Il tormentone dell'estate pare essere il jackpot e le cifre record fatte segnare dal superenalotto. Non c'è crisi, non c'è precarietà, non c'è emergenza occupazionale, pare sia il messaggio
dei media, tutto sta andando nel migliore dei modi! Il sogno italiano e berlusconiano dell'ottimismo è rappresentato proprio da questo! L'importante è che la notizia della probabile vincita record tenga l'attenzione per il maggior tempo possibile. Il volume delle giocate e il monte premio cresce! Quale migliore dimostrazione dell'assenza assoluta della crisi?
Che il volume del denaro speso nel gioco, e nel gioco d'azzardo in particolare, sia direttamente proporzionale alla condizione di crisi di un paese e dei suoi cittadini, è un fatto acclarato e dimostrato; ma mai come in questo caso la cosa è funzionale in modo direttto al messaggio governativo di benessere e ottimismo.
Giovedì 20 agosto gli italiani hanno giocato 125 milioni di combinazioni. Hanno speso 62,5 i milioni di euro nella caccia del sogno che risolverebbe definitivamente le loro tribolazioni quotidiane. Sempre ad agosto le giocate hanno superato quota 400 milioni di euro, crescendo di circa il 145% rispetto allo stesso mese del 2008. Da febbraio ad agosto la spesa degli italiani nel jackpot è stata di 1,873 miliardi di euro, un affare soprattutto per le casse dello Stato, visto che, in 84 concorsi di assenza del "6", l'erario ha incassato circa 927 milioni di euro.
"Italiani giocate!", pare dire Silvio, "intanto io penso alle cose serie": al taglio delle pensioni, all'aumento dell'età pensionabile, alla deriva fascistoide dello Stato e del suo ordinamento. Dell'aumento dei lavoratori in cassa integrazione, della precarizzazione del lavoro, della mancanza di prospettive lavorative per i giovani, del taglio della scuola e della sanità non frega nulla a nessuno!
Mercoledì 19 agosto Il Sole 24 Ore pubblicava i dati di una evasione ed elusione fiscale di 3,3 miliardi di euro. Intanto il decreto attuativo della riforma scolastica targata Tremonti-Gelmini conclama 44.000 esuberi del personale ATA che saranno lasciati a casa poichè già precari. Uninoncamere pubblica uno studio secondo il quale gli italiani sono sempre più in difficoltà: nei primi sei mesi del 2009 sono risultati più insolventi e per cifre più consistenti rispetto al recente passato. I debiti non onorati sono aumentati sia nel numeroIl Ministro Giulio Tremonti (+5,2% complessivamente) sia negli importi (+12,7%), portando il monte degli impegni non onorati tra gennaio e giugno a superare il tetto dei 2,2 miliardi di euro. In valore assoluto, le regioni dove più si concentrano le mancate promesse di pagamento sono Lombardia, Lazio e Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 422, 399 e 334 milioni di euro. Insieme, queste prime tre regioni raccolgono il 52% dell'insoluto nazionale nel semestre! Ma queste cose sono solo un'invenzione dei comunisti di turno, che come al solito denunciano una realtà inesistente!
L'importante è che 1 su 50 milioni di italiani ce la faccia a risolvere i suoi problemi magari con il contributo di tutti, meglio ancora se quello si chiama Silvio!
Furio Mocco
Responsabile Lavoro PRC Savona
Carcare - 22 Agosto 2009