Il VI Congresso Provinciale

La Rifondazione che verrà

Il futuro della "rifondazione del comunismo" in Italia, l'opposizione al Governo Berlusconi e l'accordo con le forze del Centrosinistra. Questi i temi centrali del VI Congresso del PRC di Savona tenuto lo scorso fine settimana alla società Fratellanza Leginese. In quella sede si sono confrontate e scontrate le diverse sensibilità e le diverse posizioni presenti in Rifondazione Comunista. Un atto necessario per capire e capirsi meglio. Un passaggio fondamentale per sottolineare tutte le peculiarità e le "virtù" del partito comunista che sino ad oggi abbiamo portato avanti. Un'occasione importante per fermarsi a riflettere, a ponderare, a decidere con quella sicurezza che può venire solamente da una leale battaglia di idee.

Il congresso, posticipato di una settimana per favorire la partecipazione dei militanti alla manifestazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, si apre con l'elezione della Presidenza e lo scioglimento, come da Statuto, dei vecchi organismi dirigenti. Proprio al Segretario uscente Franco Zunino tocca fare un bilancio di quanto accaduto dall'ultimo congresso a oggi. Zunino nella sua relazione parte dai rapporti di forza emersi dai congressi di circolo della nostra Federazione. Cinque documenti che a Savona hanno avuto una diversa affermazione rispetto all'andamento nazionale che ha visto il documento di Bertinotti prevalere con quasi il 60%. Anche a Savona la proposta del Segretario Nazionale ha una maggioranza, ma è relativa. La Mozione 1 infatti è ferma al 42%, la Mozione 2 al 7%, la Mozione 3 al 34%, la Mozione 4 al 17%.

Il 42% ottenuto nella Federazione di Savona non è certo una vittoria schiacciante, ma la linea è quella giusta. Zunino ne è sicuro. Lo conferma il Bruno Marengorapporto proficuo con il movimento che ha visto Rifondazione camminare al fianco dei soggetti altromondisti. Contaminandosi, arricchendosi, senza alcun tentativo egemonico. Lo evidenzia la recente affermazione di Vendola in Puglia. Lo sottolinea il rapporto, difficile, ma necessario, con il Centrosinistra.

Anche la Federazione di Savona, afferma Zunino, ha partecipato al consolidamento di questa linea politica e il bilancio è positivo: l'affermazione alle ultime Provinciali vede Rifondazione presente in quei settori per i quali si è spesa tra la gente, nei comitati di quartiere, nelle zone critiche della nostra provincia. Il geologo Mimmo Filippi è assessore alle "questioni dei rifiuti" e, a questo proposito, riecheggiano ancora le lotte dei cittadini per un ambiente che possa essere vissuto e che possa essere finalmente libero dalla violenza del profitto e delle speculazioni. Un ruolo diverso lo si registra invece nel Comune di Savona, dove il PRC è all'opposizione di una giunta di Centrosinistra guidata dal diessino Carlo Ruggeri. Qui le differenze sono davvero troppo. Le posizioni inconciliabili. Per il momento.

Negli ultimi tre anni anche fuori Savona il rapporto con le forze del Centrosinistra è mutato. Oltre alla già citata Provincia e ai comuni di Celle Ligure e Quiliano dove il legame è consolidato da tempo, l'ultima tornata elettorale ci ha consegnato un partito più forte e più riconoscibile sul territorio. Zunino parla con orgoglio e soddisfazione di tre comuni: Spotorno, Noli e Carcare. A Spotorno, in una zona non certo facile per la sinistra, il nostro Bruno Marengo è stato eletto Sindaco; nella vicina Noli Rifondazione Comunista ha partecipato in maniera determinante all'affermazione di Ambrogio Repetto (Margherita) ed è presente nella Giunta Comunale con Marta Pisano e Piero Penner; in Val Bormida, continua Zunino, è di grande importanza l'affermazione a Carcare dove il PRC ha saputo "sfruttare" nove anni di opposizione seria e mai pregiudiziale portata avanti da Furio Mocco oggi Assessore al Bilancio e Programmazione economica. In altre realtà, Cairo Montenotte, Finale Ligure, Varazze, questo lavoro non è stato possibile, ma non certo per nostre responsabilità.

Sulla scia degli accordi a sinistra Giovanni Lunardon e Giacomo ContiZunino cita anche l'ultimo caso: Albenga la seconda città della provincia di Savona. In vista delle prossime Elezioni Comunali è stata trovata, dopo giorni di serrate trattative, l'intesa con le forze del Centrosinistra e della sinistra in particolare. Rifondazione Comunista darà infatti vita, insieme a Comunisti Italiani, Verdi e le forze del movimento del ponente, a "Solidarietà e Partecipazione" una lista che appoggerà il candidato del Centrosinistra Antonello Tabbò.

Sulle prossime elezioni liguri, Franco Zunino ha ricordato la necessità di battere l'attuale governo regionale di Biasotti: una gestione della Regione che ha creato problemi e non ne ha risolti. Basti pensare all'economia genovese ed ai suoi compartimenti industriali sotto la minaccia di smembramenti imminenti; la legge sui buoni scuola; la sanità pubblica ridotta ai minimi termini. A tal proposito è da ricordare la strumentale eliminazione dei tickets sanitari operata dalla Giunta Biasotti solo per l'anno 2005, così da poter affermare di averli eliminati in sede di campagna elettorale. Mosse tipiche delle destre, di un costume politico che, per Rifondazione Comunista e per tutto l'arco democratico di Centrosinistra, vanno definitivamente sconfitte. Zunino sa che il nome di Claudio Burlando ha fatto non poco soffrire molti militanti e dirigenti del PRC. Le modalità di scelta della candidatura non sono piaciute ad una larga fetta del Partito: tuttavia ora necessita un impegno unitario, forte e determinato perchè l'Unione vinca in Liguria, aprendo così un nuovo corso gestionale dell'arco delle Riviere, anche in prospettiva delle più lontane elezioni politiche. Un impegno questo, di medio e lungo termine, che Rifondazione Comunista sà di poter mantenere e, con le sue strutture territoriali, si attiverà per una campagna elettorale in cui il ruolo dei comunisti sia visibile e percepito dalla popolazione e dall'elettorato di sinistra.

Franco Zunino termina la sua relazione con un auspicio: il ruolo della sinistra di alternativa, dei suoi valori sulla pace e sui diritti sociali, può esercitare un'egemonia su tutte le altre forze politiche unioniste ed evitare sbandamenti liberisti o atteggiamenti ossequiosi verso il mercato capitalistico nella sua espressione più marcatamente antisociale. Da ciò un augurio a tutto il congresso per un buon lavoro: per un futuro migliore per il PRC e per tutti. L'applauso che ne deriva è, in sè stesso, il più vivo ringraziamento dei compagni e delle compagne per il lavoro svolto da Franco durante i tre anni trascorsi. Lo si percepisce.

Terminata la relazione non rituale di Franco Zunino, uno scorcio sui delegatila parola passa agli invitati. Da Maria Bolla Cesarini dell'ANED a Giovanni Lunardon il giovane neosegretario provinciale dei Democratici di Sinistra; da Piero Casaccia dei Comunisti Italiani ad Alfio Minetti della Margherita, da Acquilino dell'associazione Aprile per la Sinistra a Fallura della UIL, da Livio Di Tullio Segretario della CGIL a Roberto Meloni combattivo esponente del Ponente Social Forum e Accornero di Emergency.

I lavori riprendono, dopo un veloce e indimenticabile pranzo, nel primo pomeriggio di sabato 26 Febbraio. Inizia il dibattito vero e proprio. Intervengono in due giorni 30 compagni: più della metà dell'intera platea congressuale. Ecco, nell'ordine, i nomi degli intervenuti: Simone Falco, Simone Anselmo, Dario Zucchelli, Sergio Bagnasco, Maurizio Casalini, Giorgio Barisone, Giuseppe Scagnolari, Giannantonio Chiavelli, Ruggero Cattaneo, Carlo Dell'Aquila, Luciano Dondero, Massimo Filippini, Patrizia Turchi, Giuliana Cornetti, Mario Gaggero, Francesco Valenti, Giuseppina Gatto, Marcello Duce, Paola Vottero, Stefano Maggiolo, Franco Paparusso, Massimiliano Ghione, Vilma Parodi, Marco Sferini, Marco Ferrando, Giorgio Magni.

A chiudere simbolicamente gli interventi è stato Giacomo Conti Segretario Regionale del PRC intervenuto come membro della Commissione Nazionale per il Congresso (anche se per la verità il suo non è stato l'ultimo contributo al dibattito). Nel suo intervento Conti rivendica tra l'altro l'accordo fatto per le Regionali e ricorda alle opposizioni, che lamentano l'assenza di un programma chiaro, che un'intesa programmatica comune c'è da tempo ed «è stata pubblicata sul vostro sito!». la presidenza del Congresso da sinistra: Franco Zunino, Giacomo Conti,
Marco Sferini, Paola Vottero e Marco Ferrando
il Sindaco di Spotorno Bruno Marengo
il Segretario dei DS Giovanni Lunardon e Giacomo Conti
la platea congressuale
foto di Giovanni Sferini
Contiene punti avanzati come quelli riguardanti la sanità e il lavoro. Insomma l'accordo non è stato al ribasso ed è di buona qualità.

Terminati gli interventi sono stati presentati e votati alcuni ordini del giorno, precedentemente vagliati dalla Commissione Politica, che hanno spaziato dalla politica internazionale a quella locale, passando per le questioni nazionali. Ai delegati sono stati poi proposti degli emendamenti alle singole mozioni. A chiudere il VI Congresso Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista è stata l'elezione del nuovo Comitato Politico Federale e del Collegio di Garanzia. Sono le 16.00 di domenica 27. Il congresso è terminato.

Che dire. Riassumendo, possiamo affermare che abbiamo vissuto un congresso non facile, a tratti caotico e ingarbugliato nella ricerca di una sintesi per la gestione sia politica che organizzativa della federazione. Ma di certo possiamo soprattutto affermare che la differenza di posizioni non si è resa complice della compartimentazione stagna tra le aree, bensì ha creato i tempi ed i luoghi per un sereno confronto che ha permesso di tracciare l'indicazione su cui il prossimo Comitato Politico Federale sarà chiamato a discutere: una gestione unitaria dell'istanza provinciale di Rifondazione Comunista. Una proposta che è stata avanzata dalla mozione 2 e dalla mozione 4, discussa criticamente dalla mozione 1 e che ha trovato disponibile la mozione 3 di Ferrando.

A tutti i rappresentanti delle mozioni è parsa chiara una condizione perchè questa gestione possa avere un felice parto: non potranno verificarsi episodi che in passato hanno rappresentato il Partito come spaccato, diviso, separato in casa. Non si tratta di invitare tra noi il fantasma del "centralismo democratico", ma più semplicemente di operare per un cammino sicuro di tutto il PRC.

la redazione del sito
con la preziosa collaborazione di Marco Sferini
Savona - 2 Marzo 2005