La bocciatura del quesito referendario per l’abrogazione delle norme che hanno cancellato l’articolo 18 è una pessima notizia non solo per la Cgil che ha raccolto le firme, ma anche e soprattutto per tutte le persone che con questa richiesta di referendum chiedevano un cambiamento di rotta radicale ed un ritorno ai diritti tanto faticosamente conquistati nei decenni passati.
Aspetteremo le motivazioni della Corte Costituzionale (peraltro guidata da persone non troppo filo-mondo del lavoro come Giuliano Amato), ma non sfugge naturalmente quella sottile linea (non rossa) che collega questa bocciatura con la recente sentenza della Cassazione che giustifica i licenziamenti per aumentare i profitti.
Con queste linee politiche ed economiche intere generazioni saranno costrette a lavorare senza vere tutele e alla mercé dei tanto agognati profitti di pochi creati sullo sfruttamento dei tanti.
“Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro”, cantava Franco Battiato. Parole mai così vere come oggi.
Rimangono comunque i quesiti sui voucher e sulla responsabilità in materia di appalti. E su questi dovremmo concentrarci, sempre che non spuntino fuori altri trucchetti per svuotare ulteriormente il referendum. La sconfitta del 4 dicembre brucia ancora, e un’altra batosta non potrebbero davvero permettersela.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

11 gennaio 2017

foto tratta da Wikipedia