Nei giorni scorsi a Cairo Montenotte è esplosa una forte polemica originata dall'annuncio del manager dell'ASL savonese di voler aggiungere ai reparti esistenti nell'Ospedale della città una divisione di ginecologia. Sui giornali, oltre la presa di posizione contraria del Sindaco, si sono scatenate le truppe antiaboriste che hanno espresso la feroce opposizione con varie motivazioni, alcune delle quali di stampo veramente oscurantistico, medioevaleggiante, nel nome, naturalmente, della difesa della vita.
Lo scandalo di trasferire in Valbormida una divisione ostetrico-ginecologica per effettuare pratiche abortistiche ha sollevato lo sdegno di coloro che vorrebbero abolire la legge 194 in nome della obiezione, non solo della sacralità della vita, ma anche del perbenismo provinciale per il quale un aborto, anche terapeutico, offenderebbe la morale. Non vogliamo qui entrare nel merito delle obiezioni ad una legge che noi consideriamo come la sanzione di un principio di libertà e di chiarezza per le scelte in campo della maternità da parte soprattutto delle donne. È una convinzione che abbiamo sempre manifestato in tutte le occasioni. Abbiamo sempre detto che questa legge, quando fosse correttamente divulgata, e con essa si fosse messo in atto il sistema di prevenzione e informazione più ampio e convinto, si sarebbero raggiunti risultati positivi per tutta la società civile.
Non tutti gli interventi su questo tema tuttavia sono stati di opposizione. Ci piace citare alcuni passaggi di una lettera inviata al Corriere della Valbormida che riportiamo anche perché noi riteniamo che il potenziamento dell'Ospedale di Cairo Montenotte non ha soltanto la priorità di un reparto ostetrico-ginecologico. Dice la lettera «Se é vero che possono esistere altre priorità, è pur vero che un reparto ginecologico ed anche ostetrico, sarebbe un ampliamento delle offerte all'utenza valbormidese, oggi costretta a dirottare su Savona, Ceva, Mondovì, ecc... considerato l'alto numerosi tumori femminili che colpisce in queste zone, certamente non riservato esclusivamente all'interruzione volontaria della gravidanza, ma anche a salvaguardia di una legge che non "obbliga" chi per fede religiosa e/o politica non voglia usufruirne. Una legge che ha tolto dall'illegalità chi per necessità di situazione sociale, psichiche varie, non sia in grado di sostenere una gravidanza, che ha permesso di eliminare il fenomeno degli aborti clandestini a pagamento, che ha istituito i consultori e che avrebbe dovuto essere accompagnata da un programma permanente di educazione sessuale per i giovani proprio per evitare l'utilizzo dell'aborto come pratica di prevenzione della gravidanza».
E sulle priorità, ma soprattutto per il reale potenziamento delle prestazioni del nosocomio cairese vogliamo elencare una serie di questioni, non ad escludere il reparto di ginecologia-ostetricia, ma per rendere un reale servizio per le patologie dei cittadini della Valle Bormida ed anche per la tutela della salute. Abbiamo chiesto quindi ad alcuni operatori sanitari di indicarci queste necessità che citiamo di seguito. Servono all'Ospedale San Giuseppe di Cairo:
Crediamo quindi che sia indispensabile, non scandalizzarsi e opporsi a un reparto ostetrico-ginecologico che noi consideriamo estremamente utile, ma dotarsi anche di questi strumenti che, guarda caso, non configgono ma aiutano gli interventi della clinica.
Ci pare che i benpensanti che si scandalizzano a torto, sia nel merito che sul metodo degli annunci del manager sanitario dell'ASL, si dimenticano che esiste sempre, sospeso sulla nostra testa, il tentativo di considerare la clinica della nostra città come una dependance di altri centri medici più grandi, verso i quali se non andiamo errati il Piano Sanitario Regionale presta molta più attenzione e considerazione. Non vorremmo che come accade quando ci dicono di guardare la luna, prestiamo più attenzione al dito che ce la indica che alla luna stessa, intanto mentre noi guardiamo il dito, ci fregano la luna.
il Direttivo del Circolo Bella Ciao di Cairo Montenotte
Cairo Montenotte - 14 Dicembre 2004