Addio a Nadia Ravera, la “compagna gentile”

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Nadia Ravera, terza da sinistra, con le compagne di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani nel 2010 alla presentazione della lista della Federazione della Sinistra

A volte il caso è beffardo, quasi surreale. In un volantinaggio stamattina a Lavagnola, mentre ero nella piazzetta del quartiere savonese, si avvicina ad un negozio un signore in sella ad una bicicletta e dice al proprietario: “Ti ricordi di Nadia?”. Risponde l’altro: “Nadia chi?”, e di rimando: “Nadia Ravera”.
Allora mi fermo con la mente e con l’orecchio teso ad ascoltare: “Sì, Nadia Ravera, l’ostetrica…”. E, così, vengo a sapere che poche ore prima la nostra compagna di Vado Ligure se ne è andata per sempre.
Nadia Ravera l’ho conosciuta molti anni fa: per me era la “compagna gentile”, sempre pacata nei suoi ragionamenti, riflessiva e disponibile ad ascoltarti a lungo.
Nadia era ostetrica alla Asl 2 del Savonese. Un mestiere che ha fatto con passione per tanti anni. Così come ha amato l’attività politica, le sue compagne e i suoi compagni di Vado Ligure con cui si vedeva costantemente nelle riunioni del direttivo di circolo.
Aveva partecipato a qualche tornata elettorale anche da candidata ma senza alcuna pretesa, così con la semplice gentilezza di offrire sé stessa per aiutare Rifondazione Comunista a crescere, a rimanere un soggetto vivo anche a Vado Ligure.
Con Nadia abbiamo fatto molte iniziative, alcune delle quali in tema di sanità e di stato sociale. Il suo impegno su questo fronte si coniugava benissimo con una parte del suo lavoro: far nascere delle vite, curarle.
Nadia ci mancherà tantissimo, così come continuano a mancarci tutte le compagne e i compagni che se ne sono andati in questi anni.
Pochi giorni fa abbiamo salutato Raffaele Murru, uno storico compagno sempre di Vado Ligure, sempre di Rifondazione Comunista.
Oggi salutiamo Nadia, con immensa commozione e rivolgiamo alla sua famiglia le più sentite condoglianze di tutto il Partito.
Ciao Nadia cara, sia anche per te lieve quella terra dove hai vissuto con dolcezza, gentilezza e con la bella semplicità dell’essere comunista in un mondo sempre più ostile, feroce e per questo da cambiare radicalmente.

MARCO SFERINI

22 maggio 2015

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