La centrale a biomasse non rilancerà Ferrania

Per Rifondazione e PdCI il progetto deve rientrare in un reale piano di rilancio industriale

Interveniamo nuovamente sulla questione della centrale a biomasse per lo stabilimento di Ferrania, per chiarire alcuni punti ed evitare fraintendimenti che si sono verificati negli ultimi tempi; interveniamo ora anche a fronte di nuovi fatti relativi alla deposito di biomassevicenda.

Intanto chiariamo subito che Rifondazione Comunista ed i Comunisti Italiani non hanno dato alcun via libera incondizionato alla autorizzazione per la costruzione e la messa in funzione di tale impianto; impianto che, è bene ricordarlo, non rientra nelle indicazioni del Piano Energetico Regionale, il quale prevede una potenza massima di 4 Mw per questo tipo di installazioni.

I nostri rappresentanti in maggioranza del Consiglio Comunale di Cairo, consiglieri Poggio e Ressia, a chiarimento che la posizione dell'Assessore all'Ambiente Goso non è assolutamente isolata, hanno ben precisato che l'eventuale assenso avverrà solamente quando saranno pienamente soddisfatte alcune richieste a tutela della salute della popolazione ed a garanzia del ruolo delle Amministrazioni Comunali interessate, ed in primo luogo Cairo Montenotte, anche solo per una questione di carattere territoriale.

Quali sono i nuovi fatti di cui parlavamo all'inizio? È avvenuto intanto che, a fronte delle legittime e ragionevoli richieste del Comune, ad oggi non è stato ancora possibile giungere ad un accordo su alcuno dei "paletti" richiesti che, lo vogliamo ribadire erano:

Aggiungiamo, inoltre, che la centrale in questione non può essere certo considerata il cuore dell'intero rilancio industriale del sito, in quanto comporterebbe deposito di biomassel'impiego di solo circa 20 addetti. Tutto ciò, a fronte di un forte ritardo nell'avvio degli insediamenti realmente produttivi previsti nell'Accordo di Programma. Tale impianto dovrà perciò essere di complemento all'intero sviluppo del piano industriale presentato dalla proprietà con il conseguente rientro in attività delle maestranze oggi in cassa integrazione (circa 400 unità) e non fine a sè stesso.

Queste preoccupazioni non sono dettate da "sterili isterie ambientaliste", ma sorgono a tutela, lo ripetiamo, della salute dei cittadini e dei lavoratori, ed anche per un maggior impulso alla ri-collocazione dei lavoratori in azienda.

Quindi, per queste ragioni, la nostra posizione in tutte le sedi istituzionali opportune sarà contraria a qualsiasi convenzione che non tenga conto delle richieste rammentate.

Direttivo Circolo "Bella Ciao" di Cairo Montenotte di Rifondazione Comunista
Circolo PdCI di Cairo Montenotte
Cairo Montenotte - 21 Settemre 2009