Qualche ragione per scioperare il 2 luglio

L'intervento del Segretario CGIL Francesco Rossello

Un tempo gli slogan servivano a sintentizzare un'idea in maniera semplice e accessibile. Francesco RosselloPrima c'era il merito, poi lo slogan che lo rappresentava. Di fronte al modello berlusconiano secondo il quale uno slogan ha dignità se serve a mantenere il consenso a prescindere dai contenuti, parlare di merito, magari essere anche un po' noiosi, diventa un atto quasi rivoluzionario.

Il 2 luglio la CGIL ha proclamato uno sciopero generale di tutti i lavoratori con manifestazione a Savona in piazza Sisto IV alle 9, perché ci sono tante ragioni di merito per sostenere che questa manovra colpisce ingiustamente i più deboli, i lavoratori pubblici ma anche i privati e i pensionati, i lavoratori autonomi con redditi bassi e i precari. Ovviamente, a chi ci accuserà di fare "uno sciopero ideologico", è bene chiarire subito che nessuno mette in dubbio la necessità di una manovra che riduca la spesa pubblica, ma a patto che si riducano gli sprechi reali, che ci sia una reale lotta all'evasione, che si colpiscano le rendite e i patrimoni, che si investa nella crescita. Tutto questo non avviene. Per non fermarci agli slogan vediamo perché e quali saranno gli effetti sui lavoratori savonesi.

Dipendenti pubblici

In provincia di Savona i dipendenti pubblici sono circa 13000 così suddivisi: 4500 sanità, 4200 scuola, 3000 Enti locali, 1200 ministeri ed enti pubblici non economici. Aggiungendo i lavoratori delle forze dell'ordine il totale supera sicuramente i 15000 lavoratori.

La paga di un lavoratore pubblico è composta sostanzialmente dalla paga base e dal salario accessorio. Alcuni esempi: un cantoniere guadagna €1020 (netto) e può arrivare col salario accessorio (che varia di Comune in Comune) a circa €1200. Un impiegato comunale guadagna 1200 e può arrivare a 1300. Un collaboratore scolastico (il vecchio bidello) guadagna 900 €, un insegnante 1200 € e possono aumentare la loro busta paga di circa 100€ al mese col salario accessorio.

La finanziaria blocca fino al 2014 gli aumenti contrattuali per i dipendenti pubblici. E' impossibile ipotizzare un recupero attraverso il cosiddetto salario accessorio perché nel decreto è specificato che non possono esserci incrementi salariali rispetto a quanto percepito nel 2010. Quindi, un lavoratore pubblico Francesco Rossellopercepirà lo stesso identico stipendio da oggi al 2014.

Si calcola che nei 4 anni ogni lavoratore perderà mediamente 3000 €. In altri termini vuol dire che nei prossimi 3 anni, nella nostra provincia circoleranno sicuramente 45 milioni di euro in meno.

Circa 150 precari del pubblico impiego non verranno rinnovati in virtù della norma che dimezza i finanziamenti per i contratti a tempo determinato e per le collaborazioni. Questi 150 vanno ad aggiungersi ai 100 precari della scuola che quest'anno non verranno rinnovati a causa della seconda tranche di tagli previsti dalla riforma Gelmini. Nel 2010 in provincia di Savona il pubblico impiego licenzierà 250 lavoratori (per fare un paragone più del piano di mobilità previsto da Ferrania).

Pensioni

Con la riduzione delle finestre pensionistiche ad una ci rimettono tutti i lavoratori. Ad esempio, un lavoratore che matura i requisiti per andare in pensione (di anzianità, quindi 40 anni lavorativi, o di vecchiaia, quindi 65 anni per gli uomini e 60 per le donne) l'1/1/2011 con il vecchio sistema sarebbe andato in pensione il 1/7/2011, con la finestra unica andrà il 1/2/2012. Oltre a dover lavorare di più, i contributi versati in quei 7 mesi non saranno utili a rivalutare la pensione. In sostanza quel lavoratore "regala" 7 mesi di versamenti contributivi ad un ente previdenziale (l'Inps) che peraltro è già in attivo.

Inoltre, la manovra prevede l'innalzamento della pensione di vecchiaia per le donne del pubblico impiego dai 61 anni attuali ai 65 anni a partire dal 2012. Riprendendo l'esempio di prima, una lavoratrice che maturi i requisiti il 1/1/2012 andrà in pensione il 1/2/2017 anziché il 1/7/2012.

Infine non viene garantita una salvaguardia per i lavoratori che sono in mobilità. Ad esempio, Francesco Rosselloun lavoratore ha accettato di andare in mobilità a gennaio 2010 sapendo che con i 3 anni previsti avrebbe raggiunto l'età per la pensione; se questo lavoratore rientra tra i casi per i quali l'apertura della finestra slitta oltre i 3 anni, rischia di non avere più copertura per i mesi eccedenti. Perché rischia? Perché la finanziaria fissa un tetto di 10000 lavoratori in mobilità per i quali verrà garantita la salvaguardia (cioè andranno in pensione alle vecchie condizioni), salvo poi indicare con quale priorità individuare quei lavoratori (visto che la platea degli interessati è almeno 5 volte tanto). In provincia di Savona, tra gli altri, sono a rischio i lavoratori che sono già in mobilità (per essere accompagnati alla pensione) di Ferrania, Piaggio, Ocv.

Evasione

Gli Enti ministeriali presenti a livello territoriale che tra le loro funzioni hanno anche quella del contrasto all'evasione sono: Agenzia delle entrate, Ministero economia e finanze, agenzia del territorio, Agenzia delle dogane, Direzione provinciale del lavoro. Complessivamente questi enti impiegano circa 320 lavoratori (il tutto con l'esclusione della guardia di finanza). Di questi 320 lavoratori, solo 30 sono ispettori e si occupano di effettuare verifiche nelle aziende attraverso vere e proprie incursioni nelle sedi. Facendo il rapporto c'è 1 ispettore ogni 1038 aziende (comprese le partite Iva individuali).

Paradossalmente i lavoratori delle agenzie fiscali (dogane, agenzia delle entrate e del territorio, oltre 260 dipendenti in tutto) sono quelli più colpiti dalla manovra finanziaria, perché nel loro caso, oltre al blocco degli aumenti viene proprio levato il salario accessorio (in media vuol dire rinunciare a 1700€ all'anno). Il blocco del turn over (cioè l'impossibilità di fare nuove assunzioni) impedisce di adeguare l'organico per una maggiore presenza sul territorio.

Oltre a tutto questo, la finanziaria limita anche il raggio d'azione degli ispettori. Infatti, la manovra prevede che gli ispettori non possano più utilizzare i mezzi propri per andare a fare le incursioni e le verifiche nelle aziende. A Savona (ma è così ovunque) gli enti preposti non hanno mezzi "aziendali" da mettere a disposizione, così l'unica possibilità che resta all'ispettore è quella di muoversi col mezzo pubblico. Per cavarsela con una triste battuta, se si vuole evitare l'ispezione è sufficiente avere la sede dell'azienda lontana dalla fermata dell'autobus.

A tutto questo si aggiungono i tagli agli enti locali. c'è il rischio che aumentino tasse e tariffe locali. Come la baandiera della CGIL
due immagini di Francesco Rossello Segretario Generale CGIL Savona
compenserà i tagli la Regione? Non finanziando gli ammortizzatori in deroga, tagliando i servizi sociali o il contributo per il trasporto pubblico? A tutto questo si aggiunge il fatto che i gravi tagli alla scuola sono già compensati da interventi straordinari dei Comuni e, laddove non è possibile, da servizi pagati direttamente dai genitori.

CISL, UIL e isolamento

A noi piace firmare accordi, non fare scioperi. A noi piace l'unità sindacale che è la condizione fondamentale per firmare buoni accordi. Ma per firmare buoni accordi bisogna, innanzitutto, essere convocati ai tavoli. Poi bisognerebbe cercare di evitare di attaccare i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Infine, sarebbe utile, non dico approvare, ma quantomeno cercare di accettare di discutere alcune delle nostre proposte. In tutta Europa, tutti i Sindacati si mobilitano contro le manovre varate dai rispettivi Governi. Rispetto al movimento sindacale europeo sono Cisl e Uil ad essere isolate.

I dati Eurostat ci dicono che negli ultimi 5 anni il 6,14% della ricchezza si è trasferito dai salari ai profitti e solo l'1% si è tradotto in nuovi investimenti. Quindi i guadagni ci sono, ma non vengono reinvestiti. Contemporaneamente diminuiscono i consumi e la produzione, perché chi paga questa crisi sono i redditi bassi (anche gli autonomi), il lavoro dipendente ed i pensionati. E' per queste ragioni che da tempo chiediamo una riforma fiscale a favore dei redditi da lavoro dipendente e una lotta all'evasione fiscale vera. Per la stessa ragione non siamo "fuori dalla realtà" quando chiediamo di avviare un piano per il lavoro incentivando le assunzioni a tempo indeterminato e quando chiediamo (assieme a molti Comuni di centro-destra e centro-sinistra) di rendere flessibile il patto di stabilità per i comuni virtuosi per poter avviare i cantieri. Se nella crisi ci sono persone che continuano ad arricchirsi, sono loro che devono pagare. Se nella crisi ci sono persone che continuano ad impoverirsi, sono loro che devono essere incentivate con politiche che sostengano la crescita, i consumi, l'occupazione. Credo che questo potrebbe essere uno slogan credibile perché sostenuto da un'idea forte.

Francesco Rossello
Segretario Generale CGIL Savona
Savona - 28 Giugno 2010