Savona, i politici adesso litigano anche per un pezzo di pane

L'articolo d Il Secolo XIX e le precisazioni del Partito Sociale e di Marco Ravera

L'articolo de Il Secolo XIX

L'appuntamento è fisso: tutti i sabato mattina, tra le dieci e mezzogiorno, in via Torino. Non si sgarra. Ed è così dalla fine del 2010, quando la crisi ha iniziato a farsi sentire in modo pesante anche sulla qualità di vita dei Savonesi. Cogliendo lo spunto dal partito nazionale, anche nel Circolo cittadino di Rifondazione comunista alcuni soci hanno deciso di distribuire pane al prezzo di costo a chi ne facesse richiesta. La cosa è piaciuta, tanto che va avanti da tre anni attraverso un servizio che si è ampliato inserendosi in un progetto più ampio, il Gap, il Gruppo di Acquisto Popolare, dove a prezzi di costo è possibile comprare riso, pasta, sapone e olio. Un piccolo aiuto, ma soprattutto un segnale che parte, non solo simbolicamente, dal pane.

«Non servono tessere o schede – dice Gianmaria Pace, del Partito Sociale – ma è sufficiente iscriversi a una sorta di registro e prenotare, di settimana in settimana, la quantità di pane desiderata. Il prezzo è quello di produzione: un euro e cinquanta al chilo. Non si specula, non ci guadagniamo nulla. Compriamo il pane da un panificatore di Vado e, allo stesso prezzo, lo distribuiamo a chi ce lo chiede, con un risparmio, per i cittadini, superiore alla metà del costo di panetteria». Ad aderire all'iniziativa sono una cinquantina di persone, con un certo turn over, mentre al Gap sono iscritti più di duecento cittadini, savonesi e non.

«Le quantità di pane richiesto variano– dice Pace. – Le consegne record hanno raggiunto i 100 chili in una giornata. Non sempre, però, le richieste sono così ampie, ad esempio oggi siamo sulla trentina di chili». A Rifondazione, tuttavia, sono convinti che si potrebbe fare di più. «Alcune persone sono diffidenti – dice ancora Pace – sulla qualità, ma soprattutto sul senso della nostra azione. Fanno fatica a capire il valore della gratuità. Segno di una società che ha sempre meno fiducia nel prossimo. Comunque noi andiamo avanti e serviamo tante persone: savonesi e non, di Villapiana e di altri quartieri che vengono sin qui apposta». Stesso sistema con gli altri prodotti. «Pane, riso, pasta, olio arrivano dalla Toscana tramite il Gap del Tigullio – aggiunge Pace – e vengono distribuiti nelle sale dell'ex Seconda Circoscrizione, sempre a prezzo di costo. Noi ci proviamo con un impegno totalmente gratuito e volontario che svolgiamo con passione: lanciamo un messaggio che speriamo venga recepito dai cittadini e da chi fa politica».

Tuttavia, proprio dai politici, non mancano le critiche. L'assessore al Commercio, Paolo Apicella, non è dell'idea che l'iniziativa sia utile. «Al di là del fatto che ogni tentativo di sostegno alla popolazione sia da considerare in modo positivo – dice Apicella – non credo che l'iniziativa di Rifondazione porti grandi vantaggi. Sotto tre aspetti, in particolare: prima di tutto, il risparmio è minimo e, nell'arco di una settimana, non supera i cinque o sei euro». Non solo. «Il pane – aggiunge Apicella – è di scarsa qualità e inoltre tale iniziativa tende a fare concorrenza agli artigiani panificatori facendo passare in messaggio scorretto: che siano cari, cosa per nulla vera. Per questo, credo che i risultati dell'iniziativa non siano poi troppo significativi e incisivi sulle difficoltà quotidiane delle famiglie savonesi».

Intanto, a Villapiana, i ragazzi di Rifondazione vanno avanti per la loro strada. «Vengo qui da due anni – commenta Edmond Metani, iscritto al Gap, mentre ritira il suo chilo di pane. – Ho moglie, due figli e mio papà a carico. Sarà poco, ma per me è un aiuto importante. Magari funzionasse così anche per gli altri prodotti».

Silvia Campese
Savona - 5 Ottobre 2013


Articolo tratto da "Il Secolo XIX" del 6 Ottobre 2013.

Qualche chiarimento (per correttezza e onestà intellettuale)

L'articolo del "Secolo XIX" pubblicato domenica 6 ottobre relativo all'iniziativa del GAP- Partito Sociale, lanciata dal PRC di Savona ormai tre anni fa, presenta errori ed imprecisioni che non possono essere ignorate. Intanto il titolo "I politici adesso litigano anche sul prezzo del pane"; si "capisce" la necessità di creare uno stimolo nel lettore affinché lo si convinca ad acquistare una particolare testata giornalistica, ma questa operazione viene fatta limitando il carattere informativo della notizia oltreché dare un'informazione completamente sbagliata. Tra spinte qualunquiste, che tendono come spesso avviene ad identificare i politici in una categorie quasi parassitaria, la verità viene distorta nel momento in cui si scrive che anche il Comune di Savona sarebbe contrario a questa iniziativa. Nulla di più falso, e questo è dimostrato anche dalla "difesa" del GAP che è stata fatta nelle opportune sedi istituzionali. Riteniamo ci sai differenza tra questa interpretazione è ciò che in realtà è successo durante i primi mesi di attività del GAP. Un secondo errore riguarda le distribuzioni di generi alimentari a prezzo di costo. Queste, infatti, avvengono tutti i sabati mattina ma esclusivamente presso la sede del GAP di Savona. Presso la ex Seconda Circoscrizione, invece, vengono svolte le ripetizioni popolari, ripetizioni completamente gratuite indirizzate agli studenti delle scuole superiori.

Per quello che riguarda invece, le dichiarazioni di Apicella rispondiamo dicendo semplicemente che se il risparmio alla settimana è di 5-6 euro, nell'arco di un anno si riescono a risparmiare quasi 300 euro, non poca cosa di questi tempi. Dalle sue dichiarazioni si evidenzia anche un altro fattore relativo al costo del pane, bene primario, che arriva ad avere costi molto alti a Savona ancor più da quando non è più un obbligo per le panetterie. Relativamente a questo punto vorremmo ricordare come sia anche sancito da un punto di vista legislativo la necessità, presso le panetterie, di mantenere alcuni tipologie di pane a dei prezzi "più bassi" rispetto ad altre anche per aiutare determinate situazioni. Detto questo la critica indirizzata alla qualità del pane lascia perplessi per diversi motivi; il primo è relativo al carattere puramente diffamatorio delle dichiarazioni di Apicella il quale, non essendo mai venuto a ritirare un kg dal pane dal GAP non può certo essere a conoscenza della sua qualità, mentre il secondo è legato ai giudizio di chi questo pane lo ritira e lo consuma, apprezzando e sostenendo una pratica di solidarietà e mutualità, che attesta come il panificatore presso il quale ci serviamo lavori in modo eccellente.

Se Apicella non riesce a capire la grandezza di semplici gesti di solidarietà e di mutuo soccorso tra persone, non possiamo che augurargli di riuscire, un giorno, a farlo.

Partito Sociale Savona
Savona - 7 Ottobre 2013

Il Comune difese l'iniziativa

Ieri Il Secolo XIX (ed. Savona) ha dedicato ampio spazio all'attività del GAP (Gruppo di Acquisto Popolare Savona), ma alcune cose, lo dico serenamente, non mi sono piaciute. Per prima cosa il titolo quel "I politici litigano anche per un pezzo di pane" che si inserisce nel clima antipartitico imperante. Rifondazione non litiga, fa politica, o almeno ci prova, e per l'attività del GAP ha semmai "litigato" con l'associazione di categoria non certo con altri partiti.

La seconda, invece, è proprio falsa. L'occhiello, infatti, recita "Iniziativa solidale a Villapiana ma al Comune non piace". Il Sindaco Federico Berruti rispose in prima persona ad un'interrogazione del PDL alla fine del 2010 difendendo l'attività normata dalla Finanziaria 2008 (peraltro i gruppi di acquisto sono una realtà ormai diffusa nel nostro territorio. Ne esistono molti di natura "cattolica").

Marco Ravera
Segretario provinciale Rifondazione Comunista
Savona - 7 Ottobre 2013


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