Ciao Maria, emblema della memoria resistente

La nostra cara MARIA BOLLA CESARINI se ne è andata poco fa, dopo una vita di lotte sociali e di impegno per preservare la preziosa memoria civile, sociale, politica e storica della tragedia della Seconda guerra mondiale, segnatamente dello sterminio nazista.

Spero di interpretare la volontà comune nel rivolgere a Licia, a Dario e a Fabio tutto il più dolce e tenero affetto che abbiamo per loro con un abbraccio grande. Perché, nonostante tutto rimaniamo una comunità che non si ferma alla politica ma include l’umanità di ognuna e ognuno di noi.

Non c’è stato un attimo della vita di Maria Bolla Cesarini che non fosse ispirato alla comunione tra l’essere donna e allo stesso tempo cittadina impegnata nella preservazione di un valore inestimabile: quello dell’esempio del passato per non lasciar ripetere nel presente e nel futuro errori che hanno condotto a narrabilissime atrocità.

Non è vero che ciò che è orribile va allontanato dagli occhi, dalle menti: Maria lo sapeva bene e, per questo, ha promosso e ha partecipato a numerosissimi viaggi della memoria, nei campi di sterminio negli ex territori del Terzo Reich. Aveva studiato per lungo tempo la storia della deportazione di decine e decine di savonesi in quell’inferno, in quel mondo parallelo ad una società tedesca che non vedeva e che, per molti versi, faceva finta di non vedere.

Non deve essere stato affatto facile ricordare tutto quel dolore, tante e tante volte; farlo parlandone a giovani occhi, a giovani orecchie che non hanno, per fortuna, mai sentito i rumori delle fortezze volanti, le grida dei civili colpiti dalle bombe, il rovinare delle case lacerate, ferite visibili di un conflitto che non aveva risparmiato praticamente nessuno in cinque lunghi anni di martirio per il Paese.

Maria, di concerto con tutte le associazioni amiche dell’ANED, di cui era la storica Presidente per Savona e Imperia, era divenuta l’emblema riconoscibile di quel gravoso portato di memoria da tramandare alle giovanissime generazioni. Nel nome anche dei suoi nipoti, che ha tanto amato, di sua figlia e magari anche un po’ di tutte e tutti noi che la ascoltavamo rapiti dai racconti, dalle testimonianze ancora tangibili, frutto di incroci storici, di aneddoti anche divertenti: perché comunque la vita scorreva anche durante la guerra e rinunciare a vivere voleva dire regalare a fascisti e nazisti la migliore delle conquiste.

Maria Bolla Cesarini meriterebbe che Savona le dedicasse una scuola, un luogo dove si fa esercizio di cultura, di memoria, di crescita personale e collettiva. Perché ha lottato pacificamente, nonostante tutte le violenze subite, viste e nonostante l’ingenerosità di una attualità sociale e politica che accarezza vecchie ombre del passato, sogni di gloria con l’uomo solo al comando e con aspirazioni autoritarie che dovrebbero invece essere di monito per tutte e tutti noi.

Rifondazione Comunista avrà sempre presente la vita di Maria che resterà nel ricordo non solo nostro e dei suoi cari, ma di tanti studenti che ha accompagnato ai campi di sterminio nel corso dei decenni, sostenendo così un lavoro immane nel non arrendersi nemmeno con l’avanzare del tempo.

Maria ci ha insegnato che nessuna conquista può dirsi eterna, al sicuro da rigurgiti e revanchismi di qualunque tipo e che, pertanto, nella nostra quotidianità deve trovare spazio quell’impegno civile e politico, culturale e morale che preservi la libertà, la democrazia e la giustizia sociale.

Ciao cara Maria, ti vorremo sempre bene!

MARCO SFERINI
a nome del Partito della Rifondazione Comunista di Savona

7 luglio 2021