Toti e il disastro come occasione

Gianni Pastorino e Marco Ravera: “Ma che bravo il presidente Toti, che si fa un giretto nel fango, dimenticandosi che questa Regione, per la città di Savona, dalla sanità alla tutela del territorio, passando per la viabilità, non ha fatto nulla”

Giacomo Giampedrone e Giovanni Toti nel sopralluogo al Santuario

Così il capogruppo di Linea condivisa in Regione Gianni Pastorino e il nuovamente eletto consigliere comunale Marco Ravera che rimarcano come la città della Torretta rappresenti una parte della regione dimenticata anche politicamente, e per questo non è casuale che a rappresentare quel territorio, in giunta e alla direzione del consiglio regionale, non ci sia un esponente della politica savonese.

Però, dopo la batosta elettorale di lunedì, il presidente della Regione si presenta, quasi per dire: “attenzione cari savonesi, se la giunta di Savona non sarà omologa, coerente politicamente a quella regionale, Savona sarà lasciata sola”.

“Beh, purtroppo sola è lasciata da tempo, con quell’angiografo che giace da mesi all’ospedale San Paolo, ma non ancora attivato – incalza il consigliere regionale Gianni Pastorino – , con i disastri del territorio che si misurano ad ogni evento atmosferico, con difficoltà legate alla logistica e ai trasporti, in cui Savona è completamente isolata rispetto ad altre parti del territorio, e con una decadenza che in questi cinque anni, una cattiva amministrazione comunale, con la complicità di una regione assente, ha comportato”.

Il consigliere comunale di Savona Marco Ravera rimarca l’esito del voto alle elezioni amministrative del 3 e 4  ottobre: “È sotto gli occhi di tutti come il giudizio dato dalle elettrici e dagli elettori sia stato secco in maniera evidente, e così il candidato di centrodestra Schirru, a cui i sondaggi agostani attribuivano dieci punti di vantaggio, si  ritrova invece con dieci punti sotto a Marco Russo, unico vero protagonista di un pensiero lungo sulla città  e di un progetto di rinnovamento”.

“E lo diciamo senza se e senza ma, il declino del presidente Toti è iniziato: prima con i contrasti in consiglio regionale tra Cambiamo, la Lega e Fratelli d’Italia e poi con le promesse mancate – chiosa il consigliere Pastorino –. C’è da pensare che prima o poi il presidente Toti fuggirà, lasciando una regione devastata sia dal punto di vista sanitario, sia da quello ambientale, oltre che dal punto di vista dei trasporti, della logistica e delle attività produttive perché, al di là degli show mediatici, a cui il presidente ci ha abituati, a Toti della Liguria non è mai importato niente, ma ha rappresentato solo uno strumento per i suoi scopi personali”.

“Ma che bravo il presidente Toti, che si fa un giretto nel fango, dimenticandosi che questa Regione, per la città di Savona, dalla sanità alla tutela del territorio, passando per la viabilità, non ha fatto nulla”.

Così il capogruppo di Linea condivisa in Regione Gianni Pastorino e il nuovamente eletto consigliere comunale Marco Ravera che rimarcano come la città della Torretta rappresenti una parte della regione dimenticata anche politicamente, e per questo non è casuale che a rappresentare quel territorio, in giunta e alla direzione del consiglio regionale, non ci sia un esponente della politica savonese.

Però, dopo la batosta elettorale di lunedì, il presidente della Regione si presenta, quasi per dire: “attenzione cari savonesi, se la giunta di Savona non sarà omologa, coerente politicamente a quella regionale, Savona sarà lasciata sola”.

“Beh, purtroppo sola è lasciata da tempo, con quell’angiografo che giace da mesi all’ospedale San Paolo, ma non ancora attivato – incalza il consigliere regionale Gianni Pastorino – , con i disastri del territorio che si misurano ad ogni evento atmosferico, con difficoltà legate alla logistica e ai trasporti, in cui Savona è completamente isolata rispetto ad altre parti del territorio, e con una decadenza che in questi cinque anni, una cattiva amministrazione comunale, con la complicità di una regione assente, ha comportato”.

Il consigliere comunale di Savona Marco Ravera rimarca l’esito del voto alle elezioni amministrative del 3 e 4  ottobre: “È sotto gli occhi di tutti come il giudizio dato dalle elettrici e dagli elettori sia stato secco in maniera evidente, e così il candidato di centrodestra Schirru, a cui i sondaggi agostani attribuivano dieci punti di vantaggio, si  ritrova invece con dieci punti sotto a Marco Russo, unico vero protagonista di un pensiero lungo sulla città  e di un progetto di rinnovamento”.

“E lo diciamo senza se e senza ma, il declino del presidente Toti è iniziato: prima con i contrasti in consiglio regionale tra Cambiamo, la Lega e Fratelli d’Italia e poi con le promesse mancate – chiosa il consigliere Pastorino –. C’è da pensare che prima o poi il presidente Toti fuggirà, lasciando una regione devastata sia dal punto di vista sanitario, sia da quello ambientale, oltre che dal punto di vista dei trasporti, della logistica e delle attività produttive perché, al di là degli show mediatici, a cui il presidente ci ha abituati, a Toti della Liguria non è mai importato niente, ma ha rappresentato solo uno strumento per i suoi scopi personali”.

RED.

da La Nuova Savona.it

6 ottobre 2021