Da luogo di produzione a luogo di consumo

Deciso a larga maggioranza il futuro dell'area ex Metalmetron

L'economia delle crociere, della dipendenza dai capricci del turismo e della speculazione edilizia ha messo a segno un nuovo "colpo". Nella notte tra lunedì 28 e martedì 29 Novembre il Consiglio Comunale di Savona ha infatti approvato a larga maggioranza la trasformazione dell'ex fabbrica Metalmetron in un'area commerciale e artigianale. Ventidue i voti a favore, sette quelli contrari. I consiglieri di Rifondazione Comunista, Patrizia Turchi ed Emanuele Varaldo, non hanno partecipato al voto non riconoscendo legittimità all'amministrazione comunale.

Ancora una volta a prevalere è quindi una politica miope, incapace di progettare un futuro diverso. Il cambiamento di destinazione d'uso della Metalmetron non basterà certo a supportare l'economia savonese. Sarebbe stato importante, partendo proprio dall'utilizzo di quelle aree, trovare soluzioni compatibili con la città per realizzare opportunità lavorative stabili e dignitose. Era necessario sviluppare ed incentivare la presenza sul nostro territorio di strutture produttive fondate sulle frontiere più avanzate dell'innovazione tecnologica. Invece ci siamo dovuti accontentare di nuovi grandi magazzini.

la redazione del sito
Savona - 30 Novembre 2005

I commenti dei quotidiani

Metalmetron in Consiglio - da Il Secolo XIX

Voto alle due del mattino, via libera tra le polemiche

La prima fase del progetto ex Metalmetron si è conclusa. Come ampiamente previsto, martedì mattina poco prima delle due il consiglio comunale ha votato a larga maggioranza il suo sì alla trasformazione dell'ex fabbrica in un'area commerciale e artigianale. Un'operazione contestatissima uno dei progetti relativi al recupero dell'ex fabbricale aree della Metalmetrondai commercianti che si riconoscono nella Confesercenti (presente l'altra sera in consiglio comunale con il suo direttivo), la quale annuncia il ricorso al Tar ed anche un pesante intervento in campagna elettorale indicando al "non" voto i nomi e cognomi di chi ha voluto la trasformazione.

Ma torniamo al voto. Dopo una lunghissima maratona, la pratica è passata con 22 sì, 7 no (quelli della minoranza), mentre i consiglieri di Rifondazione sono usciti dall'aula non riconoscendo legittimata l'amministrazione priva del sindaco a concludere una partita così importante. L'assessore Vilma Pennino (che peraltro non votava) ha ribadito la sua posizione critica. Grande soddisfazione è stata espressa dal vicesindaco reggente, Franco Lirosi: «Sul piano personale, sono contento di aver condotto in porto questa che è la pratica più significativa di tutto il mandato». E si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Qualcuno forse pensava che non ci sarei riuscito. Invece l'ho fatto e con un metodo assolutamente diverso da quello che ho ereditato. Al mio avvento l'informazione sulla pratica era praticamente zero. Io l'ho condotta in porto con il massimo della democraticità e del confronto: in giunta, con le categorie, con i sindacati, che hanno approvato, con le associazioni degli artigiani, infine con il consiglio comunale al quale spettava approvare». Conclude Lirosi: «Sul piano generale l'Amministrazione non poteva non dare risposte. Ora certamente si tratterà di stare vicino ai commercianti della città ele aree della Metalmetron
foto tratta da occhioindiscreto.blogspot.com
uno dei progetti relativi al recupero dell'ex fabbrica
immagine tratta da www.europaconcorsi.com
di prendere qualche iniziativa per sostenerli».

Ma la Confesercenti (che critica il silenzio della Confcommercio) non si dà per vinta: «È stata scritta una delle pagine più nere della storia di questa maggioranza - ha scritto il presidente Franco Zino - Le argomentazioni puntuali e di merito dei consiglieri di opposizione intervenuti al dibattito erano senz'altro sufficienti ad ogni coalizione che si definisca democratica a far sì che si andasse almeno ad un rinvio della pratica». Confesercenti, come detto, annuncia ricorsi al Tar e indicazioni di "non" voto. Polemico Zino, in particolare, con il capogruppo Ds Sergio Tortarolo «al quale i voti dei commercianti non interessano invitandoci a votare pure per chi vogliamo». Ma a cantar vittoria c'è Luca Martino con l'Unione comunale ds: «Il partito trasversale del non fare, del rinvio, dell'immobilismo è stato ancora una volta battuto da una coalizione di centrosinistra che ha saputo far prevalere le ragioni della responsabilità amministrativa, quindi l'esigenza di dare risposta ad un'esigenza precisa della città». (30/11/2005)