Savona tra decoro urbano e decoro umano

C’è una parte di città che non c’è. Si tratta degli invisibili, quelli che quando, per caso, incroci ai giardini, per strada, in un angolo non trovi niente di meglio che scansarti e girarti dall’altra parte.

Anche questa parte della città, quella dei senza tetto, della solitudine, dell’identità persa, deve essere all’attenzione di chi vuole davvero creare una comunità. Non si sta parlando di decoro urbano, si sta parlando di decoro umano, di dignità, di possibilità per tutti, ad esempio, di avere una casa, un luogo dove rifugiarsi senza bisogno di coprirsi con un cartone.

Su questo problema bisognerebbe organizzare una rete in cui il Comune, insieme ad associazioni, enti e anche persone interessate e volonterose, possa costruire un vero progetto di inclusione, che abbia come obiettivo finale di dare davvero dignità a chi oggi non ce l’ha, attraverso percorsi che, rispettosi delle inevitabili diffidenze e paure di chi ha vissuto per strada e si è sentito abbandonato, magari in seguito ad una serie di vicissitudini che nella vita mai si sarebbe immaginato di dover affrontare, portino a soluzioni abitative, magari anche in una sorta di co-housing che li metta in relazione e non in competizione e che permetta loro di riappropriarsi della propria vita.

E chissà che, acquistata una nuova rispettabilità, non possano anche ritrovare la forza di cercare un lavoro, di recuperare nuove e antiche amicizie, diventare insomma cittadini visibili.

Quello di cui stiamo parlando non è facile, anche perché si tratta di politiche che inevitabilmente dovrebbero vincere pregiudizi e paure che sono in ognuno di noi. Ma cosa sarebbe la politica se non avesse come obiettivo di far diventare reale quello che oggi sembra utopia?

MARCO RAVERA
PIERA BARBERIS
Candidati di “Sinistra per Savona

Savona, 18 settembre 2021