Tessuto industriale provinciale: un bollettino di guerra

L'Italia in recessione travolge anche la nostra provincia

La conferma delle stime ufficiali che parlano di un'Italia de-PIL-ata, cioè il cui Prodotto Interno Lordo è a zero, di un'Italia ormai in recessione, trovano conferma anche nella nostra provincia. La crisi profonda economico-produttiva della nostra provincia è ormai conclamata, ogni giorno le notizie di crisi industriali sono purtroppo all'ordine del giorno.

Di ieri la notizia che 155 lavoratori dell'AP di Cairo Montenotte saranno messi in cassa integrazione da ottobre e che ad altri 70 lavoratori precari non verrà rinnovato il contratto. Altri 100 lavoratori su i cancelli della FAC di Albisola Superioreun organico totale di 165 saranno messi in cassa integrazione per sei mesi alla OCV ex Vetrotex di Vado a causa della ristrutturazione di un forno. 45 dei 100 non saranno più ricollocati in azienda, ma "accompagnati" alla pensione attraverso gli ammortizzatori sociali della mobilità. 6 di loro rimarranno in esubero. Questi gli ultimi due casi che si aggiungono ad innumerevoli altri che si sono consumati nella nostra provincia (Fac di Albisola, Testa di Alberga solo per ricordarne alcuni).

Il caso Ferrania sta producendo dei risultati inclassificabili in termini decenti di cultura imprenditoriale. Il balletto del laminatoio in termini di posizionamento continua: "Ferrania - Cengio - altro sito", mentre i partners di tale impianto continuano a restare un mistero. Al protocollo di intesa e all'accordo di programma si sostituiscono indiscrezioni giornalistiche, che vengono ribaltate o smentite nei giorni successivi. Ormai il "si dice", "pare" hanno preso il posto di concreti programmi di intervento.

La crisi strategica dell'impresa italiana e provinciale si mischia a interventi edilizi turistico terziari costieri legati alle rilocazioni di realtà produttive. Forse sarebbe meglio ricordare a tutti, che tutte le crisi industriali provinciali e nazionali coinvolgono innumerevoli lavoratori, le loro famiglie. Questi lavoratori stanno pagando il prezzo di una inesistente politica industriale dell'intero sistema Italia, che ha fatto della diminuzione del costo del lavoro l'esclusivo filone di intervento. Essi stanno pagando di persona politiche strategiche fallimentari e miopi.

Alle promesse di investimento e di finanziamenti milionari da realizzarsi nel futuro si contrappongono interventi immediati sui lavoratori che forniscono la materia prima da consumare nel massacro sociale in atto nel nostro paese. Da troppo tempo il lavoro, le professionalità, le intelligenze non costituiscono più un patrimonio comune sul quale investire ad iniziare dalla scuola! È ora che si cambi sostanzialmente modalità di intervento, è ora che si ci riappropri della politica economico-industriale di prospettiva che è stata demandata al mercato e alla finanza che stanno producendo questi disastri.

Al di la del doveroso attestato di solidarietà nei confronti dei lavoratori coinvolti nelle molteplici situazioni di crisi industriale, occorre porre mano con tempi certi e stanziamenti altrettanto certi, ad alcune opere infrastrutturali viarie e ambientali di cui la Provincia di Savona e la Valbormida in i cancelli della FAC di Albisola Superioreparticolare, abbisogna da anni. Esse sono le infrastrutture ferroviarie necessarie al collegamento ligure piemontese (Savona-San Giuseppe-Ceva e Savona-San Giuseppe-Alessandria), la copertura dei parchi carbone di Bragno.

Innovazione tecnologia, formazione, artigianato specializzato, ambiente sono gli assi che possono iniziare una inversione di tendenza sia locale che nazionale in grado di fornire alle giovani generazioni una prospettiva alternativa alla disoccupazione o alla sotto-occupazione dilagante. Purtroppo ciò necessita di una volontà politica che risulta lontana anni luce dalle strategie di questo governo, Ministro Scajola compreso, del quale da più parti si caldeggia l'intervento (Il Secolo XIX del 26 settembre 2008).

La sensazione che si percepisce è che ancora una volta si cavalchino le disgrazie di migliaia di lavoratori per avallare scelte di retroguardia non condivise dai territori e dai lavoratori, a vantaggio di una classe imprenditoriale più attenta al mattone e alla finanza che all'impresa e per Uniformare l'assetto politico provinciale e regionale a quello nazionale.

Commissione Lavoro PRC Savona
Savona - 25 Settembre 2008