Il binario “mobile” dei macchinisti di Trenitalia

Vinschgerbahn

Dai lavoratori del settore trasporto merci di Trenitalia giungono voci sempre più preoccupate. Ad alcuni macchinisti e ad altri operatori dell’impianto Cargo di Savona (ma anche di Genova e Novi S. Bovo) è già stato comunicato il trasferimento verso il deposito di Milano Smistamento ed altri del Nord Italia.

Al di là delle considerazioni sul trasferimento forzoso di lavoratori con famiglia e figli piccoli ed al carico aggiuntivo di spese che questi andranno a subire, ci si chiede come si possa proseguire sulla linea di dismissione del trasporto merci su ferrovia, che tra l’altro prosegue ormai da anni. Da fonti interne al sindacato il progetto prevede la strutturazione, sull’intero territorio nazionale, di soli cinque impianti Operativi Cargo (Milano ‐ Genova ‐ Verona ‐ Bologna ‐ Marcianise), i quali si occuperanno prevalentemente di programmazione e gestione del personale di condotta e dei mezzi di trazione. Mentre, per quanto concerne il settore manutentivo, il progetto prevedrebbe l’eliminazione dell’officina manutenzione locomotori di Genova.

Come si può pensare di chiudere siti come Savona, sapendo di incidere ancora più negativamente su una situazione occupazionale ormai allo stremo? L’amministrazione regionale non si preoccupa del trasporto merci; come d’altronde si è mossa a tentoni anche sul versante del trasporto delle persone e dei pendolari in particolare. Anche il fatto che il contratto di servizio della Regione Liguria per il Trasporto Regionale sia stato prorogato a gennaio scorso di soli sei mesi (sarà in scadenza nel prossimo giugno) fa ben comprendere come la situazione del lavoro dei ferrovieri e dei lavoratori degli appalti ferroviari sia a forte rischio.

Come sempre lo scotto più grande sarà a carico dei lavoratori, mentre le colpe sono in capo a chi non è stato in grado di creare alternative valide e programmazioni coerenti. È forse colpa dei lavoratori se non si pensa mai, né a livello aziendale né a livello di amministrazioni locali, ad una vera linea di programmazione, e si prosegue invece a “spot” che inseguono l’interesse transitorio e velleitario?

L’economia del Paese e dei Porti non può prescindere dal trasporto ferroviario, che garantisce uno sviluppo armonico ed a basso impatto ambientale della provincia di Savona e dell’intera regione. Chiediamo certezze sulle priorità del futuro e garanzie per l’occupazione ed il salario, che siamo certi possano essere assicurate soltanto da un progetto di crescita a cui tutta la comunità ligure deve portare il suo contributo e su questo attendiamo delle risposte.

MARCO RAVERA
candidato “Rete a Sinistra” Circoscrizione di Savona

14 maggio 2015

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