Destinatario sconosciuto

Nel 1932, nella Germania di Hitler, il presagio di ciò che sarà si proietta su una grande amicizia, trasformadola in odio.

Destinatario sconosciuto
Kressmann Taylor
BUR
€ 4,00
pag. 77

Lettere. Due amici fraterni e soci in affari si scrivono lettere. Condividono ricordi e sogni, progetti e speranze. Uno ha lasciato l'America da poco ed è tornato in Germania; l'altro, dall'America, ama la Germania, la ricorda con nostalgia, rimpiange la grande libertà intellettuale, le discussioni, la musica, lo spensierato cameratismo. Lontani, i due amici, sentono uno la mancanza dell'altro e per questo si scrivono. Sono uno parte integrante della vita e della famiglia dell'altro; inoltre a San Francisco hanno una galleria d'arte in comune e Max, da lì, tutela anche gli interessi di Martin.

Martin è tornato in una Germania poverissima, distrutta dalla Prima Guerra Mondiale, che cerca disperatamente di riprendersi. La vita per Martin in Germania è più agiata di quanto già non la fosse in America; ha acquistato una casa con trenta stanze, e quasi dieci acri di parco, i tedeschi lo considerano un miliardario americano... Max continua a lavorare nella galleria e tutto va bene, ma anche in America l'inverno non è stato dei migliori...

Martin esprime i suoi dubbi su un certo Hitler, un uomo divenuto da poco capo effettivo del governo; un uomo che è come una scossa elettrica, energico come lo può essere solo un grande oratore e fanatico; la gente in tutta la Germania ha ricominciato a sperare, ci sarà presto una ripresa; ma a volte - pensa Martin - l'eccessiva disperazione può portare alla follia. Martin, però, scaccia subito i suoi dubbi, le sue perplessità...

Max è un ebreo ed ha saputo che ebrei come lui in Germania sono stati frustrati e forzati a bere a denti stretti olio di ricino; Max ha una sorella che è stata in passato molto vicino a Martin; arriverà in Germania, la sorella di Max, con uno spettacolo al quale sta lavorando; Max ha paura per lei, perciò la raccomanda a Martin... Martin scrive all'amico che debbono porre fine alla loro corrispondenza. Martin crede che gli avvenimenti che stanno accadendo nella sua Germania siano indispensabili. La razza ebraica, secondo Martin, è un problema scottante per ogni nazione che la ospiti; l'ebreo è il capro espiatorio universale e, se così è, una ragione ci sarà. La Germania sta rinascendo, da popolo sconfitto a popolo trionfante; la Germania si sta purificando...

Max crede inizialmente che l'amico scriva così perchè non può diversamente; crede che sia costretto a mandargli quelle lettere; ma ben presto capirà che non è così...

Altre lettere seguiranno a quelle lettere. Nessun brandello di quella grande amicizia riuscirà a sopravvivere nelle lettere successive e non solo un istinto di sopravvivenza, ma un odio senza fine prenderà il suo posto in un estenuante gioco che porterà solo alla morte.

Elisabetta Caravati
Ottobre 2004