Un'altra Savona è possibile

Intervista al nostro candidato Sindaco Franco Zunino

Franco ZuninoA pochi giorni dalle Elezioni Comunali incotriamo Franco Zunino il candidato Sindaco di Rifondazione Comunista.

A differenza di altre realtà, anche in Liguria come Genova, La Spezia e Ventimiglia, in cui Rifondazione Comunista ha trovato l'accordo con il Centrosinistra, a Savona il PRC si presenta autonomamente. Come mai questa scelta?

Questi quattro anni di Giunta di Centrosinistra hanno dimostrato che le politiche portate avanti dalla Giunta Ruggeri non sono state troppo diverse da quelle portate avanti dalla Giunta Gervasio di Centrodestra.

Noi eravamo stati determinanti nel 1998 per sconfiggere il Centrodestra, cosa importante per una città come Savona che è Medaglia d'Oro alla Resistenza, ma dopo poco tempo ci siamo resi conto che sulle questioni urbanistiche, sulle questioni sociali, sulle questioni della democrazia e della partecipazione Ruggeri non ha portato avanti una politica di sinistra. Ha portato avanti, come detto, le politiche che già la Giunta di Centrodestra aveva fatto.

Sicuramente ci sarà qualche forza, all'interno dello stesso Centrosinistra, che parlerà di voto utile, che sfrutterà il discorso della maggiore probabilità di vincere al primo turno del Sindaco uscente Carlo Ruggeri...

Credo davvero che il voto utile sia quello dato a Rifondazione Comunista. Non c'è dubbio che c'è un malessere generalizzato a sinistra causato anche dalla politica sempre più di centro fatta dalla Giunta uscente e quindi la possibilità del voto disgiunto e del probabile ballottaggio dà a noi la possibilità di fare un appello agli elettori del Centrosinistra e dei DS in particolare perché al primo turno votino il Candidato Sindaco del PRC o meglio ancora la lista di Rifondazione. Il fatto di rafforzare una sinistra più radicale dovrebbe aiutare a spostare a sinistra la politica di governo di questa città. Se il Centrosinistra sa di avere alla propria sinistra una forza rappresentativa deve tener conto, anche in assenza di un apparentamento, di una parte importante di cittadini che fanno una critica di sinistra alle politiche portate avanti fino a questo momento.

Quali sono gli elementi centrali del Programma di Rifondazione Comunista?

Il primo è quello della democrazia e della partecipazione legato a vari aspetti. Un primo aspetto è quello del decentramento delle Circoscrizioni. In questi anni le Circoscrizioni sono state viste come un impedimento alla politica dell'Amministrazione Comunale e non come un elemento di partecipazione e di discussione rispetto alle decisioni da prendere, come un momento per coinvolgere settori più ampi della città su decisioni importanti.

Un altro aspetto importante riguarda il Piano Regolatore Comunale che definisce lo sviluppo di una città e il fatto di non averlo e soprattutto non discuterlo con le forza sociali e politiche significa di fatto, come accaduto a Savona, dare in mano ai privati le decisioni sull'asse di sviluppo di questa città. Le critiche che noi facciamo al Piano Bofill, alle decisioni prese rispetto al porticciolo della Margonara e all'Aurelia Bis sono critiche di merito per come sono state portate avanti i progetti, ma anche critiche di fondo rispetto al fatto che non si è scelta la strada di un Piano Regolatore che prevede appunto un confronto con le forze politiche e sociali, con le associazioni e con i singoli cittadini. Questa carenza di democrazia ha lasciato lo sviluppo di Savona in mano a pochi privati o meglio alle lobbies forti che hanno determinato il progetto Bofill.

Altri punti importanti del programma sono: l'allargamento della zona pedonale per rendere più vivibile la città, Savona si presta ad avere una zona pedonale più grande di quella che attualmente ha; la questione della mobilità sia dal punto di vista delle merci tramite il collegamento del porto con l'entroterra, il Piemonte e la Svizzera rafforzando la rete ferroviaria, sia dal punto di vista delle persone. Franco ZuninoSavona è in una situazione drammatica: chi viene da levante (Albissola, Celle, Varazze) impiega troppo tempo per arrivare nel Capoluogo. Secondo noi si dovrebbe pensare ad una soluzione analoga a quella che le ferrovie hanno realizzato nel tratto Voltri-Genova dove è stata realizzata una linea metropolitana con frequenze molto alte, possibile anche per il collegamento con la Val Bormida, oppure ripensare alla soluzione della metropolitana leggera. Savona ha perso purtroppo 20 milioni di euro (40 miliardi di Lire) per la propria inattività rispetto a questo progetto.

Altre questioni fondamentali nel nostro programma sono quelle di carattere sociale. Savona era considerata, alla fine degli anni settanta e all'inizio degli anni ottanta, una delle città più avanzate in campo sociale soprattutto per l'assistenza domiciliare, ora è una delle realtà peggiori non solo per colpa proprie, ha risentito ovviamente delle politiche regionali e nazionali che hanno tagliato risorse in questi settori, ma non c'è dubbio che il Comune ci ha messo del suo. Pensare di risolvere queste carenze come la Giunta pensa di fare, su suggerimento della Regione, con dei finanziamenti, degli assegni alla famiglia è una soluzione che noi non accettiamo, perché significherebbe smantellare le strutture dei servizi sociali, significherebbe dire alla famiglie "arrangiatevi". Magari per il primo anno c'è l'assegno, per il secondo pure e fra due anni potrebbe non esserci e una volta smantellati i servizi è difficile tornare indietro.

Altre questioni molto importanti per Savona sono: il rafforzamento dell'Università che può dare degli impulsi sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista culturale a questa città; le tematiche ambientali dalla già citata pedonalizzazione a interventi mirati al risparmio energetico a cominciare dagli edifici comunali pensando ad installare dei pannelli solari o sensibilizzare gli stessi privati ad una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi energetici e più complessivamente l'Amministrazione Comunale deve intervenire rispetto all'inquinamento elettromagnetico e all'esclusione dalle mense scolastiche e comunali dei cibi contenenti Organismi Geneticamente Modificati (OGM).

Queste in estrema sintesi le proposte di Rifondazione Comunista.

Abbiamo parlato del porto e dei trasporti. Cosa pensa Rifondazione sia del Progetto della Margonara, sia del trasporto tramite i "vagonetti", che poche settimane fa hanno subito un tentativo di sabotaggio. Questioni in fondo collegate visto che il progetto del porto turistico prevede lo spostamento della struttura dei "vagonetti".

Il Progetto della Margonara è un piano che noi avversiamo, un progetto sbagliato per molti motivi. Questo fantomatico porticciolo turistico all'imbocco del porto commerciale va a contrastare l'utilizzo del porto stesso, ma non è solo questo. Esiste un problema ambientale. L'area in questione è una delle poche non sfruttate tra Savona ed Albissola, un'area che ha un certo significato per gli stessi abitanti, basti pensare al legame con lo soglio della "Madonetta", inoltre i porti comportano delle modifiche al litorale e per la zona potrebbe verificarsi un cambiamento dell'arenile del litorale che rappresenta un fonte di ricchezza non da poco per Albissola. Oltre ai problemi commerciali e ambientali ne esiste uno serio legato alla viabilità tra i due Comuni (Savona ed Albissola Marina) infatti, Franco Zuninooltre ai problemi di transito già citati, si andrebbe ad aggiungere il traffico portato dal porticciolo. Infine c'é da domandarsi se serve davvero un porto turistico a poca distanza da quello di Savona, che potrebbe essere esteso nella parte del vecchio porto, e quello di Varazze che sarà notevolmente ampliato.

Nonostante tutto questo è però diffusa l'idea di fare un porticciolo turistico praticamente in ogni comune, dimenticando che l'esperienza ci insegna che spesso queste aree si trasformano in veri e propri parcheggi di barche senza portare ricchezza ne in termini occupazionali, ne in termini economici.

Per quanto riguarda le funivie lo spostamento sugli alti fondali diventa necessario ed importante perché permette di salvaguardare questa azienda dal punto di vista dell'occupazione, cosa che sarebbe di per se apprezzabile; inoltre c'è da considerare l'aspetto legato all'ambiente. Come noto la maggior parte delle merci dal porto di Savona vengono trasportate via gomma, visto che non esiste un collegamento vero e proprio con la ferrovia, quindi il trasporto con i "vagonetti" rappresenta un'alternativa credibile all'uso di camion e TIR.

Un altro problema sotto gli occhi di tutti e quello del vecchio Ospedale San Paolo. Qual è il tuo parere?

Purtroppo per il vecchio Ospedale sono passati altri quattro anni senza fare niente. Si doveva e si poteva trasferire nell'edificio l'Università per averla al centro della città. Sarebbe stato molto utile sia per le prospettive di sviluppo economico sia dal punto di vista culturale.

Un altro utilizzo interessante sarebbe stato quello di portare nel vecchio San Paolo il Palazzo Comunale visto che nell'attuale sede non ci sono tutti i servizi del Comune (ad esempio i servizi relativi ai tributi e i vigili urbani) perché il palazzo è troppo piccolo. Questo si poteva fare, e si può fare, vendendo l'attuale Municipio e con il ricavo della vendita rimettere in sesto l'edificio del vecchio Ospedale.

Oggi si sta andando in un'altra direzione grazie all'intervento dei privati, che non necessariamente deve essere demonizzato, ma a nostro avviso si doveva conservare l'utilità pubblica del palazzo.

Per le frazioni quali sono le proposte di Rifondazione?

Per le frazioni e per tutte le zone periferiche in questi anni non c'è stato un grande interesse da parte dell'Amministrazione Comunale, infatti, la maggior parte degli interventi della Giunta uscente sono stati interventi di "abbellimento della città" che hanno perlopiù interessato il "salotto" di Savona lasciando le periferie abbandonate a se stesse. Grazie a questa politica le carenze presenti in molti settori dall'illuminazione alle fognature sono rimaste irrisolte. Noi crediamo importante sia fare interventi di opere pubbliche, sia trovare il modo di rivitalizzare le periferie della nostra città.

Tornando al Progetto Bofill quali sono le proposte di Rifondazione Comunista per risanare l'area in questione?

Franco Zunino durante l'intervista
foto di Andrea Petronici
Un'area fondamentale per lo sviluppo della città, come quella attorno alla vecchia darsena, merita un concorso internazionale di idee legato agli indirizzi dettati dall'Amministrazione Comunale (che detiene la maggior parte delle aree) per creare e sviluppare attività di carattere commerciale e di carattere turistico invece di realizzare un intervento come quello del Piano Bofill sproporzionato per la città: si parla di insediamenti per 1200 nuovi abitanti che per una città di 60000! Senza considerare che il progetto è vecchio dal punto di vista delle scelte urbanistiche infatti oggi difficilmente si parla grattacieli.

Il Progetto Bofill, oltre a essere sproporzionato, è poco utile per la città: infatti se le attività turistiche e commerciali hanno una positiva ricaduta economica, la costruzione di volumetrie residenziali, di seconde case, come previsto dal piano, non portano una grande ricchezza al di là di chi li costruisce o di chi investe sul "mattone". Una scelta fatta negli interessi dei promotori della proposta e non per gli interessi della città e dei cittadini. Criticare il Progetto Bofill non significa però lasciare le cose come sono, si poteva trovare una soluzione diversa.

In conclusione...

Un'altra Savona è possibile ed insieme ai cittadini vogliamo costruirla.

Andrea Petronici
Marco Ravera
Savona - 20 Maggio 2002