltre l’aspetto volontaristico e propagandistico, a produrre continuità: non sono riusciti a pesare sul corso delle cose, a imporsi sul piano nazionale come un efficace punto di leva nella costruzione di un’alternativa di società. Il problema irrisolto è quello di riuscire a svolgere un ruolo incisivo, socialmente riconoscibile.

Dobbiamo realizzare un’iniziativa politica non solo in riferimento alle residue forze disponibili ma in rapporto al bisogno diffuso di cambiamento che è presente nei movimenti, nella società, nell’opinione di vasti settori popolari.

E’ in ragione di ciò che poniamo come obiettivo, e al tempo stesso come principale linea di ricerca la rigenerazione (intesa non come elemento esclusivamente anagrafico) e il rilancio di Rifondazione Comunista quale soggetto utile (non l’unico ovviamente) per agire un ruolo di cambiamento e contribuire all’uscita dal sempre più oppressivo, devastante ordine delle cose esistenti.

Cercando di dare protagonismo e centralità alle fasce più marginalizzate sui nostri territori e più penalizzate dalle diverse crisi (prima quella economica, poi quella pandemica, oggi quella della guerra): le giovani generazioni, le lavoratrici e i lavoratori, le/i migranti, l’insieme dei settori colpite da ingiustizie e discriminazioni”.

La discussione della Conferenza di Organizzazione non può adempiere in modo compiuto a tale indirizzo, ma può e deve contribuire a farlo crescere e maturare. In particolare, anche in base alle sollecitazioni emerse dai territori, poniamo i seguenti obiettivi prioritari di riorganizzazione del lavoro del Partito:

Rafforzamento organizzativo

Ricostruire una struttura efficace su tutto il territorio, fondata sul radicamento, sulla valorizzazione delle realtà attive, su un lavoro di cura politica e organizzativa nei confronti delle realtà maggiormente in difficoltà, anche attraverso la piena valorizzazione dei diversi strumenti messi a disposizione dallo Statuto rinnovato in occasione dell’ultimo Congresso (circoli funzionali, gruppi di lavoro, assemblee regionali, piani organizzativi regionali, co-rappresentanza, strumenti e modalità di digitalizzazione).

Dopo questa C.d.O. le diverse strutture del partito debbono quindi tornare a riunirsi per affinare le opportune azioni finalizzate al rafforzamento organizzativo del partito.

Tali riunioni devono essere l’occasione per lanciare una campagna di tesseramento e di autofinanziamento. Le iniziative di tesseramento e autofinanziamento devono essere infatti assunte a tutti i livelli come priorità politica ed organizzativa del partito.

Rafforzamento politico

Valorizzare appieno gli organismi del partito eletti democraticamente a tutti i livelli. La maggiore ricchezza di Rifondazione consiste nel suo tessuto militante e nella sua presenza territoriale.

La nostra organizzazione deve essere fatta funzionare appieno con adeguata circolazione di informazioni e valorizzazione degli spazi di discussione, anche utilizzando gli strumenti partecipativi definiti e resi possibili dallo Statuto.

Le decisioni assunte dal partito devono essere espressione di processi di confronto collettivo, rifuggendo modalità decisionali calate dall’alto.

In questo quadro occorre qualificare l’analisi e la riflessione strategica del PRC, ed elaborare una proposta di fase per il Paese, ovvero una complessiva visione alternativa, ad di là delle necessarie prese di posizione legate alla contingenza.

Proseguire e rafforzare l’impegno di Rifondazione Comunista nel campo del Partito della Sinistra Europea in una prospettiva di costruzione di un’alternativa a livello continentale.

Rafforzamento della comunicazione

Dotarsi di uno strumento online informativo e di orientamento politico connesso all’attualità rivolto sia all’interno che all’esterno del partito.

Potenziare l’utilizzo dei social a tutti i livelli nell’attività di comunicazione esterna.

Riorganizzare e rilanciare l’attività di comunicazione interna al partito, con l’obiettivo di far conoscere alle iscritte e agli iscritti il più possibile le iniziative e le posizioni assunte, e il nostro dibattito interno.

Rafforzamento culturale e formativo

Contribuire alla costruzione di una proposta, una cultura e un immaginario in grado di esprimere in termini positivi il nostro progetto della Rifondazione Comunista.

In questo quadro occorre valorizzare e potenziare la rivista bimestrale “Su la testa” – curandone la diffusione a livello locale, allargando la sfera dei collaboratori, costruendo iniziative attorno all’uscita dei vari numeri – proprio al fine di rilanciare il dibattito sui temi connessi alla prospettiva della rifondazione comunista;

Rilanciare fortemente l’attività di formazione, a tutti i livelli, facendola diventare un modo di essere costitutivo del partito. Due in particolare i livelli di azione: un progetto formativo rivolto ai dirigenti e ai quadri di base e uno rivolto ai nuovi iscritti.

Ogni compagno e compagna che si iscrive a Rifondazione deve poter incontrare una attività formativa che lo aiuti a comprendere gli elementi fondamentali del marxismo e del nostro progetto, a partire dalle esperienze già realizzate nelle diverse strutture del partito.

A tal fine si va verso la costituzione di una scuola di Partito finalizzata alla circolazione dei saperi e degli aspetti fondamentali connessi al nostro orizzonte di trasformazione, e all’acquisizione di competenze per l’agire politico-sociale.

Praticare l’internità ai conflitti

Occorre dislocare il partito direttamente nella costruzione dei conflitti, e a tal fine deve essere riorganizzato il lavoro politico a tutti i livelli. Proporre e praticare forme di militanza politica fondate sull’internità alle lotte e alle mobilitazioni collettive, basate sul mutualismo conflittuale, riprendendo, rafforzando e ampliando il lavoro che è stato fatto attraverso il “partito sociale”.

Per noi questo è un punto decisivo, che ha sempre caratterizzato il modo di essere delle comuniste e dei comunisti. Su questa reimmersione nel sociale invitiamo ogni federazione a dotarsi di un apposito piano di lavoro.

Infine, è importante rafforzare a ogni livello l’iniziativa per organizzare le compagne ed i compagni attivi nei sindacati, e costruire sui territori azioni finalizzate alla realizzazione di forme di autorganizzazione e di coordinamento delle lavoratrici e dei lavoratori

Connettersi con le giovani generazioni

Coinvolgere e responsabilizzare una nuova generazione di compagne e compagni all’interno del partito è un punto fondamentale e vitale. Anche su questo terreno, è decisivo un rapporto positivo e sinergico con l’organizzazione delle/dei Giovani Comuniste/i che deve essere valorizzata e rafforzata, a partire dalla prossima Conferenza Nazionale.

Occorre inoltre, in termini più complessivi, un impegno specifico del partito nelle sue diverse strutture, di investimento e iniziativa rivolto alle giovani generazioni, prendendo esempio anche dai momenti di formazione realizzati dai Giovani Comunisti negli ultimi anni.

Costruire Unione Popolare

La costruzione di Unione Popolare è decisiva per aggregare e rilanciare il progetto politico della sinistra di alternativa. Riteniamo che Unione Popolare debba essere un soggetto politico non partitico, un Movimento Politico di massa democratico e partecipato, che riunisca organizzazioni e singoli che operano per l’alternativa. Rifondazione Comunista ha deciso di partecipare in quanto tale alla costruzione di Unione Popolare. Riteniamo che l’appartenenza a Rifondazione, in quanto partito,

organizzazione unitaria e autonoma, costituisca la base per l’adesione a Unione Popolare, nelle forme e nelle modalità che il CPN dovrà definire orientativamente entro 15 giorni e comunque in relazione alla discussione all’interno di Unione Popolare.

La Conferenza di Organizzazione assume come terreno di approfondimento, stimolo e discussione i materiali provenienti dai territori, la relazione del responsabile nazionale organizzazione; le relazioni del tesoriere nazionale, della responsabile nazionale comunicazione, del gruppo di lavoro CdO, dell’esecutivo dei GC; le conclusioni del segretario nazionale.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CONFERENZA NAZIONALE DI ORGANIZZAZIONE

15 gennaio 2023