Lo sfruttamento che ti strappa la vita: a Vado Ligure l’ennesima morte sul lavoro

Apprendiamo con grande dispiacere dell’incidente mortale avvenuto a Vado Ligure, all’interno delle ex aree di Tirreno Power. Un operaio di un’azienda specializzata in montaggio e manutenzione è stato schiacciato da un peso durante le operazioni di manutenzione di un serbatoio.

Una notizia, nella sua drammaticità ancora più rilevante per la vicinanza territoriale, non nuova purtroppo alle cronache di questi anni. Se non si è in presenza di incidenti mortali, comunque ci si trova davanti a gravi ferimenti e l’incidenza di tutto ciò va ad accrescere sempre più il numero dei lavoratori che “sopravvivono” al loro lavoro.

Ancora nel 2020 molte categorie lavorative, specie quelle che lavorano in sub-appalto, rischiano di far parte del tragico elenco delle morti bianche o di mutilazioni.

Dalla fine della fase 1 della pandemia, dopo la riapertura, sono già 25 i morti sul lavoro…

In questo spietato ricatto dettato dalle condizioni sempre più aggressive di un mercato del lavoro piegato alle regole dello sfruttamento, è necessario avere protocolli della sicurezza molto severi. Si può lavorare per vivere, non morire per lavorare!

Rifondazione Comunista, che da sempre denuncia lo stillicidio delle morti sul lavoro, esprime anche in questa triste occasione la vicinanza alla famiglia del lavoratore deceduto a Vado Ligure.

FABRIZIO FERRARO
Segretario Provinciale Rifondazione Comunista – Savona

21 luglio 2020

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