Rifondo o vado a fondo?

I risultati del questionario distribuito alla Festa provinciale di Liberazione

Quasi quattrocento. Per la precisione 384 questionari compilati da quello che potremmo chiamare il "popolo della festa": una variegata moltitudine di persone che frequenta ogni anno la festa provinciale di "Liberazione" e che quest'anno ha scelto, in larga parte, di rispondere a 13 domande le due Alessia distribuiscono il questionarioposte dalla nostra federazione per conoscere meglio le abitudini sociali e politiche di chi sceglie per caso, per volontà o per abitudine di partecipare, in diverse forme, ad una festa di un partito che vuole rifondare il comunismo, pratica sempre più ambiziosa ma non per questo impossibile.

Veniamo alle cifre: i questionari sono stati compilati per il 50% da donne e per il 50% da uomini. Una soluzione di equipollenza non voluta, ma che, proprio per la sua casualità, consente di avere un quadro ancora più netto e definito delle singole opinioni espresse.

La maggioranza degli "intervistati" è nata in un arco di tempo dal 1941 al 1980 (48%), mentre solo il 18% è nato tra il 1920 e il 1940. I giovanissimi sono il 34%, nati dal 1981 in poi.

Alla domanda "Come sei venuto a conoscenza della festa di Liberazione?", il 4% dice tramite i giornali, il 3% da Internet, il 32% da amici. Si affida al "puro caso" un 7%, mentre frequenta le feste di Liberazione da tempo il 40%. Il restante 36% non specifica nessuna delle opzioni soprastanti.

La seconda domanda riguardava gli ambiti della festa: "Quale angolo della nostra festa ti interessa maggiormente?". Il 27% afferma di apprezzare i dibattiti; gli spettacoli piacciono particolarmente all'11% delle persone; le prelibatezze culinarie della festa sono votate dal 38%, mentre gli stand delle associazioni ricevono un plauso dal 20% degli "intervistati". Il restante 4% non specifica nessuna opzione in merito.

Da queste prime due domande, si evince che c'è una relativa costanza nel tornare ogni anno all'appuntamento con la festa provinciale del PRC e che esiste un "passaparola" tra amici che perpetua e alimenta un turn over nelle presenze di anno in anno.

Ci fa ovviamente piacere che la nostra cucina sia gradita quasi dal 40% delle persone, osserviamo che il dato sui dibattiti, peraltro veramente molto partecipati, è in sintonia con il disinteresse generale per la politica, considerata altro dalla vita di ognuno di noi e per questo o snobbata o, qualunquisticamente, relativizzata e marginalizzata con la solita frase "sono tutti uguali".

La terza domanda concerneva il quotidiano "Liberazione", organo di Rifondazione Comunista sin dalla sua fondazione, nel lontano 1991. Nato come settimanale, divenuto quotidiano nel 1996 sotto la direzione del giornalista ex-Tg3 Lucio Manisco, Liberazione ha avuto una grande stagione di diffusione nel periodo del G8 genovese e durante tutto l'arco di tempo in cui si sono accumulati i conflitti imperialisti in Serbia, Iraq e Afghanistan, grazie anche all'abile direzione del compianto Sandro Curzi. Come tutti i giornali di partito, viene letto per la maggiore dai militanti di Rifondazione. Abbiamo, dunque, chiesto al nostro "popolo della festa" con che frequenza legge Liberazione. Ci è stato risposto questo: solamente il 4% dichiara di leggerla ogni giorno, mentre un altro 4% la sfoglia "alcuni giorni della settimana". Il 2% la legge un giorno solo su sette, e il 33% è discontinuo: "ogni tanto". Il 10% si affida ad Internet e digita www.liberazione.it, mentre la maggioranza relativa, il 47% è icastico: non la legge "mai".

Un dato questo che ci incentiva ancora di più nell'opera di diffusione di un piccolo strumento che, anche grazie ai tagli della finanziaria di Tremonti, rischia di chiudere come tante altre "vocl'iniziativa sui rifiutii politiche" o di cooperative. Per questo, anche da queste righe, vi invitiamo a leggere Liberazione, ad abbonarvi per via postale, o coupon o anche alla versione telematica. Le informazioni al riguardo le potete tranquillamente trovare sul sito testé citato.

E veniamo alla domanda numero 4, la più "snella", fatta solo di due caselline: "Sei mai stata/o iscritta/o ad un partito politico?". Risponde affermativamente il 47%, mentre il restante 53% barra la casella "no".

E, nello specifico, collegando indirettamente la domanda 4 alla seguente, chiedevamo al punto 5: "Alle ultime elezioni europee hai votato...": il 44% dichiara di aver votato la Lista anticapitalista formata da Rifondazione, PdCI, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti. Solamente il 10% dice di aver messo la croce sul simbolo di Sinistra e Libertà, mentre il 23% si è affidato al Partito Democratico.

L'8% ha votato per l'Italia dei Valori, il 2% per il Partito Comunista dei Lavoratori, mentre le liste di centrodestra sono state scelte dal 6% dei partecipanti che hanno compilato il questionario.

C'è poi un non trascurabile 7% che ha scelto di non recarsi alle urne.

Sostanzialmente, il "popolo della festa" è per il 69% posizionato a sinistra, su liste comuniste. Vedremo con l'analisi della domanda successiva, che una parte di coloro che hanno votato per il PD sostengono un compattamento delle forze progressiste, al di là delle categorie stesse di "centro", di "sinistra" o di "comunismo" o "socialismo".

Va comunque osservato che esiste e permane un forte legame ai valori di uguaglianza sociale, di libertà e di progresso espressi nella Costituzione. Ciò sarà più evidente alla fine di questo percorso di analisi, quando verremo alle domande sulla "politica" in senso figurato e in senso più realisticamente pragmatico.

La domanda numero 6 era forse un poco più difficile per chi (e sono molti) non è calato nelle complesse dinamiche di evoluzione del panorama politico, di composizione e scomposizione dei soggetti che lo interpretano e, alla fine della fiera, ne determinano il corso.

Abbiamo chiesto: "Rifondazione Comunista, insieme ai Comunisti italiani e a Socialismo 2000 di Cesare Salvi ha scelto di contribuire alla formazione di una 'Federazione della Sinistra' per aprire un percorso di ricostruzione del rapporto tra cittadini e politica, per ridare un ruolo alla sinistra italiana. Secondo te..."... e qui aprivamo una serie di opzioni per nulla fantapolitiche: il 28%, barrando la prima casellina, affermava di essere d'accordo con la scelta della "Federazione della Sinistra", ma di interpretarlo come un passo propedeutico alla formazione di un futuro partito comunista unico.

Il 12%, interpretando correttamente lo spirito del Congresso di Chianciano, affermava di voler continuare l'esperienza politica di Rifondazione Comunista, rafforzandola proprio con il mantenimento del Partito nella scena sociale italiana.

Il 15% delle risposte chiede una unità con le compagne e i compagni e gli amici di Sinistra Ecologia Libertà. Solamente l'1% dei compilatori dei questionari dichiara di non condividere la scelta della Federazione della Sinistra.

Un corposo 24% opta invece per un partito unico, ma insieme al PD. Il resto degli intervistati dichiara che ha scarsa conoscenza della tematica e non è ancora in grado di giudicare la proposta.

La domanda numero 7 è un'altra di quelle icastiche: abbiamo chiesto "Conosci l'attività politica e sociale che Rifondazione Comunista svolge nel savonese?".

Il 50% dichiara di conoscere ciò che il PRC fa a Savona e in provincia. Il 43% ne è invece ignaro e il restante 7% si divide tra "Non mi interessa" e risposte singole non classificabili in un'unica espressione se non sotto la dicitura "altro".

Più complessa la domanda numero 8 che, rivolta essenzialmente a chi aveva risposto "sì" alla domanda precedente, chiede di indicare il gradimento sulle posizioni assunte da Rifondazione sul porticciolo della Margonara e sulla piattaforma Maersk di Vado Ligure.

Il 51% è netto: condivide entrambe le posizioni del PRC, ossia il no alla Margonara e la criticità forte espressa sul progetto della piattaforma multipurpouse.

Il 12% invece condivide la scelta sulla Margonara ma non quella sulla piattaforma. Di opposto parere un 8% che invece condivide la scelta sulla Maersk e non quella sul porticciolo ipotizzato tra Savona e Albissola Marina. Solamente il 6% dichiara di non condividere entrambe le proposte del PRC. Si dichiara indeciso il 16%.

Dall'analisi di questa domanda e dalle risposte date è evidente che la maggioranza assoluta dei partecipanti alla festa che ha scelto di compilare il questionario esprime piena condivisione circa le posizioni che Rifondazione Comunista ha mantenuto nel tempo sul contraddittorio progetto della Margonara e della Torre di Fuksas, come del progetto della multinazionale Maersk per impiantare a Vado Ligure la piattafGiancarlo Caselliorma di smistamento container.

Da rilevare, inoltre, che la festa provinciale si tiene in un territorio che sarà investito in prima persona dalla presenza della piattaforma e che, pertanto, sommando chi condivide entrambe le posizioni del PRC con chi condivide solamente quella sulla Maersk, si arriva alle soglie del 60%.

Per rimanere ancora sui temi locali, abbiamo chiesto, alla domanda numero 9, "Ritieni la nostra contrarietà all'ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure...": ha risposto "giusta" il 72%, mentre soltanto l'11 ritiene la scelta del PRC "sbagliata". Un restante 11% non si esprime.

Anche in questo caso, tenuto sempre conto della location della festa, e del fatto quindi che molti vadesi la frequentano, è significativa la bulgara percentuale di approvazione del "no" al carbone che da sempre portiamo avanti, ovunque si aprano vertenze simili a quelle di Tirreno Power.

Alla domanda numero 10 abbiamo dato più opzioni e intersecazioni di sigle partitiche. Abbiamo chiesto come si dovrà presentare Rifondazione Comunista alla tornata elettorale della prossima primavera.

Il 43% degli amici e dei compagni che hanno compilato il questionario ritiene che il PRC debba presentarsi alle regionali in coalizione con le forze della sinistra (Sinistra Ecologia Libertà, PdCI, Socialismo 2000) e del centro (Partito Democratico, Italia dei valori).

A ruota segue un'altra percentuale sostanziosa, anche se inferiore: il 31%, infatti, pensa che Rifondazione Comunista dovrebbe presentarsi al voto con le sole forze della sinistra (Sinistra Ecologia Libertà, PdCI e Socialismo 2000).

Il 7% restringe ancora di più il campo delle alleanze e pensa che, praticamente, dovremmo andare al voto con la stessa composizione di lista con cui ci siamo presentati alle ultime europee, ossia con i Comunisti Italiani e con Socialismo 2000 di Cesare Salvi.

Che, invece, Rifondazione Comunista debba presentarsi svincolata da qualunque alleanza lo ritiene l'11% del nostro campione sondaggistico.

Noi pensiamo che la partita che si gioca questa volta è decisiva non soltanto per evitare una ulteriore avanzata delle destre: giochiamo nella difensiva, ma dobbiamo poter mettere in atto ogni strategia che sia volta a fermare l'occupazione delle istituzioni democratiche da parte di forze politiche apertamente razziste ed esclusiviste, volte soltanto a garantire i privilegi di pochi potenti e a penalizzare sempre più il ruolo pubblico degli enti pubblici.

Noi riteniamo che una alleanza con le forze della sinistra e del centro sia oggi possibile anche su un piano programmatico e che, comunque, questo piano sia quello portante senza il quale è assolutamente impossibile formulare intese di qualunque natura.

Alla domanda numero 11 abbiamo affidato questa richiesta: "Quando senti la parola 'politica' ti viene in mente...": Bruno Vespa a Porta a Porta lo immagina il 4% degli intervistati; balzano alla mente le manifestazioni di piazza al 16% delle persone; si ergono davanti agli occhi i palazzi parlamentari e del governo al 21% e, infine, ne fa un sinonimo di "possibilità di risolvere i problemi delle persone" il 46%.

La politica, dunque, rappresenta ancora una speranza. Non tutto è da buttare nel calderone del qualunquismo modaiolo del "sono tutti uguali". Non è vero, almeno nel nostro caso. E, si sa, i comunisti sono sempre un poco stati "eccezionali" rispetto alla "norma".

Ogni tanto qualcuno si scandalizza nel vedere il rosso, la falce, il martello e la stella. Ebbene, noi abbiamo voluto chiedere, nella domanda numero 12, cosa rappresentano oggi questi simboli: il 56% li ritiene la radice di un grande passato e il simbolo per un altro mondo possibile; il 32% ha una posizione leggermente moderata, se così si può etichettare, e ritiene che i simboli del lavoro siano troppo legati al '900 e che vadano ripensati come rappresentazione del comunismo e della sinistra. Infine il 3% non li capisce, li valuta "incomprensibili e slegati dalla realtà".

E, per ultima, ma non ultima, una domanda che viene dalla nostra passione, dal nostro ideale. Il Comunismo "per te è...": la più gettonata è una frase di Bertolt Brecht, famosa poesia che termina con "la cosa semplice che è difficile fare". Che il Comunismo sia questo lo pensa il 61% dei nostri compilatori di questionario.

Per il 19% il Comunismo è "il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Meno romantica di quella brechtiana come definizione, ma legata al grande Karl Marx (per i pignoli, segnaliamo che la citazione è presa dall' "Ideologia tedesca").

Un 2% di intervistati cade forse in un nostro benevolo tranello, anche involuto a tratti. Per via della lunghezza del nome, abbiamo messo solo le iniziali "G. F." accanto alla frase: "La più grande e sanguinosa illusione che l'umanità abbia partorito.". Il 2% che ha scelto questa frase per significare il concetto di Comunismo, chissà se sapeva di approvare un pensiero dell'attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini...

Questa lunga disamina delle risposte del questionario estivo, porta ad una conclusione necessaria: anzitutto la soddisfazione di aver avuto circa 400 persone, perfettamente divise tra maschi e femmine nella casualità del momento festaiolo, che hanno dedicato un po' del loro tempo, magari tra una portata e le due Alessia distribuiscono il questionario
l'iniziativa sui rifiuti
Giancarlo Caselli
l'altra del nostro ristorante, per compilare un questionario di tre pagine. Grazie a tutte e a tutti coloro che lo hanno fatto. E grazie anche per tutti i suggerimenti inseriti nella quarta pagina, nelle righe dei "liberi pensieri". Ne terremo conto.

Tutto ciò ci fa ben sperare, perché la nostra intenzione non era soltanto una acquisizione di dati statistici. Non avevamo e tuttora non abbiamo questa pretesa. Non vogliamo, infatti, dimostrare niente altro con il questionario se non una possibile rinascita del dialogo tra la gente comune, che magari si occupa saltuariamente di politica, e quello strumento costituzionalmente previsto – e che tuttora non ha ancora trovato un degno sostituto per fare e costruire azioni sociali e politiche – che si chiama "partito".

Per noi, poi, che vogliamo ricostruire, rifondare una pratica e un partito comunista in questo disgraziato Paese, diventa non eludibile la reintroduzione di meccanismi di costante dialogo con le persone che ci seguono e che hanno fiducia in noi.

I nostri mezzi di comunicazione sono poveri, pochi: ci affidiamo ad un quotidiano, a Liberazione (a cui è intitolata ogni nostra festa), e che vi invitiamo a leggere e diffondere per quanto vi è possibile, a siti internet per lo più autoprodotti e gestiti con software gratuiti e con il generoso apporto dei nostri militanti. E, ci affidiamo al caro, sacro e impensionabile volantino: ci vedrete spesso per gli angoli di Savona, al mercato del lunedì a fare volantinaggio.

Ci perdonerete se qualche volta richiamiamo così la vostra attenzione, ma – per sfortuna, o per fortuna – non abbiamo televisioni e solo con un foglio di carta rigorosamente riciclata riusciamo a raggiungere molti di voi e a dirvi cosa pensiamo, cosa vogliamo fare.

Anche per questo Rifondazione Comunista ha bisogno di voi. Ne ha bisogno tanto quanto voi avete bisogno di lei, di uno strumento politico che, con l'aiuto di tutte e di tutti, può ancora fare molto per le lavoratrici e i lavoratori, per gli studenti, per i pensionati, per l'ambiente e la salute. Per la pace, contro ogni sfruttamento, contro ogni discriminazione.

In fondo, vogliamo soltanto ciò che è semplice ma difficile a farsi. Una bella scommessa, no?!

Alla prossima festa e grazie ancora a tutte e a tutti voi!

Marco Sferini
Responsabile Organizzazione PRC Savona
Savona - 30 Dicembre 2009