E’ di oggi la notizia che un’altra azienda nel savonese si avvia alla chiusura totale delle proprie attività. La storica fabbrica di saponi “Gavarry”, che un tempo aveva sede ad Albisola e che poi si era trasferita nel quilianese, ha deciso di avviare la procedura di fallimento. Un fallimento “consensuale” che per lascia 34 dipendendi a casa e che inasprisce ulteriormente la crisi già devastante dell’industria savonese.
Nemmeno la cassa integrazione straordinaria può essere considerata un atto che attenua la già precaria situazione dei lavoratori e delle lavoratrici.
Il marchio “Gavarry” era diventato nei decenni un sinonimo di quaità per l’industria dei saponi e poi anche per quella dei cosmetici.
La Cgil denuncia una situazione di gestione disastrosa, fatta di errori manageriali e di mancate possibilità di vendita: mancate – sempre secondo i dirigenti della Filctem Cgil per una non volontà di cedere l’azienda a possibili compratori.
Un’azienda che era arrivata ad impiegare fino a 70 lavoratori e che, ultimamente, aveva ridotto il comparto di lavoro a meno della metà.
Rifondazione Comunista è solidale con i lavoratori e le lavoratrici della Gavarry costretti da queste non-scelte aziendali ad affrontare una situazione priva di qualunque sbocco positivo per un futuro che ora diventa più incerto che mai.

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