La mia Africa

Leggere può essere un modo alternativo di viaggiare.
Leggere è un altro modo per viaggiare; a volte un modo più saggio, più responsabile, più vero...

La mia Africa
Karen Blixen
Universale Economica Feltrinelli
€ 6,71
pag. 300

In molti sicuramente avranno visto il film diretto da Sydney Pollack, con Meryl Streep e Robert Redford "La mia Africa"; ma mancano troppe cose nel film per poter capire fino in fondo, l'Africa di Karen Blixen. «Ho scritto prima di tutti gli altri, non perché li amassi di meno, ma perché erano più semplici...» con questa frase, nel film, viene sintetizzata più della metà del libro. Infatti questi "tutti gli altri" sono coloro che, insieme a Denys Finch-Hatton, fanno la sua Africa.

Il personaggio principale nel libro non è Denys, ma Farah, il servitore somalo di Karen; ed è a Farah che Karen confida pene e successi, soltanto lui è al corrente di tutto ciò che lei fa e pensa. Secondo la Blixen un'unità è soprattutto un'unità creativa ed è formata da singoli componenti diversi, (due elementi omogenei, scrive lei, non potranno mai formare un tutto) ed è solo con Farah che Karen si sente un'unità. Ci sono poi, nella sua vita in Africa, altre persone importanti: Kamante, Juma, Ali, gli squatters, le donne somale, Berkeley e... Denys; ma non solo Denys come sembra invece guardando il film. E c'è l'amore per gli animali. Karen li osserva attentamente, li esamina e li ama. C'è Lulù una gazzella che vive con lei nella fattoria; ci sono le giraffe che, secondo la Blixen, per la grazia con cui si muovono, possono venire paragonate ad un mazzo di fiori; ci sono le cicogne che, come lei, sono felici in Africa, ma sanno che la loro vita è altrove, infatti quando i venti di primavera risvegliano nelle cicogne il desiderio dell'accoppiamento, il loro cuore si volge a Nord, in Danimarca; anche Karen sente la nostalgia della Danimarca! E ci sono le aquile in quella sua Africa Orientale Britannica, le aquile che Karen Blixen spera che un giorno andranno in cerca di lei sulle colline del Ngong.

Il cielo è molto importante in Africa. Dal Kenya la luna e tutti i pianeti sembrano (o forse sono) più vicini; ci sono le stelle che Karen giudica "severe" perché preannunciano il sereno, quando invece per la sua piantagione di caffè servirebbero piogge abbondanti; e ci sono le locuste che invadono il cielo e contribuiranno a determinare la fine della sua piantagione; la fine di tutto! Ma il vero palcoscenico di ogni evento, sarà per sempre, per Karen, l'aria. L'aria, piena di apparizioni e miraggi, ha un significato per gli africani inspiegabile agli europei. «Credo che potrei morire contento in un tramonto a Ngong, guardando le colline che sfumano i loro magnifici colori sopra la cinta scura delle foreste...» questo è ciò che Denys scrive a Karen, quando è lontano dalla fattoria, ed anche Karen la pensa nello stesso modo. L'importanza che il senso di perdita della fattoria occupa nel cuore di Karen è messo in evidenza dalla frase con cui inizia il suo racconto autobiografico: «In Africa avevo una fattoria...». Il libro prosegue poi con una magnifica descrizione delle colline Ngong osservate dalla fattoria; e si chiude, con la visione delle stesse colline spiate però dal treno che riporterà Karen in Danimarca. Le colline viste da lontano sembrano diverse; diverse da come le aveva osservate dalla sua fattoria, ormai persa per sempre...

Karen Blixen è la mia scrittrice preferita. La sua Africa è per me il più bel posto al mondo... Karen Blixen aveva una fattoria in Africa, io avevo un'agenzia di viaggi a Gallarate. Ho amato molto la mia agenzia, proprio come Karen ha amato la sua Africa. Ma la sua Africa era vera, la mia agenzia no! Ben presto, infatti, ho capito che ciò che vendevo non era la possibilità di osservare "pezzettini" di mondo, ma una visione alterata del mondo. Il mondo, quello vero, è invisibile dai villaggi turistici. Nei villaggi turistici, ovunque, tutto è identico, tutto è falso; tutto è paurosamente occidentalizzato e globalizzato. Il mondo vero è lontano. Lontano dal lusso, dalla banale animazione, lontano dalle breve escursioni esterne al villaggio. Lontano dai cuori dei vacanzieri. Troppo lontano purtroppo! Sono certa che nessun villaggio turistico in Kenya sarebbe in grado di farci conoscere (e amare) l'Africa, così come riesce a farlo Karen Blixen con questo libro.

Elisabetta Caravati
Febbraio 2003