Spostare l'Ospedale San Paolo?

L'ospedale di Savona e quello di Pietra Ligure in zone "troppo belle per degli ospedali"

L'estrema disinvoltura con la quale si affronta il tema sanità nella nostra provincia, e non solo, mi lascia perplesso. Penso ai tagli dell'ASL, all'idea mal celata dil'Ospedale San Paolo di Savona depotenziare l'Ospedale San Giuseppe di Cairo o alle "colpe" che pesano sul Santa Corona di Pietra Ligure e sul San Paolo di Savona costruiti in zone "troppo belle per degli ospedali". Zone evidentemente sprecate per qualcuno. Per questo credo sia da rigettare con forza l'idea del "monoblocco" a Pietra Ligure idea avanzata dalla vecchia Giunta Biasotti e oggi tornata in auge e sponsorizzata anche da chi allora la rigettava. Così come è da respingere al mittente la proposta di un "nuovo San Paolo" avanzata da alcuni autorevoli esponenti del Partito Democratico.

Un'idea per me folle da respingere per diversi motivi. L'Ospedale San Paolo di Savona ha solo trenta anni ed è in buonissime condizioni, non solo le diverse aree verdi all'interno del complesso e la piacevole vista sul mare alleviano la degenza dei pazienti. Non mi convince nemmeno il pretesto della viabilità anche perché pensato solo ed esclusivamente dal punto di vista del trasporto privato e non del trasporto pubblico.

C'è poi il tema della pesante crisi che stiamo attraversando. Dobbiamo investire forze ed energie per difendere i servizi e i presidi esistenti non certo per cancellarli. Infine c'è l'aspetto legato alla cementificazione del territorio. Le recenti drammatiche alluvioni dovrebbero insegnarci che il nostro territorio ha già dato, non può permettersi altre edificazioni. Il "nuovo San Paolo" verrebbe, invece, finanziato dalla realizzazione di oltre 400 alloggi con vista sul mare nell'attuale area dell'ospedale. Pura follia per chi vuole tutelare il territorio, pura follia per chi ha a cuore il servizio pubblico.

Marco Ravera
Segretario provinciale Rifondazione Comunista
Savona - 11 Dicembre 2011