Il Congresso di Rifondazione Comunista non penso che si giochi, come comunemente si è portati a descrivere, tra diverse opzioni di approccio all'alleanza di centrosinistra (alleanza organica nella prospettiva di sconfiggere la destra e proporre una visione alternativa del paese o, al contrario, rottura ed accordo tecnico elettorale, riproposizione della desistenza, ecc), in un quadro di frammentazione interna che mi permetto di giudicare, comunque, eccessivo.
Il punto, a mio avviso, sta da un'altra parte e si colloca, come è accaduto altre volte nella storia del movimento operaio, nel rapporto che si intende stabilire tra teoria e prassi. La teoria senza la prassi non trasforma il mondo, e se la pratica senza la teoria è cieca, a sua volta la prassi è indispensabile per verificare e arricchire la teoria.
Dunque, se è necessario che Rifondazione Comunista si collochi
nella posizione di fornire un contributo determinante a battere questa destra pericolosa, che sta attaccando le fondamenta della Costituzione Repubblicana, che punta a far saltare l'amalgama sociale del Paese, debbono essere affrontati, fino in fondo, i nodi veramente cruciali per la sinistra e per l'intera società italiana.
L'impresa, ardua, complessa, ma non evitabile, di rinsaldare l'alleanza democratica va affrontata, allora, concentrandosi sui fondamenti, ossia su alcune idee-forza essenziali, che provo ad elencare sommariamente:
Su questi punti, allora, si misura davvero la forza e l'autonomia di giudizio dei comunisti oggi, nel frangente storico che stiamo vivendo e nel quale si impongono alcune priorità definite, principale delle quali la sconfitta di questo governo: forza ed autonomia che non possono certo esprimersi attraverso arroccamenti preventivi nella torre d'avorio, oppure rinviando di continuo, a data da destinarsi, una verifica seria nel rapporto tra teoria e prassi.
È per questo che condivido, nella sostanza, l'intervento di Paolo Ferrero pubblicato su Liberazione il 28/1/2005. Non dobbiamo scadere nel politicismo. Dobbiamo battere le destre e, al contempo, evitare di regalare il governo ad una coalizione neocentrista che riproponga politiche di liberismo temperato. Il nostro impegno sta proprio nel lavoro di costruzione di "una alleanza politico-programmatica tra tutte le forze di opposizione mettendo al centro della costruzione della coalizione e del suo programma la più ampia partecipazione popolare". L'alleanza centro/sinistra-rifondazione dovrà rappresentare la tappa di un processo che abbia al suo interno il senso di un'alternativa di sistema, così come sarà una tappa l'assunzione di responsabilità di governo. L'obiettivo di fondo deve essere quello di una pratica larga e condivisa di idee alternative per un progetto di futuro. Nulla è scontato ma Rifondazione Comunista può e deve svolgere un ruolo importante. Non potrebbe farlo standosene rinchiusa nella torre d'avorio.
Bruno Marengo
Spotorno - 6 Febbraio 2005