Un fronte comune per salvare la scuola pubblica

In questi mesi di crisi sanitaria, la scuola ha reagito all’emergenza. Gli studenti, le loro famiglie, i docenti e tutto il personale ATA, insieme ai dirigenti, hanno fatto fronte comune cercando di salvare il salvabile data la situazione.

La confusione è stata tanta e lentamente, nonostante dal Ministero dell’Istruzione arrivassero indicazioni scarse e confuse, la didattica a distanza è riuscita a tappare quella che poteva essere una pericolosa falla. Superata l’emergenza vera e propria, è imprescindibile poter arrivare a settembre preparati, senza continuare ad improvvisare.

Quello che attualmente sta prospettando il governo è insufficiente, perché innanzitutto non vi sono linee guida chiare sul rientro a scuola. E in secondo luogo non sono accettabili i numeri riguardanti le proposte per l’assunzione del personale, che di per sé sarebbero già stati insufficienti in un periodo di normalità.

Ancora una volta i docenti precari con più di tre anni di servizio vengono beffati, saranno nuovamente assunti a tempo determinato, nonostante ci siano migliaia di posti vacanti.

Il tempo stringe. Servono decisioni urgenti per rendere possibile una programmazione adeguata che assicuri le attività in presenza. La scuola non è solo nozioni, è soprattutto socialità. Si impara con gli altri, con la discussione, con il confronto e anche con la critica. Ma insieme, non da soli.

Affinché tutto questo accada, sono necessarie molte risorse umane ed economiche. Le scuole pubbliche devono essere un luogo sicuro per gli studenti e per il personale; per questo devono esserci chiare disposizioni e finanziamenti adeguati.

Per tutte le ragioni espresse, sosteniamo la giornata di agitazione della scuola promossa da sindacati. L’istruzione è un dovere inderogabile dello Stato e come tale deve essere sempre più sostenuto.

FABRIZIO FERRARO
Segretario Provinciale Rifondazione Comunista – Savona

LICIA CESARINI
Responsabile provinciale Scuola

Savona, 6 giugno 2020

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