Vendita di quote Autofiori, è scontro a Palazzo Sisto

La maggioranza si spacca ma passa l’esame del Consiglio

La vendita delle azioni di Autofiori del Comune, cessione che frutterebbe a Palazzo Sisto 4 milioni e 440 mila euro (quote che comprerebbe il gruppo Gavi, soci di maggioranza), ieri ha scaldato il clima in Consiglio comunale.
Le perplessità espresse al sindaco dai consiglieri di Rifondazione Dario Lavagna e Franco Zunino hanno indotto Berruti a chiedere una sospensione della seduta per una riunione urgente di maggioranza.
Il «recupero», pur con perplessità, dei voti di Prc non ha placato i consiglieri di minoranza, contrari alla decisione di vendere le azioni nell’incertezza che i fondi possano essere usati davvero per la trasformazione di Palazzo Santa Chiara. E se poi i soldi saranno usati in altra maniera? Questo il dubbio espresso dagli esponenti del Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Verdi. «Abbiamo venduto tutto il vendibile», ha detto Ileana Romagnoli, capogruppo di Fi; «un errore lasciare quote al socio maggioritario, È pericoloso non avere quote pubbliche», ha tuonato Massimo Arecco della Lega. A rimettere a fuoco il tema lo stesso sindaco. «Il voto è sulla tutela di un bene patrimoniale del Comune. Ma quando mai abbiamo avuto voce in capitolo in Autofiori come forza pubblica? Si tratta della dismissione di titoli che non sono liquidi, non ha senso parlare di rivalutazione delle quote». Il Consiglio ha anche approvato il progetto che prevede il rialzo dei Bagni Nettuno di corso Vittorio Veneto, la struttura si alzerà ma senza intralciare la visuale dalla passeggiata. La richiesta era arrivata dai gestori in seguito agli allagamenti.
Passato anche il Piano del traffico, che prevede una serie di obiettivi fra cui la creazione di zone a traffico limitato a S. Michele e alla Villetta, il raddoppio dei posti auto in via Piave, ma previsto anche un passaggio dentro il park di via Piave, che permetta di collegare la stessa via Piave a via Trincee.

Cristina Benenati

da La Stampa