| Il libro nero delle olimpiadi di Torino 2006 | ![]() |
| Stefano Bertone e Luca Degiorgis | |
| Fabbri Editori | |
| € 17,50 | |
| pag. 320 |
Nell'immaginario collettivo la parola olimpiadi (invernali) evoca competizioni sportive sulla neve e sul ghiaccio; sana rivalità fra atleti, il tutto condito dalla solidarietà e, perché no, da un tocco di amicizia e unione fra i popoli.
Le olimpiadi invernali, così come quelle estive, invece sono molto di più! Sono, prima di ogni altra cosa, colossali manovre finanziarie, occasioni di stratosferici guadagni per un marginale numero di beneficiari. Gli impatti che esse comportano a livello economico, sociale ed ambientale sulle comunità che le ricevono sono negative e irreversibili. Il valore del confronto sportivo e il concetto stesso di sportività, anche a causa del diffuso uso del doping, sono passati da decenni in secondo piano.
Il libro nero delle olimpiadi di Torino 2006 analizza la macchina organizzativa vista come un moloch che divora tre miliardi di euro, travolgendo interessi di ogni genere: preziose aree naturali invase da costosi ed inutili impianti sportivi; diritti di manifestazione e di critica impediti espressamente dalla costituzione del C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale).
Approfittando dell'occasione di avere a portata di mano Torino 2006 e i suoi impatti negativi, i due autori, lungi dall'avversare la pratica sportiva, estendono la loro analisi al movimento olimpico nella sua interezza, sottoponendola ad una critica impietosa che riporta alla luce un passato incompatibile con i concetti di fratellanza, solidarietà e pace che si vorrebbe affiancare ai giochi. Il libro ricorda così che le olimpiadi dell'era moderna sono scaturite da un monopolio del primo '900, riesuma momenti, molto meno nobili, della doppia esperienza olimpica di Berlino e Garmish nel 1936 nazista, rammentando la ventennale presidenza dell'ex falangista Samaranch e l'attuale sponsorship di un grande fornitore americano di armamenti.
Ma sotto i riflettori finiscono anche i fallimenti delle passate edizioni olimpiche; i conflitti di interessi fra gruppi industriali torinesi e il vertice del Comitato Organizzatore, le richieste della Magistratura sugli appalti e della Commissione Europea sui finanziamenti di Stato, l'unanimità del consenso politico a favore di Torino 2006 e il ruolo accondiscendente dei media cittadini e delle associazioni ambientalistiche più rappresentative.
Il libro nero delle olimpiadi di Torino 2006 è il risultato di otto anni di denunce, ricerche e difficoltà degli autori che, con il loro Comitato Nolimpiadi! e i suoi pochi amici, hanno avuto il coraggio e la costanza di andare controcorrente. Scommettendo però (oggi come nel 1997) che a fiaccola olimpica spenta saranno molti di più a condividere le loro idee.
Elisabetta Caravati - Aprile 2006