Ancora una volta si gioca sulla pelle delle donne con cinica insensibilità per le loro sofferenze e una malcelata disapprovazione per il concetto di autodeterminazione.
Essendo oggi difficile e anacronistico mettere direttamente in discussione la Legge 174/98, ora si interviene scompostamente sulla "pillola del giorno dopo" pretendendo di catalogare come abortivo un farmaco che "ha lo scopo di prevenire la gravidanza".
Per far ciò si giunge a contestare la legittimità, per i magistrati, di interpretare le norme e la giurisprudenza. In questa logica si definisce "pro aborto" chi ha dichiarato la propria volontà a che la Legge 174/98 sia pienamente applicata. Si afferma esplicitamente che un magistrato non svolge la propria funzione, che è quella di interpretare la normativa qualunque ne sia il contenuto, ma questo stesso dirige in ossequio a proprie posizioni ideologiche e preconcette. In tal modo si oltraggia un magistrato nello spirito di delegittimarlo a svolgere la funzione.
Dopo un lungo cammino compiuto, dopo tante lotte faticosamente intraprese, le Donne sono vigili e ben decise a rintuzzare ogni tentativo di mettere in discussione il principio di autodeterminazione, il loro diritto di prendere decisioni consapevoli e libere su un tema per loro così profondamente essenziale come la scelta di diventare madri.
Piera Barberis e Giuliana Cornetti
Forum della Donne PRC Savona
Savona - 28 Settembre 2009