Il nuovo PUC da futuro a Savona

L'intervento del Sindaco Federico Berruti

Oggi è sottoposta al Consiglio Comunale l'approvazione definitiva dello strumento urbanistico generale della città. Dal Dopoguerra ad oggi, ciò accadde altre due volte: nel 1954 con il PRG, nel 1975 con il PRIS. Dopo il 1975 il Consiglio comunale approvò una revisione, la variante generale, del PRIS. Ciò avFederico Berrutivenne nel 1990, il 12 marzo del 1990. 19 anni fa esatti, dopo che il PRG venne approvato 55 anni fa e il PRIS 34 anni fa.

Questi dati da soli rendono evidente che oggi il Consiglio Comunale è chiamato ad una decisione che segna e determina la storia della nostra città. Per questo è importante avere chiaro e rendere chiaro quale sia il significato politico di quanto dobbiamo decidere.

Il PRIS fu il piano figlio dello sviluppo industriale del dopoguerra. Era il piano che intendeva dirigere lo sviluppo di un comprensorio inserito nel triangolo industriale. L'idea era quella dell'espansione urbanistica trainata da quella industriale: popolazione in aumento, fabbriche in crescita, estensione delle città. Il tutto individuando grandi zone che dovevano avere destinazioni uniche ed omogenee, alcune industriali, altre di edilizia popolare, altre turistiche.

Quell'idea di sviluppo della città si scontrò negli anni seguenti con l'emergere della crisi di quel modello di sviluppo industriale. Pianificazione e realtà socio-economica cominciarono a divergere e Savona entrò in una crisi che fu, oltre che economica, esistenziale. Via via che si perdevano le fabbriche, si andava smarrendo anche l'identità e l'idea di futuro della nostra città.

Il 12 marzo del 1990 il dibattito in Consiglio Comunale diede atto di quello che era successo: la strategia pianificata negli anni '70 non era più attuale, ma non ne era pronta un'altra. Da quel dibattito scaturivano due elementi che spiegano molto di quanto accaduto da allora ad oggi.

Il primo è l'emergere del grande tema della riconversione e riqualificazione urbana, che sostituiva quello dell'espansione. Il "recupero di spazi e di vuoti" diventò elemento politico centrale nel governare gli effetti di una crisi che lasciava senza vita e senza funzioni i grandi presidi urbani della declinante città industriale.

Il secondo è la consapevolezza che iniziava una lunga transizione. Si disse quel giorno in Consiglio Comunale che "nel momento in cui facciamo una revisione di piano intermedia, ci assumiamo il compito di costruire un ponte fra una data situazione superata dagli avvenimenti - che hanno visto un grande cambiamento d'impostazione culturale, politica ed economica - ed un'altra che è ancora da precisare".

Una lunga transizione iniziava e l'approdo era ignoto. Questa è la chiave di lettura più seria di quanto accaduto da allora a oggi. Questo spiega lo sforzo di governare una difficilissima transizione, rifiutando di accettare un declino che poteva apparire irreversibile e cercando strade, occasioni di rimessa in moto della città. La città, in questa lunga transizione, è sopravvissuta, ha via via espresso segnali di ripresa, ha, in molte sue componenti, accettato il cambiamento. Oggi Savona è viva e vitale, e questa è un'eredità positiva che noi raccogliamo. Ora tocca a noi.

Il significato politico del nostro PUC è chiaro: la lunga transizione è finita. Finisce la lunga crisi della città, finisce il passato, inizia il futuro di Savona. Sia chiaro, questo non significa che finiscono le difficoltà. Le difficoltà sono molte e non vanno nascoste. Significa però che noi Federico Berruti
Sindaco di Savona
scegliamo con decisione il nostro futuro. Diciamo alla nostra comunità che saremo capaci di affrontare le difficoltà, una ad una, giorno dopo giorno, e le supereremo.

Diciamo alla nostra comunità di non avere più paura del futuro, ma di avere coraggio, speranza, buona volontà. Scegliamo il futuro. Usiamo categorie nuove. Superiamo contrapposizioni del secolo scorso, tra industria e terziario, tra colletti blu e colletti bianchi, tra luoghi del lavoro e luoghi del tempo libero, tra competizione e solidarietà, tra meriti e bisogni. Sono contrapposizioni vecchie.

Lo sviluppo della nuova Savona si fonda sulla qualità delle idee. Le buone idee che ci servono, e che si trovano nel PUC, sono quelle che parlano di lavoro, di ricerca e innovazione, di turismo, di qualità urbana, di verde, di un traffico più scorrevole, di attrazione di investimenti produttivi. Sono quelle che mettono al centro i cittadini, la loro fatica di lavoratori, le loro fragilità e le loro esigenze di bambini ed anziani, la vita delle famiglie.

Alla base di questo PUC c'è il nostro ottimismo e la nostra passione. C'è il desiderio di parlare la lingua dei cittadini di oggi e di quelli di domani. C'è l'ambizione di anticipare il futuro, di guardare avanti, di scegliere per migliorare. Questo PUC disegna finalmente un nuovo modello di sviluppo che è ambizioso ma anche realistico, attuale e realizzabile, e riannoda i fili della pianificazione con quelli della realtà concreta.

Viviamo un'epoca straordinaria, dobbiamo pensare globalmente e agire localmente. C'è una storia nuova da scrivere, e noi facciamo qui e oggi la nostra parte.

Con la speranza, anzi la certezza, che i migliori anni della nostra città saranno quelli che verranno.

Federido Berruti
Sindaco di Savona
Savona - 20 Marzo 2009