La vicenda Ferrania è lontanissima da una soluzione, o meglio è lontanissima da ciò che ognuno di noi pensa essere una soluzione accettabile in termini di riconversione industriale e salvaguardia occupazionale. La richiesta di inserimento della centrale a biomasse nell'accordo di programma risale ad un ordine del giorno approvato in consiglio regionale a fine 2006, rivendicato dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori presenti quel giorno a Genova.
È del tutto evidente che la soluzione della centrale a biomasse non ha alcun impatto occupazionale significativo, come del resto il piano industriale proposto, soprattutto se paragonato ai livelli occupazionali all'atto dell'aggiudicazione del bando.
Va ricordato che la Valutazione di Impatto Ambientale prodotta dalla Regione Liguria ha dato l'autorizzazone alla costruzione ed esercizio ad una centrale a biomassa vegetale verde a filiera corta. Questa è l'autorizzazione oggi rilasciata dalla Regione stessa. Per poter utilizzare altri tipi di combustibile,CDR o quant'altro legato al ciclo dei rifiuti occorre un atto formale da parte della Regione e degli uffici competenti finalizzato all'ammissione di tali combustibili nell'autorizzazione stessa. A oggi non ci pare che nè la Regione abbia provveduto alla variazione dell'autorizzazione, nè che tale richiesta sia pervenuta da parte della proprietà.
Specifichiamo questo al fine di chiarire anche alcuni passaggi formali che qualcuno da già come assodati, ma dei quali non vi è alcun riscontro formale.
È del tutto evidente che il problema Ferrania è di carattere strategico, di prospettiva industriale ed occupazionale credibile. L'ultimo piano industriale è del tutto insoddisfacente da questo punto di vista. Il comparto delle cosiddette energie alternative (fotovoltaico) prevede una trentina di ocupati nel 2010 e non garantisce una alterniva univoca.
Rifondazione Comunista a livello istituzionale dove rappresentato ed i singoli circoli territoriali hanno sempre ribadito e sostenuto la non sottoscrivibilità degli accordi di programma via via sottoposti alla firma in questi anni. Accordi che, invece, puntualmente sono stati sottoscritti da tutte le altre forze politiche e dei quali oggi viene richiesto il rispetto da parte della proprietà stessa. Tale atteggiamento e strategia è documentata da varie posizioni prese nei singoli comuni locali a livello di consiglio provinciale e regionale.
Ad oggi si può chiaramente affermare che tutte le richieste da parte della proprietà siano state assentite, a partire dalla revione dei contratti, la cassa integrazione, finanziamenti, ecc...
Precisiamo che l'assenso alla centrale a biomasse, al di la delle autorizzazioni e delle valutazioni di impatto ambientale, così come altri finanziamenti, sono vincolati al decollo di un piano industriale credibile e sostenibile anche da un punto di vista occupazionale. Cosa che a tutt'oggi non è ancora avvenuta e che non è per nulla compresa nell'attuale piano industriale.
Dal punto di vista strettamente amministrativo quindi siamo di fronte ad una autorizzazione regionale che ingloba la centrale a biomasse di Ferrania nel Piano Energetico Regionale, per la quale esistono prescrizioni precise e chiare.
La posizione del PRC in merito agli sviluppi futuri sarà quella di appoggiare ed acconsentire interventi inseriti nel piano industriale solo se sorretti da un miglioramento occupazionale unito ad una sostenibilità ambientale dimostrabile.
Furio Mocco
Responsabile Lavoro PRC Savona
Savona - 26 Luglio 2009