Il problema dei trasporti è una delle grandi questioni nazionali. In tutti sondaggi emerge come uno dei principali problemi che investono quotidianamente i cittadini. Per queste ragioni la fusione delle aziende consortili di trasporto ACTS-SAR-RT è senza ombra di dubbio una delle partite
più importanti che si giocheranno nel prossimo futuro.
È del tutto evidente che il progetto di unificazione è una conseguenza della politica di privatizzazione dei servizi pubblici locali, e delle normative in merito che sono inquadrate nella legge 133 dell'agosto 2008. In tale quadro quindi è logico attendersi un progetto, che oltre ad obbedire alle normative in merito (individuazione del gestore, gare europee e quant'altro), porterà in eredità una previsione di "risparmi" nei costi di esercizio rispetto agli attuali.
Il modo in cui si realizzerà questo progetto avrà un impatto diretto non solo sui cittadini fruitori del servizio di trasporto pubblico, ma esso coinvolgerà in modo diretto i numerosi lavoratori delle aziende consortili di trasporto.
Il nuovo Assessore provinciale ai Trasporti, Paolo Marson, ha più volte sostenuto che il progetto di fusione tra ACTS e SAR è già pronto. Durante un confronto pubblico avvenuto alla nostra Festa provinciale sul tema delle infrastrutture è stato fatto proprio tale annuncio. Linee ribadite nell'ultimo Consiglio provinciale e approvate all'unanimità.
Tuttavia i problemi che tale progetto dovrà affrontare sono molteplici e importanti. Ad oggi non ci è dato di conoscere il contenuto della "fusione" e non sappiamo se le parti sociali, che per noi dovranno essere coinvolte in modo evidente, abbiano notizie più dettagliate in merito.
Ci pare, tuttavia, che anche in questo caso si segua il canovaccio di altri temi importanti che sono sul tavolo provinciale in questo periodo. Il canovaccio è quello di una procedura e di una soluzione già preparata centralmente, che ha coinvolto solo i vertici, assessori provinciali e regionali, presidenti di
ACTS e SAR, con l'obiettivo di predisporre un pacchetto preconfezionato senza il preventivo coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti su un tema così importante. Questi attori a nostro dovrebbero essere: i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali, gli azionisti delle aziende consortili (comuni e province), la Regione, i consigli di amministrazione delle aziende consortili, gli utenti del servizio.
Il pericolo di una fusione eseguita con gli obiettivi primari del contenimento dei costi di esercizio è evidente e già sappiamo che se questa sarà la direzione e il costo di tale riorganizzazione ricadrà sia sui lavoratori sia sul servizio.
Inoltre la fusione tra ACTS e SAR porta con sé una riorganizzazione societaria che rimetterà in discussione i rapporti societari, le quote detenute dai singoli azionisti (comuni e provincie), e quindi le poste di bilancio che ogni comune azionista destina al servizio.
Ciò che a noi interessa evidenziare in questo momento sono alcuni problemi che riteniamo basilari nella riconfigurazione di un servizio pubblico importante come quello dei trasporti.
Anticipiamo che se il progetto di fusione evidenzierà la necessita di una riduzione dei costi di esercizio, questa riduzione dovrà essere ripartita in modo decrescente rispetto alla posizione organizzativa degli inquadramenti lavorativi.
A nostro parere la fusione delle aziende consortili di trasporto non dovrà essere assolutamente eseguita con l'obiettivo esclusivo di un ridisegno ed un riequilibrio dei consigli di amministrazione nella nuova società, ma dovrà affrontare il tema principale di un ridisegno strategico del trasporto pubblico locale che dovrà seguire le moderne visioni di intermodalità nell'obiettivo strategico di integrazione del trasporto gomma e ferro.
Il progetto di fusione dovrà, inoltre, essere accompagnato da un piano industriale capace di due foto dell'iniziativa tenutasi alla Festa di Liberazione
"Trasporto pubblico e infrastrutture. Sono davvero utili le grandi opere?"
in alto: Paolo Marson, Furio Mocco, Enrico Vesco
sotto: Maurizio Maricone Presidente ACTSaffrontare i seguenti temi:
Tali interventi potrebbero essere inseriti nella programmazione regionale dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate (FAS).
La fusione tra ACTS e SAR, quindi tra due aziende delle stessa provincia, è di per se positiva, ma per i motivi sopra evidenziati non ci pare opportuno oggi abbandonarci a facili e prematuri entusiasmi.
Marco Ravera - Segretario provinciale Rifondazione Comunista
Furio Mocco - Responsabile Lavoro PRC Savona
Savona - 9 Ottobre 2009