Spezzatino di laminatoio in salsa di biomassa vegetale verde, con contorno di fotovoltaico su un piatto di LCD, al profumo di aiuti ministeriali, accompagnato con ottimo sangue delle maestranze superstiti. Questo è in estrema sintesi quanto si è capito durante l'assemblea sindacale di oggi, 19 Dicembre 2007!
Che da oggi alla metà di gennaio si decida il non futuro del sito produttivo di Ferrania è cosa assodata, ciò lo si capisce da come stiano andando le cose e dall'aspetto formale con il quale si stiano compiendo e traguardando tappe e scadenze. Incontri romani, nuovi piani industriali, nuovi accordi di programma vengono portati avanti senza che nessun mortale possa conoscerne i contenuti, che si dichiara da più parti (azienda, sindacato, istituzioni) siano ancora assolutamente verbali.
Il contenuto del nuovo accordo di programma che verrà probabilmente firmato entro il 15
gennaio 2008 è ancora, per tutti noi, una pagina completamente bianca, che si dice, verrà riempita con i progetti del fotovoltaico, schermi piatti, laminatoio, biomasse, della piattaforma tecnologica che pare riprendere quota in queste ore, e che comprenderà anche il nodo infrastrutturale, il ricorso agli ammortizzatori sociali, il contenzioso tra nuovi proprietari e gestione commissariale.
Per la prima volta durante l'assemblea sindacale del 19 dicembre si è venuti a conoscenza e si è formalizzato che la strategia che si delinea è quella di un vero e proprio spezzatino del sito produttivo di Ferrania, che si appresta a diventare un contenitore di piccole-medie imprese autonome ed indipendenti, che troveranno ospitalità nelle aree Ferrania, e nelle quali prenderanno vita, si spera, attività e società distinte ognuna delle quali focalizzata su un singolo progetto. Non a caso durante l'assemblea si è parlato di reindustrializzazione del sito e non di rilancio industriale.
Anche il canale dei finanziamenti ministeriali ai quali attingere è stato identificato, e non sarà quello relativo alla grande impresa,per la quale sono già disponibili,si dice oltre 25 milioni di €; bensì il canale della piccola e media impresa che dispone di meno risorse attivabili e per la quale esiste una graduatoria molto numerosa.
Tanto per chiarirci bene: sul fronte grande impresa i finanziamenti sono già disponibili e praticamente assegnabili, per la piccola e media impresa non si sa se si potrà attingere ai finanziamenti poiché il numero delle domande e dei progetti è infinitamente maggiore e il "gruzzolo" è notevolmente inferiore. Altra cosa certa è che il laminatoio non potrà godere di finanziamenti poiché non sono ammessi progetti sulla siderurgia.
Il futuro che si delinea per Ferrania quindi è quello del tipo "Cairo Reindustria" a differenza del quale però si venderanno le aree comprensive di progetti per i quali si sono già ottenute le relative autorizzazioni. La centrale a biomasse è l'esempio calzante di questa strategia, quindi si metterà a disposizione l'area nella quale verrà realizzata e le relative autorizzazioni all'impresa che vorrà acquisire businness e aree. Così per il laminatoio, e per il fotovoltaico.
Ma in mezzo a tante cattive notizie una positiva c'è, ed è quella che l'azienda non osterà al ricorso agli ammortizzatori sociali che potranno essere attivati! Come dire, gli azionisti avrebbero anche potuto mettere in liquidazione la società, ma molto probabilmente non lo faranno!
(ancora aggiungiamo noi)
Il contenzioso con la gestione commissariale quindi è tutto ed esclusivamente sulla possibilità di avere titolo sulle aree e di poterle conseguentemente vendere agli acquirenti con relativi progetti annessi!
Alla luce di tutto ciò appare evidente che il pericolo evidenziato nel lontano 2003 si stia delineandosi come certezza e cioè lo spezzatino e la svendita delle aree. Nella migliore delle ipotesi, il futuro dei pochi lavoratori attualmente impiegati sarà quello di un ennesimo passaggio societario, nel quale essi perderanno ancora livelli occupazionali e salariali, rappresentanza sindacale, se mai c'è stata.
Intanto le condizioni ambientali in cui si è costretti a lavorare hanno oltrepassato il lecito. Venerdì 21 dicembre i lavoratori di Ferrania sono stati invitati a brindare a questo roseo futuro e a un anno che verrà denso di sfide e sicuramente stimolante!
Dal punto di vista politico l'evoluzione odierna del problema Ferrania e i futuri scenari che si stanno delineando confermano ancora una volta che la posizione da noi assunta durante l'approvazione dell'accordo di programma oggi in vigore era una posizione concreta e lungimirante. È ormai del tutto evidente che i lavoratori di Ferrania sono stati ostaggio di rivendicazioni focalizzate su progetti che andavano in rotta di collisione con i loro interessi e con un disegno di rilancio industriale unitario del sito e dell'impresa Ferrania.
I giorni che ancora rimangono alla scadenza della firma dell'accordo di programma sono cruciali per il futuro dei lavoratori Ferrania, per il futuro occupazionale del comprensorio e soprattutto per il suo assetto economico-industriale.
È altrettanto evidente che obbiettivo minimale al fine la protesta dei lavoratori della Ferrania
foto tratte dal sito www.ivg.itdell'ottenimento delle autorizzazioni relative a progetti e futuri insediamenti sia e debba essere subordinato al reintegro dei lavoratori oggi ancora in forza. Se ciò non accadesse o chi definirà questo obiettivo come non rivendicabile o non possibile continuerà a farsi compartecipe di obiettivi che si concretizzeranno come un pericoloso e ulteriore arretramento occupazionale, ambientale economico e sociale del comprensorio valbormidese.
Annunciamo quindi un parere negativo su qualsiasi accordo di programma che non vincoli il decollo di nuovi insediamenti e progetti al completo impiego e reitero prioritario dei lavoratori Ferrania ad iniziare dalla centrale a biomasse. Non ci presteremo a ulteriori speculazioni e ricatti occupazionali che non hanno mai costituto occasioni di rilancio occupazionale e industriale.
la redazione del sito
Cairo Montenotte - 19 Dicembre 2007