Lo scopo di questa relazione è quello di portare all'attenzione della Conferenza dei lavoratori, una realtà, complessa e molto articolata che è presente nella nostra realtà sociale ed economica, la questione portuale.
Un partito come il nostro non può prescindere di analizzare
in modo compiuto ed approfondito una realtà così importante e di sviluppare un'azione politica che traguardi uno degli obiettivi strategici come la tutela della condizione del lavoro e dei lavoratori.
Storicamente il porto di Savona è stato uno dei riferimenti della sinistra storica dove il radicamento del Partito Comunista era parte integrante della Compagnia Portuale e ne determinava i destini, purtroppo negli anni questa presenza si è affievolita fino ad esaurire la propria azione, attualmente l'unica presenza organizzata è quella rappresentata da lotta comunista, fortunatamente la CGIL è riuscita con efficacia a sviluppare il proprio radicamento in porto e determinare alcune scelte strategiche all'interno del Comitato Portuale.
Queste premesse vogliono significare che per il nostro partito diventa strategico e necessario sviluppare una approfondita analisi politico/economica, al fine di elaborare una propria piattaforma che sia propositiva e credibile.
Dal punto di vista della movimentazione di merci, a livello complessivo tra il '97 e il 2007 si è registrato un incremento complessivo del 52%, pari ad una crescita di circa 5,5 milioni di tonnellate.
Lo sviluppo ha interessato ogni zona di attracco: 640.000 tonnellate in più nel bacino di Savona (+33,5%), 2,2 milioni di tonnellate in più ai pontili in rada (+27,1%), ma soprattutto oltre 2,6 milioni di tonnellate in più nel bacino di Vado (+481%), dove in particolare il traffico container è cresciuto esponenzialmente, dalle poche migliaia di Teu del 1997 a oltre 242.000 nel 2007.
Altrettanto importante è stata la crescita nel settore passeggeri, dove in questi anni si è registrato il consolidamento delle crociere nel porto di Savona (la prima nave da crociera vi ha fatto scalo il 1 novembre 1996) e dei traghetti nel porto di Vado (operativo dal 1998),
per un volume complessivo oltre di 1 milione di passeggeri nel 2007.
Nel primo caso, da un valor medio intorno alle 100.000 unità dei primi anni di attività si è arrivati nel 2007 a un flusso di oltre 761.000 crocieristi; nel secondo caso, dal 1998 al 2007 il livello dei turisti imbarcati e sbarcati dai traghetti per la Corsica si è mantenuto costantemente al di sopra delle 300.000 unità, con alcuni picchi superiori a 350.000.
Di pari passo con il traffico di merci e passeggeri, anche il numero delle navi che hanno fatto scalo nel porto di Savona Vado è significativamente cresciuto su entrambi i bacini portuali, raggiungendo nel 2007 le 1.735 unità, 488 in più rispetto al 1997 (+28,8%). In particolare, sono più che raddoppiate le navi che hanno fatto scalo al porto di Vado Ligure, salite da 263 a 543 unità (+106,5%), mentre nel porto di Savona si è passati da 594 a 692 unità (+16,5%). Stabili attorno a 500 unità, invece, gli scali agli impianti in rada (tanker e bettoline ai pontili e al campo boe, bulker al pontile per rinfuse solide di Vado).
Purtroppo la crisi internazionale ha colpito anche Savona, nel 2008 i traffici hanno avuto un calo non significativo, ma che ci ha fatto tornare sotto i 16 milioni di tonnellate di merci sbarcate, per la prima volta qualche terminalista ha utilizzato cassa integrazione e alcuni contratti a tempo determinato non sono stati confermati. La compagnia portuale, mantenendo fede alla sua natura, con difficoltà sempre crescenti, ha mantenuto la propria forza lavoro, anzi ha confermato i due momenti della relazione di Silvio Pirotto sul porto di Savona-Vado
foto di Marco Sferinilavoratori interinali passandoli soci.
Attualmente le imprese operanti in porto e collegate con le operazioni portuali sono 24 le imprese che rogano altri tipi di servizi sono 403, le ricadute occupazionali dirette sono circa 4.800 addetti e che generano una occupazione indiretta per circa 4.600 addetti. Il fatturato medio annuo generato è di circa 950 milioni di euro. Gli investimenti sul nostro territorio sono ingenti, l'autorità portuale nel 2008 ne ha fatti per l'importo di 15 milioni di euro. Questa è la dimensione di massima del sistema porto.
La nostra conferenza non può esimersi da valutare politicamente questa realtà e decidere se il partito debba tentare di dare un contributo affinchè il porto di Savona possa contribuire allo sviluppo ed alla ricchezza delle persone che intende rappresentare.
Silvio Pirotto
Savona - 15 Gennaio 2010