Lo "strappo all'interno di Rifondazione" così i
giornali locali hanno definito il doppio volantinaggio dei militanti del PRC all'ingresso del cinema teatro Astor in occasione dell'arrivo a Savona, lo scorso 20 Febbraio, di Sergio Cofferati per la nascita dell'associazione "Aprile per la sinistra". Per capire meglio quanto accaduto ripercorriamo brevemente i fatti che si sono succeduti.
I compagni di Progetto Comunista (l'area programmatica interna a Rifondazione Comunista facente riferimento a Marco Ferrando e Franco Grisolia) stampano in centinaia di copie una "Lettera aperta a Sergio Cofferati" in cui si rivolgono all'ex segretario della CGIL contestandogli le vecchie politiche concertative, i peggioramenti contrattuali, l'ingresso selvaggio della flessibilità nel mercato del lavoro e soprattutto chiedendogli di schierarsi apertamente sul referendum sull'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Dato che la lettera in questione è firmata con il simbolo del partito e con la denominazione "Progetto Comunista - Sinistra del Partito della Rifondazione Comunista", il Segretario Provinciale Franco Zunino critica il "volantino" e chiede di togliere almeno il contrassegno del PRC, poiché questa non è una iniziativa del partito, ma di una parte del medesimo, e che ne venga modificata la dicitura. Ciò è avvenuto, ma è rimasto presente nella firma l'acronimo del nome del partito "Progetto Comunista - Sinistra del PRC". Contemporaneamente viene chiesto agli esponenti di Progetto Comunista di evitare un'iniziativa di questo tipo proprio davanti al teatro Astor (dove si sarebbe svolta l'assemblea con Cofferati) potendo questa apparire come provocatoria e rischiando di essere interpretata come iniziativa di tutto il PRC. Davanti al netto rifiuto Franco Zunino, di comune accordo con la maggioranza del partito, stila un breve comunicato, distribuito la sera stessa davanti al teatro Astor, in cui vengono prese le distanze dall'iniziativa di Progetto Comunista.
Nella sessione del Comitato Politico Federale del prossimo 19 Marzo verrà discussa questa rottura dell'unitarietà gestionale della federazione.
la redazione del sito
Savona - 27 Febbraio 2003
Caro Cofferati,
se ci rivolgiamo a te, pubblicamente, è perché la fiducia che in te ripongono milioni di lavoratori e lavoratrici, ti carica di una grande responsabilità. Ad essere sinceri, com'è nostro costume, noi comunisti non abbiamo condiviso e non condividiamo quella fiducia. Ti riteniamo responsabile, come sai, di una politica di concertazione con padronato e governi che per dieci anni ha colpito il lavoro, ha compresso i salari, ha punito la previdenza pubblica, ha accettato le privatizzazioni, ha accresciuto unicamente i profitti padronali. Una politica fallimentare per i lavoratori e per i disoccupati, che ha concorso, a fianco dell'Ulivo e dei suoi governi (Prodi, D'Alema, Amato) a spianare la strada a Berlusconi.
Ma oggi prendiamo atto che proprio contro il governo Berlusconi si è aperta nel paese una stagione nuova. Riprendono le lotte, si affaccia una nuova generazione, si diffonde una domanda di svolta, carica anche di una forte critica ai vertici DS e ai gruppi dirigenti del centrosinistra. Tu sei stato e sei (è un fatto) il principale destinatario di quella domanda, di quella ricerca di un riferimento nuovo e alternativo. Proprio per questo, allora, hai il dovere e l'onere della chiarezza.
Prima come segretario della CGIL poi come esponente politico, hai impugnato la bandiera dell'articolo 18, come conquista di civiltà, contro l'attacco di Berlusconi. Come puoi oggi dichiararti contrario ad un referendum che vuole estendere quella conquista a tutte le lavoratrici e i lavoratori? Affermi che il referendum non è l'"arma idonea" e che occorre puntare su una legge. Ma come puoi pensare che un governo Berlusconi - Bossi - Fini e un centro dell'Ulivo presidiato da Rutelli e Treu possano concordare una legge estensiva dell'articolo 18? E in ogni caso: se il referendum non è l'arma idonea, perché la direzione della CGIL ha evitato ed evita, da un anno e mezzo, la via maestra di una piattaforma generale, comprensiva di quel diritto, e di una lotta a oltranza che la sostenga? La scelta degli scioperi generali centellinati ogni sei mesi e senza obiettivi vertenziali si è forse rivelata "idonea"? La verità e che il movimento di lotta contro il governo è oggi a un'impasse. E che Berlusconi, scampato alla stretta, va rilanciando una nuova offensiva: sociale, politica, istituzionale. Tanto più oggi allora, la tua responsabilità è grande. E non la puoi eludere.
Se, forte della tua popolarità, ti schiererai al nostro fianco nella battaglia del Sì all'estensione dell'articolo 18 potremmo insieme conseguire il quorum e con esso, una possibile vittoria per i lavoratori, carica di potenzialità positive per lo stesso rilancio delle lotte. Se invece la tua popolarità sarà spesa, in un modo o nell'altro, contro il referendum, allora certo troverai il plauso del centro liberale dell'Ulivo ma rischierai di regalare la vittoria a Berlusconi e al padronato. E certo non potrai, a quel punto, scaricare su altri l'enorme responsabilità della Tua scelta e dei suoi effetti.
Questo è il bivio che ti sta di fronte. Non è un bivio "referendario" o "tattico", è un bivio di fondo, che chiama in causa, in ultima analisi, la prospettiva politica, e non solo sindacale, che vuoi offrire al movimento operaio e ai nuovi movimenti. Rivendichi l'accordo col centro, persegui l'incontro con Romano Prodi, porti a quell'incontro la dote della CGIL e delle tue innumerevoli relazioni con i movimenti. Ma a fianco del centro liberale, c'è forse un possibile futuro per le domande dei lavoratori e dei giovani che ti sostengono? Prodi e Rutelli, Amato e D'Alema hanno rappresentato e rappresentano in questo paese, sgomitando tra loro, gli interessi del grande capitale. Certo si "oppongono" a Berlusconi, ma dal versante delle grandi imprese. Denunciano i suoi interessi di clan e familistici, ma in nome dell'interesse generale del capitalismo italiano. Gli rimproverano persino il fallimento sociale del suo governo: ma per il fatto di "aver accantonato la concertazione", di "aver riacceso scioperi e conflitto", di aver favorito insomma il cosiddetto... "massimalismo" della CGIL. In una parola: chiedono ai padroni di puntare nuovamente sul Centrosinistra quale più affidabile garante dei loro interessi e della pace sociale, e ai lavoratori di fare nuovamente da utile sgabello.
Ti chiediamo: è questa la prospettiva "nuova" che vuoi offrire alla classe operaia e ai movimenti di massa? La verità è che a braccetto col centro liberale non solo non può esservi una alternativa reale nel futuro, ma neppure una lotta coerente nel presente: né per l'estensione dell'articolo 18 né su un piano ancor più impegnativo, per lo sciopero generale contro la guerra.
Per questo noi comunisti nel proporti innanzi tutto una lotta comune e coerente sull'articolo 18 e contro la guerra, ti proponiamo un'altra prospettiva politica generale. Ti proponiamo di rompere col centro liberale e la borghesia italiana. Di archiviare, realmente e definitivamente, la concertazione. Di costruire con noi la più ampia unità di lotta dei lavoratori, di tutti i movimenti, delle loro organizzazioni attorno a un comune programma di svolta: per cacciare insieme il Governo Berlusconi, non nel 2006 ma ora; per realizzare insieme un'alternativa anticapitalistica quale unica vera alternativa. Perché nessuna alternativa vera potrà realizzarsi senza porre in discussione il potere della proprietà, senza realizzare il potere alternativo delle lavoratrici, dei lavoratori, della maggioranza della società.
A te dunque la scelta. Sapendo che i comunisti svilupperanno comunque, tra le masse e nelle lotte, questa prospettiva generale: con te, se lo vorrai, senza di te, se ti defilerai o contro di te, se ti opporrai. E non saranno disposti a farsi arruolare una seconda volta in un governo padronale dell'Ulivo.
Progetto Comunista
Savona - 20 Febbraio 2003
L'iniziativa dei compagni di Progetto Comunista di distribuire una "lettera aperta a Sergio Cofferati" durante la manifestazione di oggi è una iniziativa che non solo è minoritaria nel Partito, anche a Savona, ma che ritengo sia profondamente sbagliata sia nel metodo, preludendo alla rottura della gestione unitaria del Partito nella nostra Provincia, che nel merito.
Se è pur vero che esistono elementi, anche profondi, di diversità tra le nostre posizioni politiche e quelle del compagno Cofferati (a cominciare dal suo sostegno al sistema elettorale maggioritario ed alla sua posizione, che riteniamo sbagliata, rispetto al referendum sull'articolo 18), è altrettanto indubbio che molte sono le questioni, a cominciare dal no alla guerra (mi auguro ancora "senza se e senza ma!") che ci devono vedere lottare assieme contro Berlusconi e per la costruzione di "un altro mondo", che non solo è possibile, ma che è diventato necessario ed urgente.
Franco Zunino
Segretario Provinciale PRC
Savona - 20 Febbraio 2003
Il comitato direttivo del Circolo "Nanni Rebagliati" del PRC di Savona centro stigmatizza quanto avvenuto nella serata di giovedì 20 febbraio davanti al teatro Astor dove era in presentazione la nascita dell'associazione di sinistra "Aprile" alla presenza del compagno Sergio Cofferati. In tale occasione, dirigenti nazionali, locali e militanti del nostro partito hanno preso a diffondere una "lettera aperta a Sergio Cofferati": ciò non solo si scontra con il corretto costume dei comunisti di confrontarsi a sinistra sempre senza pregiudizi e pregiudiziali, senza dimenticare il senso critico della nostra diversità come forza politica anticapitalista, ma assume e ha assunto una connotazione provocatoria sia per il metodo intrapreso da Progetto Comunista quella sera, sia per il merito - quindi per il contenuto della "lettera aperta" - . Il tutto sarebbe tranquillamente passato come un volantino ascrivibile al PRC (con tanto di presenza del nostro simbolo e della firma "Progetto Comunista - sinistra del Partito della Rifondazione Comunista"), se non fosse intervenuto un giusto richiamo del compagno Segretario provinciale ad evitare l'uso del contrassegno del Partito. L'invito ad evitare questa "manifestazione" davanti al teatro Astor non è stato accolto dai compagni di Progetto Comunista, aprendo così di fatto il terreno ad una divaricazione insanabile nella gestione unitaria della federazione condotta sino ad ora dalla fine del V Congresso.
Condividiamo la dichiarazione del compagno Zunino che ha risposto sia alla metodologia adottata dai compagni di Progetto Comunista, sia al merito, affermando le nostre critiche a Cofferati ma rimarcando l'attenzione di Rifondazione Comunista verso ogni lotta che possa portare alla costruzione di quel "mondo diverso e migliore" che davvero come comunisti vogliamo edificare.
Per questo auspichiamo che nel CPF del prossimo 12 marzo si stabilisca un chiaro e netto distinguo da parte della maggioranza del Partito da posizioni minoritarie e penalizzanti la crescita del PRC tra quei lavoratori, la cui rappresentanza non possiamo regalare o delegare alle forze riformiste ma neppure a gruppi che fanno della critica un elemento distruttivo a sinistra e per la sinistra.
il Direttivo del Circolo "Nanni" Rebagliati
Savona - 20 Febbraio 2003