La mafia si batte, anche in Liguria, con la coesione sociale

Gli arresti effettuati lunedì mattina nella nostra provincia dalla DIA e dalla Squadra mobile di Genova e Savona dimostrano ancora una volta come gli interessi delle grandi opere, e tra queste il Terzo Valico per l’Alta velocità, possano essere facilmente terreno di coltura di attività criminose che altrimenti non si svilupperebbero in determinati ambiti.

Non esiste una pregiudiziale verso le grandi opere in senso lato, quando queste vengano realizzate nel rispetto delle regole e della tutela sia dell’ambiente che della salute dei cittadini.

Ma in questi anni troppe volte abbiamo assistito all’apertura di indagini per corruzione, tangenti e infiltrazioni della criminalità organizzata. Se a questo aggiungiamo anche la dannosità di tali opere pubbliche, la questione diventa oltre modo cristallina.

Tutto ciò è inquietante. Alcune grandi opere inquinano tanto sotto l’aspetto ambientale quanto sul profilo sociale, perché la malavita organizzata troppo spesso si è introdotta nella gestione della cosa pubblica. I controlli da parte della Pubblica Amministrazione devono essere maggiormente scrupolosi nella verifica dei passaggi che lo Stato impone verso il rispetto della legge e della nostra società.

Questi fenomeni si sconfiggono con un lavoro comune tra istituzioni, società civile e cultura dell’anti mafia. Rifondazione Comunista, da sempre, sostiene questo modello di sviluppo sostenibile e una società libera da ogni contro-cultura di criminalità organizzata.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

21 luglio 2016

foto tratta da Pixabay

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