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Il presepe in Comune? L’ennesima provocazione della destra

Per alcuni la laicità delle istituzioni repubblicane è una variabile dipendente dal periodo dell’anno: durante le cosiddette “feste comandate” (per chi è ovviamente credente e religioso), ad esempio, il Comune di Savona dovrebbe rappresentare non la Casa comunale di tutte e tutti, ma quella di chi è – come nel caso in questione – rigorosamente di fede cattolica. 

È l’ultima – ma non nuova – trovata del circolo cittadino di Fratelli d’Italia che chiede di poter allestire un presepe nell’atrio del palazzo di piazza Sisto IV. Si tratta, come è del tutto evidente, di una provocazione più che di una pia richiesta obbediente al proprio intimo senso religioso. Si tratta di una strumentalizzazione della fede di molte persone che vivono serenamente il proprio rapporto con ciò in cui credono di ultraterreno e ciò che invece sta qui in terra e rappresenta l’intera cittadinanza savonese. 

Che non sia una novità è arcinoto: un tempo era il leghismo salviniano a propagandare simboli religiosi dai palchi dei comizi più astiosi nei confronti di esseri umani colpevoli di avere la pelle diversa da quella della maggioranza bianca o di essere dei migranti fuggiti da paesi in cui imperversavano lotte fratricide o importate dal civilissimo Occidente già artefice delle peggiori colonizzazioni otto-novecentesche. 

C’è poi chi, peggiorando ancora di più la situazione, si è fatto un video mostrando lo zaino militare con dentro la riproduzione del presepe francescano: da portare sempre con sé, soprattutto quando si va in guerra e nel nome di Dio si ammazzano un po’ di propri simili… Difficile poter dire se tutto questo sia più kitsch o trash. Fatto sta che per buttarla in caciara a destra sono piuttosto bravi: mancando di argomentazioni culturali di un certo spessore, il populismo a buon mercato viene sempre bene…

Secca la risposta dell’amministrazione comunale tramite l’assessore Nicoletta Negro: di presepi in città ce ne sono già 15 e comunque l’atrio del palazzo comunale non è concesso ai partiti e alle associazioni politiche per nessun tipo di manifestazione. Più ironico il commento del nostro capogruppo in Consiglio comunale, Marco Ravera

«Che si sia credenti o meno, la religione è una cosa seria e non dovrebbe, come troppo spesso capita, essere usata per della propaganda politica. Io, anche per tradizione familiare, faccio ogni anno il presepio. Lo preferisco all’albero. Ogni anno ho un pezzo nuovo che sia un macaco albisolese o una statuina napoletana. Mi piace disporre le luci immaginando un sentiero o simulando il riflesso dell’acqua di un ruscello. E puntualmente il 6 gennaio metto i re Magi, ognuno col suo cammello.

Ma quella è casa mia, non la casa di tutti i cittadini. Un Comune, di qualunque segno politico, deve essere la casa di tutti: dei cattolici praticanti, come immagino siano i rappresentanti di Fratelli d’Italia, ma anche degli atei, dei laici e “perfino” di chi professa un’altra religione. Immagino arriveranno, prevedibili come un semaforo, le polemiche “bandiera palestinese sì, presepio no”».

Arriveranno, di certo. Poiché alla strumentalizzazione non c’è mai fine, soprattutto se chi la fa ne è maestro da sempre. A cominciare dal patriottismo che esibisce a pieni polmoni e che ritratta immediatamente quando si tratta di tutelare i salari, la sanità pubblica (vedasi Bucci e la sua riorganizzazione del Sistema sanitario regionale…), le pensioni, la scuola pubblica e l’ambiente… 

RED. 

Savona, 10 dicembre 2025