La Conferenza di Organizzazione provinciale

Il presente e il futuro della Rifondazione Comunista

Due giorni di dibattito alla Sala riunioni della Chiesa Evangelica di Savona Franco Zuninoper discutere del futuro di Rifondazione Comunista, per approfondire i temi che oggi sono all'ordine del giorno di una agenda politica che, da qualunque punto di vista la si osservi, non può non avere ripercussioni anche sulla struttura del Partito, visto che ogni giorno la mette costantemente alla prova.

Al dibattito della Conferenza di Organizzazione provinciale hanno preso la parola una ventina di compagne e compagni, più gli interventi di apertura del Segretario della federazione Marco Ravera e le conclusioni svolte dal compagno Alessio Arconzo dell'Esecutivo nazionale dei Giovani Comunisti/e.

Nella sua esposizione introduttiva, Ravera ha illustrato i passaggi fondamentali del documento della Segreteria nazionale del PRC e vi ha aggiunto alcune note di carattere locale: "Il lavoro unitario che stiamo svolgendo a Savona da sette mesi a questa parte va nella direzione di un rafforzamento dell'organizzazione complessiva di Rifondazione Comunista", ha detto alla platea. A Savona, infatti, come in molte altre federazioni non esistono più maggioranze e minoranze definite, ma una unità di intenti che travalica non tanto le differenze culturali e di impostazione politica nel senso più lato, quanto i blocchi granitici che trovano nutrimento dalle contrapposizioni pregiudiziali che troppo spesso si sono frapposti nel lavoro di composizione di una sintesi politica necessaria per un Partito comunista.

Marco Ravera ha posto l'accento sull'impegno di Rifondazione per la costruzione di una sinistra ampia che possa condividere un programma di critica al neoliberismo e, quindi, uscire dagli schematismi della compatibilità del mercato con le esigenze della politica, reintroducendo le rivendicazioni sociali dei più deboli nell'agenda politica dei comunisti. "Del resto - ha concluso il Segretario provinciale del PRC - siamo e rimaniamo comunisti proprio per questo".

Dalla tribuna si sono succeduti poi molti interventi che hanno esposto in modo cristallino le differenze sia politiche che strategiche che albergano in Rifondazione Comunista su una serie di Giorgio Barisone e Alessio Arconzotematiche che sono in fase di elaborazione e definizione: dal Partito della Sinistra Europea, su cui sono stati espressi giudizi fortemente critici da Marco Sferini di "Essere comunisti" e da Giorgio Barisone di "Controcorrente", sino al ruolo del Partito nello scacchiere di un mondo politico nazionale (e a cascata anche locale) dove la futura prossima presenza del Partito democratico spariglierà le carte e costringerà chi non si riconosce in quel progetto ad approntare una soluzione organizzativa per la sinistra che vuole ancora essere tale. Christian Briozzo del Circolo "Siccardi" di Albenga, neanche ventenne giovane comunista, ha definito prioritaria la partecipazione dei soggetti di massa alla vita politica e al progetto classista del Partito. "Riconfermare il ruolo di classe di Rifondazione Comunista è l'unico modo per contrastare i progetti padronali, per stare veramente dalla parte dei lavoratori e dei moderni proletari". Una bella passione comunista quella di Christian che ha emozionato molto tutti, che ha inorgoglito un pò, facendo dimenticare per un secondo la cruda realtà quotidiana dei compromessi di palazzo e delle trattative costanti per tenere in piedi una coalizione di governo che è unita ma che non conosce sosta nel rischio quotidiano di alterazione del livello di guarda della disomogeneità sostenibile, atta a garantire la sopravvivenza dell'esecutivo.

Luciano Dondero di "Sinistra critica" ha messo a fuoco il tema del pluralismo interno, del rispetto del dissenso e ha esposto le ragioni per cui occorrerebbe ripensare alla decisione di allontanamento dal Partito del compagno Franco Turigliatto. Qualche rumoreggiamento in sala e una richiesta di replica a ciò da parte del compagno Arconzo hanno lasciato spazio ad uno scambio di opinioni che non ha tardato a divenire accesa polemica.

Il ritorno ai lavori della Conferenza è stato comunque quasi immediato, con il proseguimento del dibattito. Ruggero Cattaneo e Giuliana Cornetti hanno Marco Sferinipuntato il dito sulla necessità di consentire la libera espressione delle opinioni di tutti ma nel rispetto imprescindibile della linea che viene definita dalla maggioranza del Partito. Franco Zunino, Assessore regionale all'Ambiente, ha illustrato un ordine del giorno attinente alle questioni "rosso-verdi" e alla compatibilità tra sviluppo e salvaguardia dei nostri territori. Anna Giudice ha letto all'assemblea il testo di un documento per la tutela e l'ampliamento dei diritti delle differenze di genere, mentre Armando Codino ha ricondotto la discussione sulla non rimandabile esigenza di dare una "spinta propulsiva" all'operatività delle strutture di base del Partito: i circoli. "Un lavoro - ha detto il responsabile organizzazione della federazione - che questa Segreteria provinciale ha iniziato a fare proprio ripartendo dai circoli che hanno visto ridimensionato il loro numero di iscritti e la loro attività anche da avvenimenti come la micro-scrissioni che si è avuta in due circoli: Villapiana e Finale Ligure. Entrambi sono "ripartiti" proprio in queste settimane e presto torneranno ad avere sedi, bacheche e a svolgere feste e momenti di aggregazione politica. Il Circolo "Luxemburg" di Finale, a questo proposito, ha già organizzato iniziative sul proprio territorio con esponenti nazionali come il deputato Ramon Mantovani. Per Villapiana, a breve, una sede completamente rinnovata e una festa il Primo Maggio per autofinanziare l'attività del circolo.

Insomma, Rifondazione Comunista si muove senza neanche il bisogno dell'"eppur" tanto celebre e di storica memoria. Al dibattito è seguita la fase delle votazioni degli emendamenti e degli ordini del giorno a cui dedichiamo nello specifico lo schema sottostante che riporta gli esiti delle votazioni e i testi dei documenti presentati. Nelle sue conclusioni, Alessio Arconzo, che si definisce "uno di quei ragazzi nati politicamente con la disobbedienza, con la voglia di far valere il proprio espressionismo politico e culturale al di là non solo delle regole, ma anche dei collegi di garanzia", ha riproposto il tema del governo. "Non esistono governi amici. Il governo è e resta, per noi, un mezzo, uno strumento importante certo, ma pur sempre uno strumento. Non siamo dei governisti, non abbiamo questa malattia che porta alla degenerazione della propria identità politica se sposata sino alle estreme conseguenze".

Sono le 20.00 circa di una domenica piovosissima. La Conferenza savonese è finita. Si riparte dai circoli, si riparte da una Rifondazione Comunista che vuole unire il proprio passato ideale con un presente che deve sposare un pragmatico senso dell'esserci, nelle istituzioni e nelle piazze, proprio per non cadere in uno studio ontologico di sè stessa che finirebbe per diventare la peggiore dimostrazione di una inconcludente e vuota testimonianza.

la redazione del sito
Savona - 25 Marzo 2007