La vicenda che ha interessato alcuni cittadini savonesi, che hanno subito delle perquisizioni domiciliari all'alba del 14 giugno 2008, con tanto di unità cinofile al seguito delle Forze dell'Ordine e con una conseguente spettacolarizzazione mediatica sproporzionata, ha del paradossale. Il paradosso nasce quando, persone, note per il loro impegno pubblico o per la loro attività lavorativa, vengono gettate in prima pagina sui quotidiani locali prima ancora che vi sia stata una verifica attenta dei sospetti che vengono quindi percepiti dal lettore come fatti concreti.
Tutto ciò può accadere non solo a uomini "in vista", ma a qualunque cittadino. A maggior ragione vogliamo evidenziare la gravità di un costume che si va sempre più affermando come espressione di un banale quanto crudele gioco sia delle parole che dei nomi. È preoccupante leggere che esistono delle "amicizie proibite" e che la responsabilità penale sia così non più personale ma vincolata alle frequentazioni che ognuno di noi ha.
Per questo il Partito della Rifondazione Comunista esprime la sua più sincera solidarietà a tutti coloro che sono stati vittime di questi eccessi che né una corretta libertà di stampa, né una pieno rispetto dei diritti individuali dovrebbero consentire.
Marco Ravera
Segretario provinciale Rifondazione Comunista
Savona - 17 Giugno 2008