Cultura dell’archeologia o archeologia della cultura?

In questi tre anni e mezzo, come Rete a sinistra abbiamo più volte affrontato il tema della cultura savonese con particolare riferimento ai musei cittadini (inclusa, tra l’altro, la richiesta di convocazione di una seduta monotematica della Commissione competente).
Nel prossimo Consiglio comunale torneremo sull’argomento grazie all’interpellanza che pubblichiamo di seguito e che, ripercorrendo la storia recente, chiede alla Giunta cosa intenda fare per la gestione del Museo Archeologico, l’attuale a titolo gratuito a cura dell’Istituto di Studi Liguri scadrà il 31 marzo 2020, e più in generale quale prospettive per i musei civici.

MARCO RAVERA
Consigliere comunale Rete a sinistra – Savona

Savona, 18 dicembre 2019


GRUPPO CONSILIARE “RETE A SINISTRA – SAVONA CHE VORREI”
COMUNE DI SAVONA

INTERPELLANZA
(ai sensi dell’art. 29 del Regolamento del Consiglio Comunale)

Oggetto: Museo Archeologico e musei savonesi

PREMESSO

  • che il Museo Archeologico viene aperto nel 1990 quale frutto delle ricerche archeologiche condotte nel complesso del Priamàr dal lontano 1956 e tutte realizzate a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri;

  • che l’Amministrazione di allora (sindaco Marengo) ritenne importante dotare la Città di un Museo che conservasse e valorizzasse i reperti rinvenuti negli scavi documentando, di conseguenza, le nuove acquisizioni sulla storia di Savona;

  • che i rapporti tra Comune e Istituto di Studi Liguri fino al 2015 sono stati regolati da convenzioni, precedute da affidamenti diretti o gare di appalto;

  • che nel 2013 l’Amministrazione preferì l’affidamento diretto, in modo che l’Istituto provvedesse all’impegnativo lavoro di allestimento del piano superiore, nell’ambito del Progetto europeo Accessit;

  • che nel 2015 si sia proceduto, invece, a una gara il cui esito venne annullato dal TAR e, in successiva istanza, anche dal Consiglio di Stato;

  • che dopo alcune proroghe temporanee, nell’ottobre 2016 l’Amministrazione comunale ha deciso di chiudere il Museo archeologico giustificandosi con mancanza di fondi;

  • che a seguito di tale decisione il personale altamente qualificato che lavorava nel Museo, principalmente nella didattica e nella ricerca, è stato licenziato;

  • che tale decisione arrivò in contemporanea all’attestato, da parte della Commissione nazionale del “Premio Francovich” (docenti universitari, funzionari del Mibact e dell’ICOM, sotto la presidenza del prof. Giuliano Volpe, in quel momento Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali), che definì il Civico Museo savonese la “migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti”;

  • che il Museo archeologico si aggiudicò, agli inizi del 2017, il secondo posto della sopracitata selezione;

  • che in virtù di questo e altri riconoscimenti l’Istituto non accettò drastica e mortificante soluzione di chiusura, proponendosi di gestire il Museo a titolo gratuito. Disponibilità “concessa” dal 15 dicembre, data di riapertura del Museo;

  • che nel 2017 venne emesso un bando per una gestione gratuita del Museo, cui partecipò il solo Istituto di Studi Liguri e che scadrà il 31 marzo del 2020;

  • che il Museo archeologico è uno dei tre musei civici di Savona, ma l’unico escluso da ogni forma di finanziamento comunale;

  • che gli introiti dei biglietti vengono utilizzati per le spese di gestione, dal momento che l’Istituto, in quanto Onlus, non deve ricavare utili;

  • che sia impiegata una sola persona par-time, mentre tutto il personale impegnato nella ricerca e nella gestione del Museo è costituito da volontari e ricercatori dell’Istituto;

  • che nel 2019 gli introiti, anche grazie ai turisti delle navi crociera e alle ripetute aperture straordinarie, supereranno i 20.000 euro, cifra importante, ma assolutamente insufficiente per la gestione di un Museo, soprattutto pensando a quanto si potrebbe realizzare per una sua ancor più efficace valorizzazione (realtà aumentata, touch screen, QR code, ecc.);

PREMESSO

Che si reputa oggi urgente un dibattito che affronti una visione globale dello stato della cultura a Savona per quanto riguarda i musei civici e le relative competenze del Comune.

SI INTERPELLANO IL SINDACO E LA GIUNTA

  • per conoscere cosa intendono fare alla scadenza del 31 marzo 2020 riguardo al Museo Archeologico;

  • per conoscere altresì cosa intendono fare per gli altri musei savonesi, facendo presente che:

    • il Museo Pertini/Cuneo è aperto 2 ore in settimana il martedì dalle 11 alle 13;

    • la Pinacoteca civica, dotata di notevoli eccellenze per quanto riguarda il 400/500, dal pensionamento della direttrice, non ha un direttore scientifico indispensabile per la tenuta della qualità culturale di un museo;

    • la prestigiosa collezione Milani/Cardazzo non è una donazione ma un prestito di cui non si conosce quale sia il termine;

    • annesso al Museo della Ceramica è stato ricavato un ristorante che appare chiuso da mesi, per il quale è difficile prevedere un futuro di successo data l’ubicazione in città e le caratteristiche di una città come Savona.

MARCO RAVERA
Gruppo Consiliare “Rete a sinistra – Savona che vorrei”

Savona 10 dicembre 2019

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