Attacco a via Nizza, parte II: la RSA che non s’ha da fare

Il lungomare di via Nizza ancora una volta sotto attacco da parte dell’amministrazione di centrodestra che governa il Comune di Savona: dopo il tentativo di portare i Bagni “La Playa” alle Fornaci, modificando l’attuale piano di rifacimento della passeggiata che interessa tutta la zona costiera dalla SMS Serenella fino a Zinola, si è fatta avanti la proposta dell’edificazione di una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) da 120 posti letto, 22 posti per la riabilitazione, più 8 locali da adibire ad alloggio protetto e foresteria.

Secondo Sindaco e assessori leghisti si tratterebbe di una operazione di qualificazione per la città, un incentivo per il lavoro, un elemento di decoro persino urbano. In realtà le ombre sono tante e le luci poche: non è fuori luogo la considerazione emersa in sede di Commissione consiliare, secondo cui queste operazioni finiscano poi per essere col tempo altro rispetto alla loro destinazione di partenza.

L’impatto con l’ambiente non è affatto secondario, se si considera lo stato attuale di via Nizza che è, e rimane, uno dei luoghi della città più appetibili per l’edificazione di strutture che affaccino direttamente sul mare, giovandosi così di un plusvalore preventivo che non può essere contemplato dalle progettazioni e dai regolamenti, ma che invece è ben chiaro a chi vuole costruire e poi vendere.

L’opposizione intera e parte della maggioranza hanno bocciato la proposta di edificazione della RSA. Gli unici rimasti a sostenerla, i consiglieri della Lega.

Marco Ravera, consigliere comunale di Rete a Sinistra ha dichiarato a questo proposito:

«Credo che la campagna elettorale danneggi anche la discussione interna al Comune. Pongo però una domanda: la città di Savona ha bisogno di un edificio di quasi 29mila metri cubi sul mare, con una successiva variante al PUC che prevede oggi servizi pubblici e un cambio che prevederà servizi privati?

La mia risposta è “no”. Se una città, piccola o grande che sia, vede nella creazione di RSA il proprio futuro, quella città non se la passa benissimo. Inoltre, che tutto ciò appaia come une grande occasione di espansione per Savona, vuol dire che è finita davvero».

RED.

Savona, 19 luglio 2021