I contributi alla discussione
Ordini del giorno presentati alla Conferenza provinciale
"Chiediamo attenzione e responsabilità, non vogliamo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali" - Presentato da Giorgio Barisone, Jörg Costantino, Giuliana Cornetti, Sergio Lugaro, Silvio Pirotto, Paola Vottero, Christian Briozzo (e altri)
- Sul riordino dei servizi pubblici locali.
Nel silenzio più assoluto, sta procedendo l'iter del disegno di legge sul riordino dei servizi pubblici locali, per questo richiamiamo tutti i parlamentari all'ascolto delle proposte e delle indicazioni delle comunità locali che in questi anni hanno lavorato per una presenza pubblica forte nella proprietà e nella gestione dei servizi pubblici locali.
Esprimiamo forte contrarietà sul disegno di legge 772 proposto dal governo che impone la messa sul mercato dei servizi pubblici locali essenziali per la vita delle comunità quali il Trasporto Pubblico Locale, il Gas, il trattamento, la raccolta e lo smaltimento dei Rifiuti, l'Elettricità, l'energia.
In Senato articolate e ampie sono state le proposte fatte dai vari movimenti sociali in audizione in commissione: la Funzione Pubblica della CGIL, il Contratto per l'Acqua, la Rete del Nuovo Municipio, diverse associazioni come Attac, ARCI, ma ora occorre una maggioranza che sostenga questi punti.
Quindici e più anni di politiche di aziendalizzazione, liberalizzazione, privatizzazione dei servizi di pubblica utilità, hanno dimostrato nei fatti di non mantenere le promesse: è peggiorata la qualità dei servizi, è aumentata la precarizzazione del lavoro e sono aumentate le tariffe.
Tale fallimento manifesta che la qualità, l'universalità e l'efficienza dei servizi può essere garantita solo da un maggior controllo e partecipazione nella gestione dei servizi stessi da parte dei cittadini: questo deve essere fortemente riportato al centro della discussione e forte deve essere l'impegno del governo e del parlamento in questa direzione.Una materia così essenziale per il benessere delle comunità locali richiederebbe una discussione pubblica sul tema dei beni comuni e dei servizi pubblici che coinvolga gli amministratori e le comunità locali, le organizzazioni dei lavoratori e la cittadinanza tutta; ora,in fase di decisione,occorre far sentire forte questa voce!
La Conferenza d'Organizzazione della federazione di Savona chiede pertanto ai Parlamentari del PRC/Sinistra Europea di impegnarsi per modificare il testo della proposta di legge accogliendo le proposte fatte da amministratori locali, associazioni e reti sociali in favore del mantenimento pubblico dei servizi e della possibilita'di scelta da parte delle amministrazioni locali.
- Voto della Conferenza: 41 favorevoli, 1 contrario, nessun astenuto.
- Approvato a maggioranza
"Pensioni" - Presentato da Giorgio Barisone, Jörg Costantino, Giuliana Cornetti, Sergio Lugaro, Silvio Pirotto, Paola Vottero, Christian Briozzo (e altri)
- La Conferenza d'Organizzazione della Federazione di Savona
Considerato che nei giorni scorsi è iniziato il confronto tra Governo e parti sociali in merito alla previdenza;
Preso atto delle recenti dichiarazioni provenienti da vari esponenti del Governo e di notizie filtrate attraverso la stampa che annunciano la volontà di intervenire sui coefficienti e di "addolcire" lo scalone di Maroni invece di cancellarlo;
Impegna il Partito e i suoi gruppi parlamentari:
- a respingere alle camere ogni tentativo di aggredire i diritti e le pensioni dei lavoratori aumentando l'età pensionabile, riducendo l'importo degli assegni o intervenendo comunque a danno dei loro interessi;
- a costruire una campagna politica che chieda il rifinanziamento delle pensioni e della previdenza pubblica attraverso l'abbattimento della spesa militare, e l'utilizzo delle entrate straordinarie verificatesi negli ultimi mesi;
- a promuovere la più ampia mobilitazione contro eventuali provvedimenti restrittivi del Governo, anche attraverso il sostegno alle organizzazioni sindacali che si schiereranno a difesa dei lavoratori e dei pensionati.
- Voto della Conferenza: 42 favorevoli, nessun contrario, 1 astenuto.
- Approvato a maggioranza
"Guerra" - Presentato da Giorgio Barisone, Sergio Lugaro, Simone Falco, Riccardo Ciccione, Paola Vottero, Luciano Dondero, Flavio Bruzzone, Silvio Pirotto, Wilma Parodi, Christian Briozzo
- La Conferenza d'Organizzazione della Federazione di Savona
Considerata l'escalation di violenza che si è prodotta nelle ultime settimane in Afghanistan, la partecipazione di soldati italiani ad azioni armate e il ferimento di uno di loro:
- ritiene che la missione militare italiana non possa considerarsi ormai sotto nessun punto di vista una missione di pace;
- giudica contraddittorio da una parte esaltare - giustamente - il ruolo svolto da Emergency e dal suo fondatore Gino Strada, nella lotta per la pace e - di recente - nella liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo e contemporaneamente rimuovere le ragioni profonde di quell'impegno e le nette dichiarazioni di Strada a favore di un ritiro dei militari italiani da quel paese;
- chiede quindi al gruppo parlamentare Prc al Senato di votare contro il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan e di aprire una forte campagna politica che chieda di destinare quelle risorse alla spesa sociale.
- Voto della Conferenza: 11 favorevoli, 28 contrari, 5 astenuti.
- Respinto a maggioranza
"Democrazia interna" - Presentato da Giorgio Barisone, Sergio Lugaro, Simone Falco, Riccardo Ciccione, Roberta Beltrame, Luciano Dondero, Paola Vottero, Silvio Pirotto, Giorgio Pizzorno, Flavio Bruzzone, Christian Briozzo
- La Conferenza d'Organizzazione della Federazione di Savona
Considerato che il Collegio di garanzia nazionale ha - come è noto - deciso l'allontanamento dal Partito del compagno Franco Turigliatto, per la violazione dell'articolo dello Statuto che prevede il vincolo di mandato;
Tenuto conto che successivamente i deputati Paolo Cacciari e Salvatore Cannavò, proprio sul tema della guerra in Afghanistan, hanno ugualmente espresso in aula atteggiamenti difformi da quelli del gruppo di appartenenza;
Valutato che un'espulsione dei compagni Cacciari e Cannavò, oltre che essere sbagliata, avrebbe conseguenze distruttive all'interno del Partito e che, d'altra parte, non è pensabile trattare in modo differente sul piano disciplinare comportamenti uguali sotto il profilo statutario, pena la cancellazione di un regime di certezza dei diritti e dei doveri per tutti gli iscritti;
Chiede al Partito di mettere in modo gli adempimenti formali necessari a una revisione della decisione presa al fine di riammettere il compagno Turigliatto nelle file del PRC.
- Voto della Conferenza: 21 favorevoli, 16 contrari, 5 astenuti.
- Approvato a maggioranza
"Legino" - Presentato da Armando Codino
- La presenza di un circolo radicato e importante sul territorio di Legino deve significare la capacità di presenza e di proposta del PRC per realizzare quella indicazione, presente fortemente anche nel programma del Sindaco Berruti, che noi abbiamo lealmente e coerentemente sostenuto e sosteniamo, di una crescita continua dell'attenzione verso i quartieri. Attenzione che si deve concretizzare sia con la presa in carico dei bisogni della popolazione su ogni piano (assistenza, proposta culturale, territorializzazione dei servizi sanitari, ecc) sia con una nuova proposta culturale, che veda anche un rapporto costante e in qualche modo "utilitaristico" con la presenza nel nostro territorio dell'università, per individuare nuovi strumenti di intervento nel mondo del lavoro, di cui l'insediamento PAIP, anch'esso nel territorio del circolo, è segno importante ma anche sfuggente, nel senso che non siamo riusciti fino ad oggi, a costruire con questa realtà alcun rapporto costante ed incisivo, per cui l'attenzione del circolo su questo terreno deve crescere senza posa. È evidente che su questo piano il rapporto con la presenza dell'università può e deve significare una proposta culturale al territorio continua e significativa, che si realizzi sia attraverso singole iniziative (concerti, conferenze, cicli di film, proiezione di documentari, ecc) come attraverso la programmazione di un "programma culturale" che innalzi da qualità della conoscenza e della capacità di intervento e di modifica del contesto quotidiano come di quello di prospettiva. In questo senso appare indispensabile creare con l'università un rapporto costante che consenta l'utilizzo di strumenti conoscitivi della realtà territoriale partecipati dalla più ampia fascia di cittadini e di giovani, in particolare sui temi del lavoro, della precarietà, dell'insicurezza sociale, sulla mobilità e sulla flessibilità intesa come totale rassegnazione all'ordinamento neo-capitalista della società.
Maggiore collaborazione con le SMS e le altre associazioni di massa, nonché con chi è presente nelle istituzioni anche a livello di circoscrizione e di consiglio di quartiere. Vitalità politica e culturale della vita del quartiere collegata anche con la festa provinciale che si svolge sul nostro territorio.
Occorre infine censire le realtà, esistenti e di futura realizzazione sul territorio del circolo, che creano o potranno creare problemi dal punto di vista ambientale: sono presenti in zona PAIP ed in zona casello autostradale diversi insediamenti produttivi e non (ERG, depuratore, futuro centro di conferimento ATA). Siamo altresì circondati da boschi che, con gli incendi dolosi che ogni anno ne diminuiscono drasticamente l'estensione, rappresentano un patrimonio sempre più delicato, che deve essere salvaguardato.
- Voto della Conferenza: 42 favorevoli, nessun contrario, 2 astenuti.
- Approvato a maggioranza
"Solidarietà con Cuba" - Presentato da Luciano Dondero
- Il PRC impegna il governo italiano ad agire contro il blocco che gli Stati Uniti conducono da decenni contro Cuba, con le seguenti modalità:
- L'Italia si fa promotrice di un'iniziativa dell'Unione Europea per applicare su scala europea le risoluzioni dell'Assemblea Generale dell'ONU che condannano il blocco USA.
- L'Italia riafferma la propria sovranità nazionale e si rifiuta di adempiere alle disposizioni illegali ed extraterritoriali dei dispositivi di legge statunitensi che esigono da altri paesi l'attuazione del blocco USA contro Cuba.
- Nel contesto della lotta internazionale contro il terrorismo, il governo italiano chiede al governo USA:
- il rilascio dei cinque cubani detenuti in carceri USA per aver operato concretamente e fattivamente ad impedire atti di terrorismo contro cittadini cubani e statunitensi da parte della mafia terrorista di Miami;
- la chiusura del lager di Guantanamo e il rispetto dei diritti umani di tutti i detenuti.
- Voto della Conferenza: 40 favorevoli, nessun contrario, 1 astenuto.
- Approvato a maggioranza
"Comprendere Cuba e l'America Latina" - Presentato da Luciano Dondero
- Qualunque discussione seria sulle prospettive di "un altro mondo possibile" non può prescindere da uno studio serio e da una conoscenza approfondita della realtà di Cuba, primo territorio libero dell'America Latina e degli eventi che stanno trasformando quel continente negli ultimi anni.
In estrema sintesi si può osservare che, trascorsi quindici anni dal crollo dell'URSS e dei cosiddetti "paesi socialisti" dell' Europa orientale, e nonostante i guasti provocati da lunghi decenni di un criminale blocco statunitense contro Cuba, questo paese, a soli 150 chilometri dal colosso imperiale, rimane un punto di riferimento tanto per il continente latino americano che per il mondo.
Ciò è vero in primo luogo dal punto di vista del progresso e della giustizia sociale, con l'esempio impressionante della medicina cubana, gratuita per tutti, e fra le migliori del mondo, con decine di miglia:" di medici cubani impegnati a fornire assistenza medica in decine e decine di paesi, mentre nelle scuole di Cuba si preparano gratuitamente altre decine di migliaia di quadri medici provenienti da numerosi paesi del Terzo mondo.
Ma Cuba ha condotto e conduce uno sforzo di approfondimento culturale e teorico- politico, che manifesta la vitalità sia del gruppo dirigente storico della rivoluzione, sia delle nuove generazioni di dirigenti cubani.
Da qui il supporto e l'ispirazione che Cuba ha fornito e fornisce ai nuovi processi emergenti in America Latina, dove Cuba insieme a Venezuela, Bolivia e Nicaragua integra l'ALBA, il mercato comune alternativo all'ALCA promosso dagli Stati Uniti. E naturalmente in un senso più generale, quest'influenza si estende anche oltre, in Ecuador, in Argentina, in Cile, in Brasile, in forme e manifestazioni diverse.
Questo chiama tutto il partito non solo ad evitare in prima persona qualunque presa di posizione superficiale sulla realtà cubana, che in effetti manifesta una subordinazione alla persistente campagna di demonizzazione di Cuba condotta dall'imperialismo USA, ma anche di promuovere al nostro interno un lavoro serio per la conoscenza della realtà cubana e latino americana.
Ciò al fine di promuovere un intervento del PRC nella società italiana, a partire dal movimento dei movimenti, che sia capace di fare di ciò che avviene veramente a Cuba e in America Latina un tema di discussione in senso positivo.
- Voto della Conferenza: 39 favorevoli, nessun contrario, 2 astenuti.
- Approvato a maggioranza
"La democrazia di genere" - Presentato da Anna Giudice, Piera Barberis, Giuliana Cornetti, Andreina Siri, Alice Bragantini
- La necessità di un riequilibrio di genere deve essere per noi la consapevolezza che lo squilibrio, che non esclude il nostro Partito, è reale.
Riteniamo indispensabile che le donne non siano solo componenti aggiuntive, annesse ad un piano di lavoro costruito da uomini, donne accreditate ad essere accolte come richieste dallo Statuto per "riequilibrare" strutture ed organizzazioni. Sosteniamo, invece, un riequilibrio delle platee non pensato come un semplice strumento aggiuntivo che vada ad integrare la parte maschile del Partito ma come un indispensabile elemento di civilizzazione che conduce verso la costituzione dei percorsi delle differenze.
Consideriamo fondamentale il superamento dell'idea che la differenza sessuale sia una qualità delle donne, le differenze di genere sono, almeno, due: la differenza di genere femminile e la differenza di genere maschile.
Le donne, nella società, vengono poste e si pongono come una contrapposizione al genere maschile, considerato l'unico modello accettabile a cui ci si deve uniformare.
Noi intendiamo riconoscere la parzialità del nostro sguardo e non uniformarci al modello privilegiato.
La riflessione sulla differenza di genere non è, infatti, solo una questione femminile.
Non vogliamo opporci e contrapporci all'altro genere ma sentiamo la necessità di produrre un percorso coincidente sulle finalità e nello stesso tempo parallelo e complementare.
Vogliamo che anche gli uomini mettano in gioco la propria diversità, per uscirne accresciuti, una politica senza donne è una politica mutilata e astratta.
Le "quote rosa" sono state accolte in pensieri eterogenei e sviluppate con processi differenti dalle donne e dagli uomini del nostro partito: chi le ha ritenute indispensabili, chi un punto di partenza, chi le ha giustificate, chi le ha considerate inefficaci, chi ha attribuito alle quote una conferma, da ambedue i generi dell'immagine del sesso secondo.
A prescindere dalle differenze di giudizio sulle "quote", consideriamo che sia priorità dell'obiettivo femminile quello di operare nella politica e nel Partito con una propria autonomia.
E' necessario che la politica degli uomini e delle donne riparta da qui e che prenda sostentamento dalle differenze di genere e si arricchisca al contempo delle diversità e delle uguaglianze.
Riteniamo che gli intrecci delle diversità debbano essere la base di una ricerca comune e parallela per la fondazione di una struttura per una nuova società in contrasto con la mercificazione dei corpi, con la stereotipizzazione dei ruoli, con lo sfruttamento.
Ricostruire dunque le dimensioni politiche mettendo in risalto le differenze e utilizzando le differenze come fonte di crescita.
Siamo quindi convinte che una politica degli equilibri dei generi, basata sul disordine e sulla scompaginazione degli stereotipi dell'unica forma di politica esistente, quella degli uomini, sia l'unica politica possibile.
- Voto della Conferenza: 41 favorevoli, nessun contrario, nessun astenuto.
- Approvato all'unanimità
"La scommessa di Rifondazione" - Presentato da Marco Ravera a nome della Segreteria regionale e provinciale
- La scommessa di Rifondazione nella costruzione di una soggettività politica europea capace di contrastare la politica neoliberista e di rilanciare la centralità dei diritti civili e sociali dei lavoratori e dei cittadini, passa attraverso un processo di ricomposizione sociale che vede protagonisti i soggetti politici, sociali e di movimento che nel corso di questi ultimi anni hanno insieme contribuito alla rottura della dittatura culturale del pensiero unico.
Un progetto unitario e radicale, che non può prescindere dalla innovazione politica della valorizzazione delle differenze, assunte come patrimonio collettivo e non come individualizzazione soggettiva da emarginare o peggio contrastare.
Un progetto, quindi, che favorisca pratiche inclusive anche rispetto alla direzione interna al partito, in tutte le sue articolazioni territoriali, contrastando qualsiasi forma di emarginazione del dissenso, che rischia sempre più di alimentare divisioni e lacerazioni, in una fase che necessiterebbe invece il rafforzamento della comunità politica attraverso la partecipazione di tutte/i le/i compagni.
La difficile situazione politica nazionale impone a tutto il partito uno sforzo collettivo, certamente per rafforzare l'immagine esterna attraverso il moltiplicarsi di iniziative politiche ed istituzionali che incrocino le istanze della nostra comunità, ma anche per sospendere le lotte intestine, prescindendo dalle identità di collocazione politica all'interno del partito e favorendo il confronto e la discussione sui temi delle iniziative politiche da perseguire.
La collocazione politica del partito nell'attuale quadro istituzionale non è elemento dirimente nella formazione delle direzioni politiche locali, le istanze congressuali sono i luoghi specifici in cui si dibatte e si decide la linea politica. Non è questo, quindi il problema.
Il problema è quello dell'agire politico sul territorio e tra i soggetti sociali di riferimento: in questa pratica politica occorre avere tutte le risorse a disposizione e costruire l'azione in modo largo, partecipato e condiviso. L'iniziativa sociale e politica sui temi del lavoro e del welfare, dei conflitti sociali e territoriali, non sono terreni di separatezza nel partito, anzi la stessa attuale difficoltà politica potrà essere superata solo se si riprende una azione forte del partito sul terreno sociale e su vasta scala.
L'importante progetto della Sinistra Europea potrà trovare slancio territoriale a partire dal rafforzamento del partito nella sua unitarietà: recuperare e rilanciare una nuova agenda politica, partendo dalle lotte comuni sui temi del lavoro e della precarietà, del pacifismo e della non violenza, dei beni comuni e dei diritti di cittadinanza, della partecipazione e della democrazia, in grado di reggere il confronto con le forze riformiste dell'Unione, questo l'obiettivo da perseguire attraverso la Sinistra Europea, se si vuole, davvero, provare a determinare, con efficacia e consenso, un cambiamento per l'alternativa di società.
La Conferenza di Organizzazione della Federazione di Savona assume questo orientamento come strumento fondativo dell'agire politico del partito e ne costruirà su tali basi la sua forma organizzata di direzione.
- Assunto dalla Commissione politica