Ha fatto scalpore il fatto che Comune di Savona e Provincia abbiano deciso di dismettere, di vendere a privati dei beni pubblici. Tutto questo è stato possibile grazie al passaggio in Consiglio Comunale di due varianti che permettono così l'acquisto di soggetti privati di immobili pubblici prima destinati a servizi e ora a edilizia privata. Sembra proprio un gran brutto fattaccio. Rifondazione che vota per la vendita a dei ricchi signori... Rifondazione che fa non crede più al bene pubblico? Rifondazione che fa si sta appiattendo siulle posizioni del nascente PD? La questione è molto più semplice dal mio punto di vista. Rifondazione ha deciso di sposare un programma quello di Berruti, ha deciso di far parte integrante e importante di una coalizione e coerentemente ha deciso di esserle fadele.
È una coalizione di soggetti politici svariati dove, in verità, stiamo molto stretti e che, per ora, non ci ha garantito veri e prorpi segnali di svolta rispetto all'oscura era Ruggeri. Ma il bilancio, a meno di clamorose ma sempre possibili decisioni lo possiamo solo tirare alla fine. Per adesso le nostre soddisfazioni le abbiamo avute nel campo sociale, nel nostro campo, grazie a grossi interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, grazie al social housing divenuto fiore all'occhiello fra le amministrazioni liguri e grazie al lavoro che ci apprestiamo a condividere con il Piano Regolatore Sociale.
Il piano dei rifiuti con la raccolta porta a porta era un obiettivo prioritario e lo abbiamo ottenuto dopo svariate battaglie.
È vero, come contr'altrare stiamo perdendo la partita dell'urbanistica, ma il secondo tempo di questa partita si chiama "adozione del PUC" e il nostro impegno, possiamo garantire, sarà assolutamente di primo livello e di prima linea.
Tornando alle dismissioni e alle coalizioni ricordo come tutta la coalizione abbia approvato il bilancio pluriennale mesi fa e che ci aspettavamo che tutta la coalizione fosse pronta, come noi, anche con qualche mal di pancia, a votare la dismissione di alcuni immobili di Comune e Provincia. In tal senso ho avuto proprio la sensazione che qualcuno abbia voluto far passare il messaggio "noi non siamo come voi" e ha forser voluto cavalcare la tigre del malcontento, ma se questa mia sensazione risultasse vera coerentemente con le idee, peraltro buone ma tardive manifestate, coloro che si son presi la briga di lasciare il Consiglio Comunale dovrebbero riflettere seriamente sul fatto che il loro contributo può essere valido in futuro per la maggioranza o perché no per la minoranza.
Sono tre i siti di pregio dismessi per cui la coalizione è stata aspramente attaccata: due della Provincia (Ex Hotel Miramare, poi Caserma della GdF di Via Famagosta e Villa Gavotti a Legino) e uno del Comune (Palazzo Pozzobonello). Dunque iniziamo dai primi, la Provincia con il ricavato istituirà il Polo Scolastico di Albenga e Costruirà la nuova Sede ARPAL a Vado Ligure, zona questa che riteniamo abbia bisogno di un monitoraggio costante fatto con macchinari moderni che attualmente nella sede di Via Zunini sono carenti e se poi uscissero dei fondi per il Piano dei Rifiuti la cosa non ci disturberebbe affatto.
Palazzo Pozzobonello invece è una ricchezza per Savona e che Savona sta perdendo, racconteremmo infatti delle balle dicendo che il Comune potrebbe mantenerlo e ristrutturalo. Non ci sono i soldi, non ci sono i soldi e non ci sono i soldi. L'intervento del privato permetterà al Comune l'uso del primo piano, dove vi sarà una nuova sala di rappresentanza sullo stile della Sala Rossa. Già quel primo piano... AN e soci ci criticano perché al primo piano attualmente c'è la Fratellanza Ginnastica Savonese, società che ha una storia grandissima e un passato ricco di trofei. La storia attuale dice però che gli atleti, fin dai più piccoli, sono costretti a cambiarsi in una sorta di sala d'aspetto, gelata, fatiscente e umida. La storia la Fratellanza Savonese se la porterà dietro in una struttura più consona alla propria attività sportiva e vuoi vedere che la struttura potrebbe nascere con il ricavato delle dismissioni?
Nel suo discorso in Consiglio Comunale il Sindaco Berruti ha sottolineato che se Palazzo Pozzobonello"far cassa" vuol dire avere fondi per asili, scuole, abbattimento barriere, servizi sociali, allora ben venga il termine "fare cassa". È l'unica volta devo confessare, che ho apprezzato un intervento del Sindaco in materia di Urbanistica. Spero di apprezzarne presto altri.
Ora ci sembra giusto aver fatto così sapremo in seguito se è stato un errore o no intanto potremmo iniziare a mettere dei paletti alle eventuali prossime dismissioni sempre ragionando con la coalizione e mantenendo il programma.
È doveroso ricordare, parlando di coalizione come PRC ha passato in Giunta come in Consiglio mesi difficili, sotto attacco da uno SDI che in Provincia prova a far cadere Bertolotto e che non prova in Comune perché un posto da Vice-Sindaco non eletto dal popolo e uno da Presidente del Consiglio fa comodo, uno gruppo socialista (alle elezioni Rosa nel Pugno) che dedica il tempo ad attaccare il Piano Rifiuti promosso da una forza alleata o a cercare dei posti di lavoro nei CDA delle partecipate; attacchi dalla Margherita perché abbiamo avuto il buon senso di astenerci sulla nomina "istintum personam" di un loro consigliere alla guida di una commissione la cui inutilità e illegittimità è ormai nota. PRC ha dovuto sopportare il defileè di Associazioni e Sindacati venuti a rendere omaggio all'opera delirante di Fuksas, uno non dei più grandi architetti ma dei più grandi intellettuali d'europa (così parlò l'allora capogruppo DS) mentre la CGIL prometteva, alla Berlusconi, non milioni ma migliaia di posti di lavoro, PRC voleva partecipazione non "pantomimazione"; PRC ha impegnato con un ODG il Presidente della Conferenza dei Sindaci a non considerare prioritaria la deazendalizzazione dell'A.O. Ospedale S. Corona ma fondamentale potenziarne i servizi...
E ora PRC aspetta segnali pratici, segnali forti di cambiamento. Quello netto.
Sergio Lugaro
Consigliere PRC Comune di Savona
Savona - 10 Ottobre 2007