Cronaca di un congresso pieno di voglia di essere veramente alternativi

VERSO ITACA
Così tutto questo è compiuto; ma ora tu ascolta
come io ti parlo: te lo rammenterà ancora il dio.
Alle sirene prima verrai, che gli uomini
stregano tutti, chi le avvicina.
Chi ignaro approda e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la sposa e i piccoli figli,
tornato a casa, festosi l’attorniano,
ma le sirene col canto armonioso lo stregano,
sedute sul prato…“.

Così Omero descrive il racconto che Circe fa ad Odisseo pronto a riprendere il mare e con sulla via la tentazione rappresentata dal canto di esseri mitologici, metà donne e metà pesci. Le lusinghe delle sirene sono la tentazione per antonomasia e sono anche la metafora perfetta per introdurre questa cronaca del X Congresso provinciale di Rifondazione Comunista che, dopo le esperienze di alleanze col centrosinistra durate fino all’ultima legislatura in Comune a Savona e quelle a livello nazionale terminate con il secondo governo Prodi, ha deciso di mettere la parola fine all’incanto delle sirene del compromesso forze politiche che avevano alla base del loro agire i disvalori del libero mercato temperato, addolcito da riforme di struttura alla base di un nuovo progetto di centrosinistra che pare risvegliarsi in questi tempi di grande confusione politica.

Si apre così il congresso, con una relazione del segretario provinciale uscente Fabrizio Ferraro che riprende le tematiche internazionali, per inquadrare il percorso politico attuale, scende su quelle nazionali e sui rapporti a sinistra per finire con una lunga disamina sulle attività provinciali di Rifondazione Comunista. Non ci dilunghiamo nel riassumervi la relazione: se avete tempo e voglia potete leggerla cliccando qui. Evidenziamo che è una analisi completa, che non tralascia nulla di quanto il PRC è riuscito a fare negli ultimi tre anni di vita politica, nell’epoca della piena crisi tra cittadini e rappresentanze istituzionali, nel turbine vorticoso della disaffezione per la “cosa pubblica”, nello smarrimento generale che si avverte quando si parla di rapporti tra concretezza, idee e ideologie.

La relazione di Ferraro viene accolta con soddisfazione praticamente da tutti gli ospiti che portano il saluto al X Congresso: la segretaria provinciale della CGIL, Giulia Stella, apprezza l’impegno di Rifondazione sul fronte referendario, la volontà di partecipare appieno ad una campagna per la difesa del lavoro nei diritti più elementari attaccati con la politica dello sfruttamento mediante i “voucher“. Si richiama al dramma della disoccupazione giovanile e alla crisi che investe anche il savonese: osserva che grandi opere come la piattaforma della Maersk a Vado Ligure sono ormai necessarie per evitare nuovi riversamenti di disoccupati sul territorio. Sarà questo ultimo della Maersk uno dei temi maggiormente criticati dai Verdi (il cui saluto è stato portato da Mauro Brunetti) e da Daniela Pongiglione, consigliera comunale di “Noi per Savona“.

Walter Sparso, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, ci riporta alla poco edificante realtà attuale del progressismo dello Stivale: abbiamo davanti a noi un lavoro di ricomposizione di tutto un mondo divenuto politicamente e socialmente residuale. Praticamente una sinistra frammentata, non utile e che può ritrovare slancio solo con una forma federata. Le tante piccole identità che oggi esistono non esprimono il vero valore della sinistra e le sue proposte di tutela delle fasce più indigenti della popolazione.

Stefano Nasi, a nome del Comitato provinciale dell’ANPI, mette l’accento ovviamente sui valori dell’antifascismo che vengono sempre più messi in discussione da forze politiche e da sentimenti socialmente diffusi di ricerca dell'”uomo solo al comando”; un ritorno alla necessità della forza della politica piuttosto che della politica forte, in un momento in cui la crisi economica attanaglia i portafogli e le vite dei ceti più deboli e offre terreno fertile ai populismi e alla xenofobia per provare ad aprirsi varchi che difficilmente avrebbero altrimenti.

Riprende questi richiami alla conservazione della memoria dentro ad un contesto di fattiva esplorazione del passato calata nel presente, soprattutto delle giovani generazioni, la segretaria provinciale dell’Associazione Nazionale Ex deportati nei campi di concentramento nazisti (ANED), Maria Bolla Cesarini che ricorda come proprio l’11 marzo di tanti, tanti anni fa un gruppo di 700 persone veniva deportato verso una “destinazione ignota”: quella destinazione si chiamava Mauthausen e lì trovarono la morte la maggior parte di quegli uomini e quelle donne finite nelle mani delle SS e dei fascisti. Sul terreno strettamente attuale, la segretaria dell’ANED afferma che la “qualità” della forma-partito è ancora un valore da riconsiderare, perché esprime una comunità forte, coesa, molto differente dal semplice “movimento” che è disomogeneo e che si può comporre e scomporre a seconda dei tempi, dei casi e delle circostanze. Un passaggio che viene apprezzato dal Congresso.

Anna Traverso, portavoce insieme a Marco Lima di Rete a Sinistra (il soggetto locale che unisce Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Possibile, PCI e società civile e che ha espresso alle ultime elezioni comunali una rappresentanza in Consiglio comunale nella persona di Marco Ravera, segretario regionale del PRC) relaziona, nel suo saluto, sull’attività consigliare svolta negli ultimi dodici e più mesi: dal problema del buco di bilancio del Comune ai tagli al sociale che il centrodestra sta portando avanti. L’attività di Rete a Sinistra e di Ravera si svolge in piena sintonia per fare una opposizione costruttiva e dura, spesso in collaborazione con Daniela Pongiglione, tanto alla giunta Caprioglio quanto alle larghe intese che spesso prendono corpo in seno al Consiglio comunale.

Ada Berta, a nome dell’ARCI provinciale, esprime il ringraziamento a Rifondazione Comunista per la fattiva collaborazione “su strada”, nel venire incontro ai bisogni dei più deboli: dalla collaborazione tra ARCI e PRC nel Gruppo di accoglienza contro il razzismo e la discriminazione fino alla raccolta di oltre 700 coperte per i senza tetto durante l’inverno che si sta per chiudere, particolarmente freddo e fonte di disagio per coloro che vivono e dormono per strada. Un trittico, ARCI, Rifondazione Comunista e Comunità di Sant’Egidio, ha lavorato spontaneamente e unitariamente per aiutare senza troppo clamore chi aveva bisogno e chi continua ad averne.
Una intesa che è destinata a continuare e a rafforzarsi, perché Rifondazione si ripromette di ripartire dal basso, dagli ultimi della società, da coloro che più patiscono i risvolti della crisi imposta dal capitale finanziario internazionale e portata avanti con le politiche liberiste dei governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni ora.

Giovanni Ferrando, ultimo ma non ultimo, porta i saluti, molto cari a tutte e tutti noi, della Società di mutuo soccorso di Cantagalletto con la quale esiste un rapporto privilegiato di reciproco sostegno, aiuto e impegno per concretizzare, come nel caso del Gruppo di accoglienza, la maggiore solidarietà possibile anche su progetti che varcano i confini italiani e sono rivolti a terre lontane, a sostegno di comunità che resistono e che assistono i disperati della terra.
Hanno inviato messaggi di saluto al congresso anche il Circolo di Savona di Italia-Cuba, Articolo 1 – Movimento Democratici e Progressisti, Possibile, Emergency ed Apertamente – Arcigay Savona. A tutti va il nostro ringraziamento veramente più sincero e caloroso.

I saluti esauriscono sempre la prima parte della giornata congressuale e, dopo una rifocillante pausa pranzo, i lavori proseguono con il dibattito interno. E’ la volta degli interventi delle delegate e dei delegati.

Prima di passare agli interventi vi offriamo una panoramica sul Congresso con questa galleria fotografica:

GLI INTERVENTI
A rompere il ghiaccio è Marco Sferini, responsabile provinciale organizzazione e tesseramento uscente: un intervento più legato alle tematiche locali dove si rimarca la necessità di valorizzare le singole specificità delle compagne e dei compagni in ogni ambito dell’attività del Partito. “A partire dalla festa provinciale per la quale deve essere costituita una specifica commissione che si occupi esclusivamente solo di questo importante evento, per sgravare il lavoro, suddividerlo e coinvolgere il maggior numero di militanti dimostrando che l’impegno non è solo una necessità ma, di più, è fare politica.

Sulle dinamiche nazionali, Sferini esclude che “Rifondazione possa trovare intese con chi oggi appoggia il governo Gentiloni anche solamente ‘di volta in volta’, ‘valutando caso per caso’: bene l’apertura ad una Sinistra Italiana che ha scelto di diventare finalmente alternativa senza se e senza ma al PD, ma il perimetro per la costruzione dell’alternativa alle tre destre che si fronteggiano nell’arena politica non può estendersi a tutto ciò che è “a sinistra” del PD. E’ questa una espressione molto vaga e che rischia di farci cadere nel politicismo e in sterili tatticismi che ci distruggerebbero.”. “Nessun isolamento – sostiene Sferini – ma la riproposizione, ancora una volta, del binomio “autonomia e unità” in un contesto, però, di sinistra antiliberista (e anticapitalista per quanto ci riguarda).”.

Pino Scagnolari del Circolo “Che Guevara” del Ponente, parla dei rapporti che da Finale Ligure ad Andora intercorrono tra politica e malaffare: “un tema molto sentito laddove sono scoppiate inchieste ancora oggi aperte e che hanno coinvolto ampi settori delle amministrazioni locali, imprenditoria e hanno così mostrato ancora una volta alla gente il lato oscuro di una commistione di interessi privati che la politica dovrebbe respingere.

L’alternativa che Rifondazione Comunista propone è non solo al quadro geopolitico generalmente inteso ma anche alle sue espressioni più tristemente concretizzatesi in tutti questi scandali e in una inaffidabilità manifesta di determinati ceti politici divenuti tali nel tempo.”.

Marco Parisi, da esterno al Partito, da amico e compagno vicino alle posizioni di alternativa che esprimiamo, ha gentilmente portato un saluto al congresso e ha parlato del problema della rappresentanza politica, ritornando sulle tematiche  di quella “residualità” della sinistra richiamate da Walter Sparso ad inizio congresso. Secondo Parisi, “per riaffermare un ruolo di classe della sinistra bisogna praticare nuove gestioni della politica, soprattutto del collegamento tra politica e società.”. A questo proposito muove al Partito una critica in merito: “deve  interfacciarsi maggiormente con i territori e con le realtà di base, con la gente comune. E’ necessario per rilanciare tanto i soggetti organizzati quanto le comunità locali impegnate nelle lotte per la difesa dell’ambiente, del lavoro, della salute.”.

Franco Zunino, già consigliere comunale savonese e assessore regionale all’ambiente, parla di una situazione drammatica per la sinistra oggi in Italia. “L’avanzata dei populismi è frutto di una lotta impari: i poteri economici dominanti hanno mezzi che noi non abbiamo, afferma lo storico esponente pacifista di Rifondazione Comunista.

Un tempo esisteva una unità politica e sociale tra un grande partito che si richiamava al comunismo come pratica quotidiana, praticamente ovunque, un sindacato forte, classista, una rete sociale di rapporti costruiti a partire dai luoghi di lavoro per finire nelle società di mutuo soccorso.”.

“Oggi tutto questo non esiste più – afferma Zunino – ed esiste al suo posto una parcellizzazione del lavoro, una divisione del sindacato, una divisione ancora più marcata nel mondo del lavoro e del non-lavoro. In seno a questa crisi si sviluppano fenomeni come il “trumpismo” e il “lepenismo”: destre estreme che prendono il posto della sinistra nella rivendicazione dei diritti sociali attaccando quelli civili, contrapponendo poveri a poveri, sfruttati ad altri sfruttati.
Serve, pertanto, una sinistra unita nella pluralità dei soggetti che la andranno ad esprimere, un quarto polo che esalti ciò che avvicina ad un lavoro comune di alternativa a tutte le politiche liberiste in campo e il rispetto delle singole peculiarità.”.

Piera Barberis, tesoriera provinciale uscente, esprime condivisione sulla relazione “molto lunga” esposta dal segretario provinciale Fabrizio Ferraro e per l’intervento fatto da Marco Parisi: “interventi di esterni a Rifondazione vorrei vederne di più”, è il commento della storica amministratrice dei conti di Rifondazione e infaticabile organizzatrice della festa. “Ripeterò ciò che mi avete già sentito dire altre volte, ma tengo a dire che permane ancora oggi un mancato interesse delle compagne e dei compagni per le attività del Partito. E lo si vede anche dal Congresso di oggi. Di tutti gli iscritti, oggi sono giustamente presenti le delegate e i delegati e alcuni esterni. Avrei apprezzato una curiosità spontanea, sinceramente più forte per venire, una volta ogni tre anni, ad ascoltare le proposte del nostro Partito su ciò che intende fare nei prossimi anni. Esiste anche un problema che riguarda la comunicazione, l’informazione tramite i social network. Vanno utilizzati maggiormente ma la vita del Partito non si esaurisce su Facebook.”..

Un’ultima osservazione stigmatizzante, la battagliera tesoriera la dedica ad un tema a lei molto caro (aggiungiamo: a tutti noi dovrebbe essere caro): l’utilizzo della bella sede provinciale di via Urbano Rella, nel pieno centro città.

“Una sede grande, bella, che viviamo politicamente dal lontano 1998: ma oggi è molto poco utilizzata anche se quotidianamente aperta al pubblico e alle compagne e ai compagni iscritti e simpatizzanti. Noi svolgiamo le nostre segreterie, i comitati federali e sono contenta di apprendere che negli ultimi tempi sia frequentata da associazioni e forze politiche che hanno bisogno di un luogo dove ritrovarsi. Ma tutto questo non basta. Dobbiamo fare in modo che la sede della federazione provinciale di Rifondazione Comunista divenga la “casa di tutte e di tutti”, un po’ sull’esempio di ciò che è stato fatto a Torino e Como.”.

Agli interventi dei delegati si intervallano anche compagni simpatizzanti, come Giancarlo Oggero che, nel salutare i lavori del congresso, espone il suo pensiero sui rapporti a sinistra (“Troppe divisioni che vengono da lontano”) e  sui danni fatti, a suo tempo, da una certa sinistra che si è voluta definire tale (il PD) e che ha trasceso qualunque ruolo di protezione dei diritti sociali, di protezione del lavoro.

E’ la volta poi dei fondatori del Partito e anche un po’ della commozione: Pasqualina Rotondo del Circolo “XXV Aprile – Antonio Gramsci” di Vado Ligure e Quiliano ricorda quando Rifondazione Comunista aveva circoli strutturati in ogni parte della provincia e fa il paragone con l’oggi. “Stiamo vivendo una fase di stanchezza e disinteresse anche per la politica di palazzo ma soprattutto per le lotte che dovrebbero unire le coscienze dei lavoratori e delle lavoratrici. Noi non possiamo rinunciare ad essere comunisti ma dobbiamo aprirci ad una politica di alleanze a sinistra che coinvolga più culture del progressismo. Dobbiamo essere protagonisti della costruzione di una nuova stagione di rivendicazioni: molto importante è stata la grande battaglia per il NO al referendum del 4 dicembre scorso.”.

Lina riprende qui un passaggio importante della relazione del segretario uscente, laddove si parla di un vero e proprio spartiacque che non può non intercorrere, d’ora in avanti, tra chi ha fatto la scelta di stravolgere la Costituzione con il SI’ e chi invece ha scelto di tutelarla appieno schierandosi per il NO. Una grandissima vittoria per cui Renzi afferma di aver “preso un brutto colpo” ed “essersi cosparso il capo di cenere”, ma intanto si esercita dalla fiera del Lingotto a tornare alla carica un po’ “Lincotto” (come titolava ieri “il manifesto”) per vincere le primarie e proporsi addirittura come “sinistra” che non cerca più accordi col centro…

Armando Codino, anche lui storico fondatore del PRC savonese, suscita in tutta la platea un grande applauso: sono momenti un po’ difficili per lui ma, nonostante alcuni problemi di salute, c’è, non manca al congresso del “suo” Partito. E prende la parola: “E’ importante per tutti, compagne e compagni, avere la voglia di confrontarsi, di discutere. E’ sempre una ricchezza per la nostra attività di Partito, per la nostra comunità.

Tutto questo sommovimento a sinistra deve essere da noi osservato con interesse e cautela. Non abbiamo molte altre possibilità: dobbiamo confrontarci, non dobbiamo escluderci dal dialogo con le altre forze politiche della sinistra.

Stiamo facendo un buon lavoro in Consiglio comunale dove, nonostante tutte le difficoltà affrontate, la pochezza delle nostre risorse economiche, siamo riusciti a mantenere una rappresentanza politica importante. Vi ringrazio per l’attenzione e vi auguro buon lavoro.”. E un secondo grande applauso parte spontaneo, ricco di occhi lucidi che accompagnano al suo posto un compagno che ha dato tanto al Partito e che continuerà ad essere presente nel seguire gli sviluppi delle attività d Rifondazione Comunista tanto a Savona quanto nel più vasto panorama italiano.

Tra i giovani, Alberto Sguerso è una presenza irrinunciabile: “Sono d’accordo con la relazione del segretario e la linea del Partito espressa dal documento 1. Vorrei citare un tema a me caro: noi stiamo svolgendo il nostro congresso a due passi da uno dei più importanti servizi offerti alla cittadinanza: l’asilo di Villapiana che, come tante altre strutture similari, rischia la chiusura per via dei tagli al sociale portati avanti dalla giunta di centrodestra.

L’opposizione di Rete a Sinistra in Consiglio comunale è stata, ed è tutt’ora, fortissima su questo terreno: un terreno di classe. Le forze della destra tagliano i costi del sociale, attaccano le strutture di base di una rete di garanzie che si fa sempre più esile e svolgono perfettamente il loro ruolo di classe.

Ciò che rammarica è che anche le forze che si definiscono ‘di sinistra’ o di ‘centrosinistra’ stiano facendo medesime politiche economiche a livello nazionale. Per questo dobbiamo riproporre in campo una sinistra di alternativa capace di essere il contraltare tanto al centrodestra classico quanto al PD renziano.”.

LE CONCLUSIONI
Dopo un breve intervento di Fabrizio Ferraro in qualità di “delegato” del Circolo di Savona, prende la parola il garante nominato dalla Commissione nazionale per il congresso. Noi pensavamo fosse uno che “veniva da lontano”, come papa Francesco, ed invece è Marco Ravera. Ci tocca lui perché in tutta Italia si stanno svolgendo decine di congressi provinciali e i membri del Comitato politico nazionale vengono mandati ovunque. Marco è nel Comitato politico nazionale, è di casa e quindi dove meglio che a casa si può cantarle alle proprie compagne e ai propri compagni!

Battute a parte, Marco apre il suo intervento ringraziando Fabrizio Ferraro per la sua relazione, per aver accettato di svolgere il ruolo di segretario due anni fa e per aver retto la federazione in un periodo oggettivamente non facile, Per nessuno.

“Un pensiero e un ringraziamento particolare va ad Armando Codino che, nonostante le difficoltà che gli impone la sua salute, oggi è qui con noi. A me sembra una dimostrazione di attaccamento al Partito che pochi danno: dovrebbe essere d’esempio per tutte e tutti noi. Armando c’è e, per questo, noi lo abbracciamo e lo ringraziamo ancora per tutto quanto ha fatto e continuerà a fare.

Viviamo in un’epoca in cui i totalitarismi si stanno risvegliando. Ne ha parlato molto bene, prima di me, Franco Zunino. Le destre più becere, razziste e xenofobe rialzano la testa in Europa e in Italia. Al centro dell’agire di queste forze politiche c’è la rivalutazione dei nazionalismi e la guerra tra i poveri: il nemico da combattere non è il padrone, non è il capitalismo, bensì il più povero che fugge dalle guerre e dalla fame e approda, se riesce a superare i rischi del viaggio, sulle coste italiane. Il problema è il migrante, è nuovamente chi è ‘diverso’ anche se come noi lotta per sopravvivere e trovare un futuro in questo mondo.

In questo contesto europeo e transcontinentale, il tentativo di Alexis Tsipras è stato importante: ma Syriza non ha conquistato il potere il Grecia. Ha solo vinto le elezioni. E’ cosa ben diversa. Mi verrebbe da paragonare l’esperienza greca a quella cilena: Allende non aveva il potere nelle sue mani, aveva il governo del paese.

E tanto in Cile, con effetti più tragici, quanto in Grecia, le grandi centrali del potere economico sono intervenute per tentare di ostacolare in ogni modo le rivendicazioni della sinistra radicale.

In Italia abbiamo assistito nelle ultime settimane a sommovimento a sinistra che mettono sul campo varie proposte. A partire dai tempi di ‘Noi ci siamo’, di quel tavolo comune che poi saltò e che non riuscì a mettere d’accordo le forze progressiste che non si riconoscevano nelle politiche governative del PD, sono trascorsi molti avvenimenti in questi lunghi mesi. Le collocazioni sono state riviste e sono state affinate le linee politiche.

Oggi abbiamo davanti una scena molto semplice: ricostruire un soggetto della sinistra di alternativa che non escluda, bensì includa, e che sia la proposta di una radicalità di intenti fondata sull’antiliberismo. La discriminante è chiara: non possiamo sostenere politiche di compromesso sul terreno dei diritti sociali e dobbiamo riferirci sempre ai valori della Costituzione che abbiamo contribuito a tutelare e salvare da un pericoloso capovolgimento nello scorso dicembre.

Spesso diciamo che dobbiamo ‘ripartire dal basso’: dobbiamo rendere tangibile questo paradigma. Cosa significa per noi comuniste e comunisti ‘partire dal basso’? Io penso che debba significare stare nei territori e nei luoghi di aggregazione sociale più differenti: ambienti giovanili, società di mutuo soccorso, realtà come quelle delle nuove comunità dei migranti, le nuove povertà che avanzano, le fabbriche che non hanno più dentro un comunista, uno che proponga una idea differente di organizzazione del lavoro. Così dobbiamo aprire le nostre sedi e le nostre menti.

Lo stiamo facendo sul piano organizzativo con la ‘Rete delle Città in Comune’: da Stefano Fassina a Basilio Rizzo, da Rifondazione Comunista a Sinistra Italiana, dal movimento di Luigi de Magistris a Possibile. Il dialogo è un tavolo permanente di confronto che regge, che prosegue la sua elaborazione e che prende spunti ed ispirazione proprio dal ‘basso’, ossia delle singole realtà locali per provare a costruire un soggetto alternativo a livello nazionale.

Penso che il nostro Partito questo compito l’abbia ben interpretato a Savona con Rete a Sinistra e abbia fornito in ciò un esempio da imitare. Tante sono le esperienze che stanno prendendo corpo. Dobbiamo valorizzarle senza pregiudizi di sorta.

Vorrei chiudere invitandovi a dare seguito a tutto ciò anche a Savona, nella riorganizzazione della federazione provinciale e del circolo cittadino del capoluogo. A questo proposito, vi propongo di ridare un nome al circolo di Savona. Un nome che ci è caro. Sarebbe bello se potesse essere intitolato a Silvia Poggi.”. E con un grande applauso per Silvia si chiude la sessione degli interventi.

L’ELEZIONE DEI DELEGATI E DEGLI ORGANISMI DIRIGENTI
Il X Congresso provinciale di Rifondazione Comunista si chiude con l’elezione dei delegati nazionali che andranno a Spoleto il 31 marzo e l’1 e 2 aprile prossimi: saranno Fabrizio Ferraro e Marco Ravera a rappresentare la federazione di Savona al congresso nazionale.

I delegati al congresso regionale saranno: Fabrizio Ferraro, Wilma Pescetto, Marco Ravera e Franco Zunino.

E’ poi la volta dell’elezione dei nuovi organismi dirigenti del Partito.

Il nuovo Comitato politico federale viene ridotto da 26 a 19 membri e viene votato dal congresso all’unanimità. Risulta così composto: Patrizia Arpi, Piera Barberis, Gianluigi Caviglia, Marco Chiriaco, Jorg Costantino, Fabrizio Ferraro, Valeria Ghiso, Adelia Marenco, Antonio Murru, Wilma Pescetto, Silvio Pirotto, Marco Ravera, Stefano Ressia, Giuseppe Scagnolari, Marco Sferini, Alberto Sguerso, Martin Zanchetta e Franco Zunino. A queste compagne ed a questi compagni si andrà ad aggiungere il presidente del Collegio federale d Garanzia che sarà eletto nei prossimi giorni tra i compagni nominati nell’organismo che è la “magistratura” del Partito: Daniela Biggi, Giuseppe Leonardi, Pasqualina Rotondo.

Il Comitato politico federale, immediatamente riunito ha rieletto per acclamazione (nemmeno il tempo di indire la votazione formale) Fabrizio Ferraro segretario provinciale di Rifondazione Comunista.

La proposta per la formazione della nuova Segreteria provinciale è stata così enunciata: Piera Barberis (tesoriera provinciale); Marco Chiriaco (responsabile provinciale lavoro); Fabrizio Ferraro (segretario provinciale); Antonio Murru (responsabile provinciale movimenti e pratiche sociali); Marco Sferini (responsabile provinciale organizzazione e comunicazione); Alberto Sguerso (responsabile provinciale politiche sociali); Franco Zunino (responsabile provinciale ambiente).

Anche la proposta sulla composizione della nuova Segreteria provinciale è stata votata dal Comitato politico federale all’unanimità.

Così si chiude questa decima edizione del Congresso provinciale di Rifondazione Comunista. Ringraziamo Maura e Darno della Società “La Generale” che hanno agevolato il nostro lavoro e Fulvio per averci supportato sonoramente. Grazie davvero, a tutte e tutti, di cuore.

E siccome abbiamo cominciato con i versi dell’Odissea, con quelli chiudiamo questo lunghissimo report. Grazie per aver letto e continuate a seguirci qui e ovunque ci troverete nelle lotte. A Savona, in Liguria, in Italia. Le comuniste e i comunisti continuano la loro “rifondazione”.

RITORNO AD ITACA
Così essi tali parole fra loro dicevano:
e un cane, sdraiato là, rizzò muso e orecchie,
Argo, il cane del costante Odisseo, che un giorno
lo nutrì di sua mano, prima che per 
Ilio sacra partisse.
Là giaceva il cane Argo, pieno di zecche.
E allora, come sentì vicino Odisseo, 
mosse la coda, abbassò le due orecchie
ma non poté correre incontro al padrone.
E il padrone, voltandosi, si terse una lacrima…

REDAZIONALE

12 marzo 2017

foto di Marco Sferini e Alberto Sguerso

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